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Traditional food from Veneto and Friuli Venezia Giulia Regions: an integrated system of food production aimed to protect consumers' health and enhance local food tipicity

Luogo : italy, Europe
Food consumption patterns: diet, environment, society, economy and health Food consumption patterns: diet, environment, society, economy and health
Budget totale: € 0,00 | Periodo: Da luglio 2007 A

Sintesi

Il progetto PPL è stata un’esperienza di collaborazione tra pubblico e privato, che ha permesso di creare un circuito virtuoso fra le varie parti coinvolte, per la valorizzazione dei prodotti alimentari tipici del territorio del Nordest.

Il dialogo fra le componenti del sistema ha rappresentato un punto qualificante del Progetto, avendo permesso la creazione di un percorso di crescita comune per rispondere alle rispettive esigenze; l’autorità sanitaria ha avuto la possibilità di conoscere e capire lo scenario della produzione alimentare locale, e i produttori hanno intrapreso percorsi di formazione che li hanno guidati verso l’adeguamento delle strutture e dei processi produttivi agli standard di sicurezza alimentare.

La particolare dimensione cooperativa del Progetto ha rafforzato il rapporto di fiducia fra istituzioni, autorità sanitarie, produttori e consumatori, intorno a valori sociali e culturali condivisi.

Partnership

Experimental Zooprophylactic Institute of Venices - Italia

Candidato guida

L’IZSVe è un ente sanitario di diritto pubblico che svolge attività di prevenzione, di controllo e di ricerca nell’ambito della sanità pubblica, del benessere animale, della sicurezza alimentare e della tutela ambientale. La mission dell'Istituto è promuovere la salute pubblica e la sanità animale garantendo adeguati servizi di diagnostica, sorveglianza e ricerca. L'Istituto risponde ai bisogni di salute pubblica in termini di sicurezza alimentare e di prevenzione della trasmissione delle malattie tra animale e uomo, e di benessere animale in termini di sanità e condizioni di vita dell'animale. L'IZSVe interviene mediante: controllo della presenza di agenti nocivi e indesiderati negli alimenti; prevenzione e controllo delle malattie degli animali; attività tecnico-scientifica; l'attività di comunicazione e formazione

Veneto's region - Italia

Partner dell'iniziativa

Autonomous Region of Friuli Venezia Giulia - Italia

Partner dell'iniziativa

Il progetto PPL - Piccole Produzioni Locali, ha costituito una sfida innovativa per la valorizzazione di prodotti alimentari tipici, puntando sulla qualità e sulla sicurezza alimentare a beneficio del consumatore. Le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno definito un sistema integrato fra mondo produttivo e sanità pubblica, con l’obiettivo di permettere la commercializzazione di prodotti della tradizione attraverso la collaborazione virtuosa fra settore pubblico e privato. Questo ha avuto varie ricadute sul tessuto produttivo e sociale: un’opportunità di crescita economica per le piccole aziende alimentari, la garanzia del controllo sanitario dei prodotti a vantaggio del consumatore e la valorizzazione dell’identità dei territori interessati. Il coordinamento del Progetto e Il monitoraggio delle filiere alimentari aderenti è stato garantito dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie che si è occupato anche della formazione per le aziende e della comunicazione.

Le produzioni locali sottostanno a normative comunitarie indirizzate a garantire la sicurezza alimentare, ma che spesso non sono a misura di microimpresa, rendendo difficile l'applicazione in piccole realtà tradizionali.

Il progetto ha cercato di unificare questi due aspetti, all’apparenza opposti, definendo un sistema efficace e adeguato che ha portato ad ottenere, per alcune filiere, un alimento sicuro, controllato dall’Autorità competente, e apprezzabile dal consumatore, in quanto originato da processi percepiti come “sicuri”. Il risultato è stato l’approvazione di normative specifiche (DGR Veneto n. 2016 del 3/07/2007 e s.m.i.; Decr.Pres. Friuli n. 23 del 21/02/2014) in cui sono stati armonizzati il valore sanitario (controllo, monitoraggio) e il valore socio-culturale (genuinità, tradizione, identità) delle produzioni alimentari.

