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"Effects of climate change on bird migration: The swallow as a model of scientific study, application and dissemination of the science culture in environmental matters "

Luogo : Lodi, italy, Europe
Sustainable management of natural resources Sustainable management of natural resources
Budget totale: € 0,00 | Periodo: Da gennaio 2010 A dicembre 2012

Sintesi

L’esigenza di approfondire lo studio sulla biologia della rondine e di promuovere le pratiche agricole a favore della biodiversità, va ricercata nel costante calo che la popolazione italiana di rondine ha subito pari a oltre il 40%.
Il progetto ha previsto tre azioni principali:
• lo studio della migrazione della rondine mediante applicazione di ‘geolocator’;
• l’indagine sulla popolazione di rondine presso le cascine del Parco;
•azioni dirette di conservazione a favore della rondine con il coinvolgimento degli agricoltori.
Si è potuto così avere informazioni sulle rotte di migrazione della rondine, nonché realizzare una nuova zona umida e prati stabili che consentiranno un miglioramento concreto e duraturo della qualità ambientale nel Parco. Si è indagato sulla consapevolezza degli agricoltori sul valore della biodiversità e di come è influenzata dall’agricoltura, potendo agire in futuro con maggiore consapevolezza nella promozione delle pratiche agricole e favore della biodiversità.

Partnership

University of Milan, Department of Biosciences - Italia

Candidato guida

Adda Sud Regional Park - Italia

Partner dell'iniziativa

Il Parco ha lo scopo di gestire in modo unitario la protezione della natura e dell’ambiente, lo sviluppo delle attività agro zootecniche e silvo-pastorali e delle altre attività tradizionali atte a favorire la crescita economica sociale e culturale. Attraverso l’attività delle Guardie Ecologiche Volontarie si promuove l’educazione ambientale alle nuove generazioni e non solo, nelle scuole e presso i centri visita del parco, oltre a promuovere la funzione sociale e le attività ricreative.

Lipu - BirdLife italy - Italia

Partner dell'iniziativa

La LIPU è un’associazione di carattere morale e culturale senza alcuna finalità di lucro. Essa ha per scopo la difesa degli ambienti naturali e del loro patrimonio biologico e naturale;la diffusione della cultura ambientale. Per realizzare tale scopo la LIPU: promuove l’istituzione di oasi naturalistiche, centri di protezione ambientale e parchi naturali, sia direttamente, anche mediante acquisizione e/o amministrazione di terreni, sia indirettamente sollecitando l’intervento dello Stato e degli altri enti territoriali; promuove l’istruzione ecologica e biologica ed in particolare la conoscenza in campo ornitologico, attraverso corsi, conferenze, dibattiti, mostre di carattere didattico, pubblicazioni, eccetera, atti a diffondere in vasti strati sociali ed in special modo tra i giovani, la conoscenza dei problemi connessi alla conservazione del patrimonio naturale, svolge attività di ricerca scientifica e azioni protezionistiche dirette.

University of Milano-Bicocca - Italia

Partner dell'iniziativa

L’Università degli Studi di Milano-Bicocca è nata nel 1998 con una mission ben precisa: fare della ricerca il fondamento strategico di tutta l’attività istituzionale. La ricerca intesa non solo come ampliamento delle frontiere della conoscenza, ma anche come qualificazione dell’attività formativa, come strumento di relazione con il territorio e come contributo allo sviluppo del sistema produttivo. L’Ateneo ha sviluppato stabili e intensi rapporti con il mondo imprenditoriale, dedicando particolare attenzione alla realtà territoriale in cui è inserito e privilegiando, allo stesso tempo, la dimensione internazionale. Oggi, l’Università degli Studi di Milano-Bicocca è un ateneo multidisciplinareche forma professionisti in diversi campi: economico-giuridico, scientifico-tecnologico, medico, sociologico statistico, psicologico e pedagogico.

