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Tradition and innovation: ensuring a more sustainable and equitable future for Karakorum communities

Luogo : pakistan, Asia
Quantitative & qualitative enhancement of crop products Quantitative & qualitative enhancement of crop products
Budget totale: € 0,00 | Periodo: Da novembre 2009 A

Sintesi

Il progetto, tramite una serie di iniziative integrate di innovazione tecnologica in ambito agricolo, di marketing e di uso sostenibile delle risorse naturali, ha coinvolto le comunità del Parco Nazionale del Karakorum Centrale. Queste, sono società particolarmente disagiate e remote, a cui è sovente precluso l’accesso a risorse essenziali che influenzano la qualità della vita (malnutrizione ed insicurezza alimentare, mancanza di risorse idriche potabili, depauperamento delle risorse naturali) e forte diseguaglianza sociale tra generi causate da restrizioni culturali.
Tramite la creazione di canali irrigui, vivai, serre, riforestazioni, stufe ad alta efficienza, corsi di formazione ed un impianto per la commercializzazione delle albicocche prodotte in loco, il progetto ha affrontato i principali bisogni delle comunità locali in ambito di sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile, con attenzione anche alla salvaguardia della biodiversità.
 

Partnership

Associazione Riconosciuta Ev-K2-CNR - Italia

Candidato guida

Sviluppo e promozione di attività di ricerca scientifica e tecnologica nelle aree remote d’alta quota con l’obiettivo di approfondire le conoscenze sui cambiamenti climatici attraverso un programma di monitoraggio a lungo termine e fornire un supporto tecnico-scientifico specializzato ai processi di sviluppo sostenibile in tali aree, per garantire la tutela ambientale e migliorare la qualità della vita degli abitanti. Tutto questo mediante un approccio multidisciplinare, che prevede l’approfondimento e il trasferimento delle conoscenze acquisite e applicate alla gestione sostenibile del territorio e la promozione di attività di cooperazione internazionale, nel rispetto delle culture e delle tradizioni locali.

University of Torino – Department of Veterinary Science - Italia

Partner dell'iniziativa

L’obiettivo primario del Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università di Torino è di promuovere l’insegnamento di qualità e la ricerca a livelli internazionali in svariate discipline inerenti le Scienze veterinarie, con particolare enfasi sulla qualità ed il benessere animale ed umano e la conservazione dell’ambiente. Il Dipartimento promuove la collaborazione con altri Enti e Dipartimenti ed ha adottato dal mese di luglio 2010 la certificazione del Sistema Gestione Qualità ai sensi della norma UNI EN ISO 9001 per la progettazione e l’erogazione di corsi di istruzione universitaria, formazione permanente e servizi agli studenti. Questa certificazione è uno strumento per garantire la qualità dell’insegnamento, migliorare l’affidabilità dei risultati della ricerca ed assicurare il raggiungimento dell’obiettivo di rendere il Dipartimento punta di diamante in Italia ed Europa nelle Scienze Veterinarie.

Directorate of Central Karakoram National Park - Pakistan

Partner dell'iniziativa

Il Parco Nazionale del Karakorum Centrale si trova in Gilgit-Baltistan, Pakistan. All’interno dei confini del Parco si trova la più grande area glaciale al di fuori dei poli, e la seconda montagna più alta della terra, ma anche una ricca ed unica biodiversità ed importanti risorse naturali. Dichiarata area protetta nel 1993, il CKNP coprendo un’area di 10.557 km2 è il più grande parco nazionale del Pakistan. Nelle attività che promuove, l’ente Parco persegue un duplice obiettivo: di conservazione dell’integrità ecologica dell’area e, al contempo,di sviluppo sostenibile delle comunità locali che risiedono lungo i suoi confini e che ne utilizzano le risorse per il loro sostentamento. Il Parco promuove attività di conservazione, come l’uso sostenibile della biodiversità attraverso programmi come il trophy hunting o la riforestazione, di governance delle comunità locali (sostegno delle comunità di valle e loro coinvolgimento nella gestione delle risorse naturali) e di turismo sostenibile.