Il territorio montano e pedemontano del Nordest è caratterizzato da un patrimonio di produzioni alimentari di origine animale e vegetale – salumi, carni fresche, prodotti lattiero-caseari, prodotti dell'alveare, conserve vegetali, prodotti da forno – che, seppur caratterizzate da un ridotto circuito commerciale di vendita, rappresentano un significativo elemento di tutela del territorio, dal valore culturale, geografico e storico fortemente identitario, ma anche di salvaguardia occupazionale.

Le Regioni hanno quindi avviato un percorso semplificato per la produzione e la commercializzazione di piccoli quantitativi di prodotti preparati e/o trasformati nell’azienda agricola, definendo i quantitativi di prodotto, i requisiti specifici delle strutture, gli aspetti gestionali, gli indicatori di sicurezza per il consumatore e per il produttore, e infine le modalità e gli standard igienico-sanitari per consentire la replicazione del modello in altre realtà e per altre tipologie di prodotto.

Questo progetto, nel rispetto della normativa comunitaria in tema di sicurezza alimentare e tutela del consumatore, ha previsto un percorso facilitato per la commercializzazione di prodotti derivanti dalla produzione primaria, generando opportunità di crescita per il mondo agricolo e integrazione del reddito di comunità di piccoli produttori.

Il progetto ha inoltre consentito la creazione di una rete di relazioni virtuose tra produttori e Sistema Sanitario, a tutela della salute dei consumatori finali. Le autorità competenti, operando attraverso i criteri della valutazione del rischio, dopo opportuno monitoraggio, hanno identificato e trasferito ai produttori le buone pratiche e gli strumenti per la valutazione della conformità delle produzioni alla commercializzazione. 

Ad oggi il progetto riunisce oltre 300 aziende aderenti per un totale di circa 50 prodotti censiti. Si stima che il fatturato lordo annuale ammonti a 8 milioni di Euro con un indotto pari al doppio del valore.

Il progetto PPL nasce per rispondere all’esigenza del territorio di vendere parte della produzione agricola al consumatore finale e, in piccola parte, al dettagliante locale, allo scopo di integrare il reddito dell’azienda agricola e di soddisfare la richiesta del consumatore di prodotti tipici locali sicuri.

I prodotti PPL, a differenza di quelli industriali, si caratterizzano per un processo produttivo poco standardizzato che non consente di gestire eventuali rischi microbiologici. Pertanto sono stati individuati e valutati criteri di sicurezza forti e adattabili a tutte le situazioni e a tutti i produttori, per definire un percorso sicuro e sostenibile per il piccolo produttore e garantire la sicurezza alimentare dei consumatori. È stato avviato anche un percorso di formazione degli operatori agricoli e degli allevatori allo scopo di responsabilizzarli nei confronti dei consumatori, azione che si è poi concretizzata in una serie di manuali di buone prassi igieniche.

Nel progetto sono state coinvolte molteplici figure professionali del settore pubblico e privato. Gli operatori alimentari hanno avuto un ruolo centrale nel progetto, sono stati formati e seguiti nel percorso di applicazione delle buone prassi di produzione e trasformazione.

Le Asl hanno fornito un servizio di consulenza in campo; l’IZSVe ha eseguito il controllo analitico delle matrici oggetto dello studio, ha curato la redazione di manuali di buone prassi e parte della formazione in aula. I responsabili dei progetti sono stati Stefano De Rui (Regione Veneto) e Daniele Sisto (Regione Friuli Venezia Giulia). Collaboratori: Marta Dal Cin, Martino Papparotti, Maria R. Ferone, Antonio Frezza, Rosa Bergomas, Elisabetta Argentieri, Luca Buffon (Asl); Fabiano Carraro, Martina Ricci (collaboratori esterni);  Gabriella Conedera, Denis Vio, Michela Favretti, Carmen Losasso, Antonia Ricci, Veronica Cibin, Claudio Mantovani, Valentina Boscolo, Licia Ravarotto (IZSVe); titolari delle aziende PPL.