Fondazione Cariplo - Italia

Partner dell'iniziativa

Fondazione Cariplo acts as an organization that backs the development of local communities, especially by promoting innovative actions that respond to emerging, unmet needs or by providing novel responses to deep-seated needs, in fields and sectors not catered to by the public administration and private organizations. Promoting innovative actions means to give voice to organizations and projects that can respond to public needs, avoiding any traditional or outdated models. As such, the Foundation devotes special attention to actions leading to the development of the human capital of a community, e.g. the development of new skills, innovation in traditional jobs, that is the only assurance of innovative capacity in the long haul. Hence, the Foundation gives priority tofinancing specific projects rather than providing general aid to organizations. This is, in fact, the only way to precisely assess whether a program is innovative and responds to the needs of the community.

“Studiamo le rondini per salvare noi stessi” questo è il concetto chiave che accomuna gli obiettivi principali di questo progetto. Esso infatti si compone di una parte dall’alto contenuto scientifico incentrato sullo studio della biologia della rondine e del suo viaggio migratorio, attraverso l’uso di uno strumento di ultima generazione, il geolocator, e una parte di promozione delle buone pratiche agricole a favore della biodiversità presso gli agricoltori del Parco e dei cittadini. Questo allo scopo di creare una filiera virtuosa di azioni che consentano la salvaguardia della rondine ma anche la realizzazione di un’agricoltura più rispettosa dell’ambiente, con prodotti locali per i consumatori attenti, e di un paesaggio agricolo meno sfruttato e usufruibile anche per i cittadini che vi abitano.

Il progetto ha avuto diversi aspetti innovativi: sotto il profilo scientifico vi è stato l’utilizzo da parte dell’Università di Milano di un nuovo dispositivo elettronico, sviluppato dallo Swiss Ornithological Institute, che permette lo studio della migrazione. Il geolocator registra il tempo e l’intensità della luce e le immagazzina in una unità di memoria. Quando, l’anno successivo, esso viene recuperato i dati vengono analizzati ottenendo così dati sulla rotta migratoria.
È stato innovativo anche l’approccio verso il mondo agricolo: si è indagato, con un questionario, la conoscenza e consapevolezza degli agricoltori su quanto l’agricoltura influisca sulla conservazione della biodiversità nonché le motivazioni per cui le misure agro ambientali vengono scarsamente utilizzate. Inoltre, uno degli agricoltori coinvolti ha utilizzato per la creazione dei prati incentivata dal progetto una varietà autoctona di trifoglio, generando un processo innovativo per l’utilizzo di varietà locali.

Geolocator, di R. Ambrosini. L’immagine raffigura una rondine a cui è stato applicato un geolocator, strumento che permette, una volta recuperato, di ricostruire la rotta di migrazione e i siti di svernamento della specie
La cascina L’immagine raffigura una tipica cascina dell’area lodigiana, in cui si vedono ancora le strutture tipiche delle vecchie stalle, sito preferenziale di nidificazione della rondine e simbolo dell’agricoltura rurale

Il numero delle rondini diminuisce in modo vertiginoso, al ritmo dell’8% all’anno.
Le cause di tutto questo sono molteplici. Le stalle con l’architettura di una volta, che sono il luogo prediletto della rondine per la costruzione del nido stanno scomparendo, gli insetti che prosperano negli allevamenti o nei prati sono disponibili in sempre minori quantità. Le cause del declino più subdole e difficili da identificare sono quelle che agiscono durante la migrazione e lo svernamento in Africa, come i cambiamenti climatici e la progressiva desertificazione. Questo è sintomo di un peggioramento complessivo dell’ambiente e che va anche a ricadere anche sui prodotti alimentari e quindi sui consumatori.
Dal 1999 nel Parco Adda Sud è in corso uno studio volto a ottenere una stima del numero di rondini nidificanti, che ha permesso di ricavare dati sulla biologia della specie e sulle caratteristiche dell’agricoltura del Parco, che hanno portato alla formulazione del presente progetto.

La campagna i tempi moderni. L’immagine raffigura un ambiente agricolo tipico dell’area del Parco Adda Sud, a fianco di residuali prati stabili polifiti, ad oggi prevalgono grandi distese a mais (in questa foto nelle prime fasi di crescita) che mal si conciliano con la difesa della biodiversità.