La principale difficoltà incontrata è stata la condivisione delle modalità di gestione del percorso tra gli operatori del Servizio Sanitario Nazionale preposti al controllo ufficiale degli alimenti. Questo ha portato alla sua non omogenea applicazione sul territorio.

Il progetto richiedeva, infatti, la compartecipazione del settore pubblico all'autocontrollo di attività produttive private, con l’obiettivo di formare gli Operatori del Settore Alimentare (OSA) sulle buone pratiche di produzione, trasformazione e commercializzazione degli alimenti, monitorare l’osservanza dei requisiti di sicurezza e consentire il passaggio dalla redazione del manuale Haccp a quello delle buone pratiche.

La difficoltà è stata superata condividendo in primo luogo gli obiettivi primari del progetto e successivamente definendo un paniere di prodotti ammissibili al percorso, i cui requisiti di sicurezza fossero facilmente monitorabili anche dall’OSA attraverso strumenti di uso comune.

Il territorio rurale montano e pedemontano è interessato da fenomeni di dissesto ambientale, quali erosione dei suoli e frane superficiali, che sono connessi all'abbandono dell'attività agricola e, più in generale, del territorio con una progressiva riduzione del presidio e della manutenzione delle opere di protezione.

In questa ottica, le PPL concorrono a perseguire obiettivi di mantenimento dei servizi eco-sistemici e di conservazione della biodiversità attraverso il miglioramento della redditività delle aziende agricole e il sostegno allo sviluppo socio-economico delle aree, garantito anche dall'enorme interesse che il Progetto ha riscontrato nella fascia di età giovane-adulta rappresentata dal 50 % dei referenti delle aziende aderenti.

Inoltre, i vincoli produttivi previsti in termini di volume di produzione favoriscono tempi minimi di allevamento e rispetto della stagionalità delle produzioni. 

Vari sono i punti di forza del Progetto dal punto di vista della sostenibilità.
Il percorso di adesione ne rappresenta il principale. Le aziende aderenti, infatti, ricevono il parere preventivo a seguito della registrazione igienico-sanitaria dei locali dell’azienda agricola senza che ne sia richiesto il “cambio di destinazione d’uso”. Questo implica la possibilità di utilizzare i locali domestici a scopo produttivo riducendo enormemente i costi iniziali e supportando la precoce redditività della produzione.

Le elevate trasferibilità e duplicabilità sono dimostrate dall’incremento annuo delle aziende aderenti: nella prima stagione produttiva  le aziende PPL erano 23 e  interessavano un ristretto territorio della pedemontana veneta, alla fine della quarta stagione le aziende erano 300. Il Progetto si è diffuso prima all’intero territorio del Veneto e successivamente è stato duplicato in Friuli Venezia Giulia. Si prevede l'ulteriore ampliamento alle Regioni Lombardia e Piemonte.

Il piano di comunicazione è stato articolato per rispondere a molteplici esigenze: divulgazione al pubblico, gestione dei controlli da parte degli operatori di sanità pubblica, formazione del personale delle aziende. Sono stati realizzati due siti web:

  • http://ppl.regione.fvg.it
  • www.pplveneto.it

con news e informazioni su prodotti e aziende, con link anche da www.izsvenezie.it. È stata realizzata una photo gallery (https://www.flickr.com/photos/127715062@N06/)

Materiale editoriale e partecipazione a manifestazioni gastronomiche locali hanno contribuito a dare visibilità al progetto. Per la gestione dei controlli sono state realizzate piattaforme informatiche, ad accesso riservato per gli operatori di sanità pubblica (Asl/IZSVe), per il monitoraggio dello stato sanitario della aziende. Infine sono stati redatti Manuali di buone prassi igieniche destinati al personale delle aziende, suddivisi per tipologie di produzioni e finalizzati alla sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti.

PPL - Piccole produzioni locali - Veneto e Friuli Venezia Giulia Il video ha l'obiettivo di promuovere il progetto PPL e informare i consumatori sul contesto territoriale e i prodotti alimentari tipici