Di seguito si sintetizzano i risultati raggiunti:
Realizzazione del primo studio di ampia scala di una popolazione di rondine fondato sulla applicazione di dispositivi di recente messa a punto (‘geolocator’) per la registrazione in continuo della posizione degli individui durante l’intero ciclo annuale di vita.
• Identificazione delle rotte migratorie e le aree di svernamento della popolazione
di rondine del Parco Adda Sud (studiata fin dal 1993), che sta subendo un marcato declino
demografico, al fine di identificare gli effetti dei cambiamenti climatici nelle aree di riproduzione e svernamento su numerosi aspetti della biologia di questa specie.
• Sensibilizzazione e coinvolgimento degli agricoltori riguardo ai temi della diminuzione della rondine e della biodiversità delle aree agricole.
• creazione di 4,5 ha di nuovi prati stabili e di un’area umida

../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Volume di progetto Il volume allegato dal titolo In Volo sulla Campagna, illustra i risultati del progetto, nonchè fornisce notizie sulla biologia della rondine e sulle pratiche agricole a favore della biodiversità. Esso si rivolge ad un pubblico vasto sia di agricoltori che di cittadini.

I beneficiari principali sono stati gli agricoltori operanti nel Parco che hanno potuto usufruire di un incentivo per la creazione e il mantenimento dei prati stabili polifiti, si è potuto infatti erogare tramite bando pubblico una somma pari a 6.000 euro per la realizzazione di 4.5 ha di prato, la realizzazione di una nuova zona umida e il mantenimento di altri 15 ha di prati storici. Tali prati verranno utilizzati come fonte di alimentazione del bestiame allevato dalle stesse aziende favorendo così processi di filiera corta e prodotti di miglior qualità.
Tutti gli agricoltori potranno beneficiare di un marchio di qualità studiato all’interno di questo progetto denominato fattoria amica delle rondini che certificherà le aziende che applicano buone pratiche agricole a favore della biodiversità.
Beneficiari “indiretti” sono stati tutti i cittadini e consumatori che potranno usufruire di un ambiente più diversificato e favorevole alla biodiversità e di prodotti di qualità migliore.

Amico della rondine L’immagine rappresenta il certificato di “Fattoria amica della rondine” e il kit di cassette nido e mangiatoie” che viene distribuito alle fattorie che mettono utilizzano tecniche agricole favorevoli alla conservazione della biodiversità. il kit prevedeva un certificato di "fattoria amica della rondine" e un set di cassette nido.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Bando Nuovi Prati Il documento è il Bando emesso per destinare un incentivo agli agricoltori operanti nel Parco che avessero creato nuove superfici prative o in subordine mantenuto superficie di prato storico presenti in azienda.

Il gruppo di lavoro del Progetto è costituito da collaboratori LIPU e funzionari del Parco e dai ricercatori delle Università Milano Bicocca e Milano Statale, che hanno portato le loro specifiche competenze per la buona gestione e realizzazione del Progetto stesso. Nel dettaglio hanno collaborato: per LIPU Patrizia Rossi, responsabile settore Agricoltura, coadiuvata da Claudio Celada, Direttore area Conservazione Natura, Federica Luoni per la parte di rapporto con gli agricoltori e divulgazione. Supportano lo svolgimento di specifiche azioni di progetto anche altri collaboratori LIPU dell’ufficio stampa, ufficio promozione, ufficio marketing e raccolta fondi.
Per il Parco Adda Sud lavorano sul Progetto il direttore Riccardo Groppali e Maurizio Polli, responsabile ufficio ragioneria e GEV. Per l’Università degli studi di Milano: Nicola Saino, Diego Rubolini, Maria Romano, mentre per l’Università degli studi Milano Bicocca: Roberto Ambrosini.

Le GEV e le rondini, di R. Musumesci La foto raffigura una Guardia ecologica del Parco Adda Sud intenta a monitorare i nidi di rondine, sotto la guida dei ricercatori dell'università Milano Bicocca.

La difficoltà principale affrontata è stata trovare aziende disponibili a convertire seminativi in prati stabili polifiti. Molte aziende che hanno richiesto informazioni hanno poi dichiarato di non aderire per timori di ulteriori pratiche burocratiche o di dover affrontare controlli da parte del Parco. Inoltre molti agricoltori non possiedono i terreni condotti e non potendo così impegnarsi su tempi lunghi per l’insicurezza di poter continuare a coltivare le stesse superfici.
Nonostante ciò, grazie al coinvolgimento di un agricoltore sensibile al tema, che ha negli anni convertito quasi interamente i terreni di proprietà in prati si è riusciti a creare 4,5 ha di nuovi prati utilizzando anche un’essenza autoctona. Con i soldi non utilizzati per la creazione dei prati stabili si è deciso, con la disponibilità dello stesso agricoltore, di creare una zona umida, aumentando così la qualità ambientale dell’area e moltiplicando i benefici per la biodiversità degli interventi precedenti.

Ritorno alle acque L’immagine raffigura l’area umida ricreata all’interno dell’azienda agricola grazie ai fondi di progetto non utilizzati per il ripristino dei prati stabili

La difesa della biodiversità e il miglioramento ambientale sono gli scopi principali del progetto. Questi obiettivi sono stati raggiunti attraverso interventi concreti di realizzazione dei prati stabili e di un’area umida. Inoltre grazie alla sensibilizzazione degli agricoltori su queste tematiche si avrà un beneficio su lungo termine per la conservazione dell’ambiente agricolo. La componente di studio della biologia della rondine permetterà di studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità, nonché cosa comportano le modifiche degli agroecosistemi sulla conservazione di questa specie modello. Lo studio della migrazione porterà a identificare misure di conservazione su larga scala. Anche il piano di divulgazione che vede la rondine come specie simbolo ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini sulle tematiche di un’agricoltura di qualità e attenta all’ambiente e di come questo influenza anche la loro salute.

Di nuovo prato L’immagine raffigura il prato stabile ricreato grazie al bando del progetto, per tale ripristino si è utilizzato un’essenza autoctona delle campagne del lodigiano

Il progetto, grazie agli interventi concreti avrà un effetto duraturo nel tempo, infatti i prati e l’area umida creata rimarranno vincolati per almeno 5 anni dalla loro realizzazione, ma è intenzione degli agricoltori mantenerli inalterati per molti più anni. La sperimentazione dell’utilizzo del geolocator condurrà alla messa a punto di tale sistema e alla sua applicazione su una scala più vasta.
Il Parco Adda ha poi promosso la creazione di un marchio denominato “Fattoria amica della rondine” che verrà assegnato alle aziende che mettono in pratica azioni a favore della biodiversità. Se si instaurerà un processo virtuoso le aziende avvieranno tali misure per poter utilizzare tale marchio per la promozione dei loro prodotti, favorendo così la biodiversità.

../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Bando Fattoria Amica della Rondine Testo del Bando per richiedere il riconoscimento di "Fattoria Amica della Rondine". Le aziende che vi aderiscono devono avere requisiti che favoriscano la presenza di questa specie e il mantenimento della biodiversità in ambito agricolo.

La rondine è un simbolo per molti, sia per gli agricoltori che per i cittadini. Per questo si è scelto di metterla al centro nel piano di comunicazione. Si è quindi deciso di creare un vero e proprio libro all’interno della collana di pubblicazioni del parco, che è composto da una parte introduttiva della biologia della rondine e una parte descrittiva sul progetto. Inoltre, il volume contiene suggerimenti sia per gli agricoltori in termini di buone pratiche agricole a favore della biodiversità, sia per i consumatori, su come scegliere i prodotti migliori e attuare un consumo critico che possa favorire l’agricoltura locale e amica dell’ambiente.
Per divulgare il progetto su vasta scala, questi concetti sono stati riassunti in un volantino distribuito a tutte le scuole che svolgono educazione ambientale presso il Parco, oltre che in tutti i punti Informativi del Parco e agli agricoltori stessi.

../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Volume di progetto Questo leaflet descrive in sintesi le premesse e i risultati del progetto. Esso è stato prodotto per una divulgazione su ampia scala a supporto del volume rilegato. Questo permetterà di raggiungere un maggior numero di cittadini e agricoltori.