Aga Khan Rural Support Program - Pakistan

Partner dell'iniziativa

Attività principali: AKRSP è una ONG attiva in Gilgit Baltistan dagli anni ’70. Pionieri nel promuovere uno sviluppo sostenibile fortemente incentrato sulle comunità locali, per oltre 25 anni AKRSP ha dimostrato il successo dell’approccio partecipativo nella pianificazione e implementazione di attività di sviluppo rurale. Tra le attività di successo, si possono ricordare i programmi di micro-credito e mobilitazione di finanziamenti per le comunità rurali; l’applicazione di metodologie bottom-up per la creazione di infrastrutture (canali irrigui, strade, ecc); uso sostenibile delle risorse naturali; partnership pubblico-private per lo sviluppo di attività commerciali. Il modello di sviluppo perseguito da AKRSP viene definito “learning by-doing”: in questo modello le comunità sono direttamente coinvolte nelle attività di sviluppo come la creazione di infrastrutture, la formazione di organizzazioni di villaggio e di programmi educativi.

University of Padua - Tesaf Dipartment - Italia

Partner dell'iniziativa

L’agricoltura nei territori montani è resa difficile da molteplici costrizioni ambientali. Nelle montagne del Karakorum vivono comunità isolate di agricoltori, fortemente legate al territorio e in precario equilibrio con esso a causa dell’aumento demografico e della scarsità di risorse naturali. Tramite azioni di innovazione tecnologica nella produzione (serre, canalizzazioni), di marketing e cura del prodotto (essiccazione, impacchettamento), campagne di vaccinazione del bestiame e uso più efficiente delle risorse naturali (stufe, piantagioni) il progetto ha affrontato i principali bisogni delle comunità locali in ambito di sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile, salvaguardando al contempo la biodiversità, essendo l’area di progetto inclusa all’interno di un Parco Naturale. Inoltre, la creazione di comunità di villaggio e l’inclusione delle donne nel processo decisionale è stata incentivata per donare maggior resilienza alle comunità e migliorare le relazioni con le istituzioni.

L’innovazione tecnologica apportata dal progetto in zone rurali remote, dove storicamente l’autosostentamento ha rappresentato una necessità per secoli, ha favorito una riduzione del livello di povertà delle popolazioni locali, attraverso il reddito generato dalla vendita del surplus della produzione agricola. Le tecnologie inserite nel territorio garantiscono infatti l’aumento della disponibilità alimentare per i nuclei familiari, soprattutto nel periodo invernale, grazie all’incremento della superficie coltivabile oltre che la sua produttività (allungando la stagione vegetativa mediante serre e pratiche più efficienti) ed attraverso una maggiore e costante disponibilità di acqua nelle stagioni. Specifici corsi di formazione sull’accesso al mercato, la conservazione del prodotto, il marketing, la sicurezza alimentare e le questioni igienico-sanitarie hanno anche prodotto un’innovazione socio-economica, che si presta ad essere facilmente replicata in altre aree.

L’essicazione delle mele Tra le attività agricole diffuse nelle valli che si trovano al confine con la zona nord del Parco ci sono la produzione di frutta essiccata, mele, albicocche e di frutta secca. L’introduzione di essiccatori e di nuovi packaging ha permesso processi più sicuri ed efficaci. Le grandi aziende internazionali si sono mostrate interessate a questi prodotti di alta qualità.
Nuovo canale, Braldo Valley 15 nuovi canali di irrigazione, 4 costruzioni per lo stoccaggio, 9100 persone che ne beneficiano. Sono i numeri che raccontano le attività che hanno permesso alle popolazioni delle Braldo e Basha valleys nel Karakorum di accedere all’acqua a scopo alimentare e agricolo.
Serra nella valle del Braldo Nelle valli Braldo e Basha sono state costruite 80 nuove serre e istruiti i contadini per farne un uso appropriato ed efficace. Queste permettono la produzione di ortaggi anche fuori stagione, stagione che in Karakorum, dove le temperature invernali sono assai rigide, può essere anche molto breve.

Il Karakorum è una catena montuosa che si estende tra Pakistan, India e Cina, con quattro cime di oltre 8000m tra cui il K2, ed una orografia complessa. L’area del progetto copre una estensione di circa 12,000 km2 che comprende il Parco del Karakorum. Lungo queste valli, remote e di difficile accesso, vivono circa 150.000 abitanti: l’isolamento secolare ha favorito lo sviluppo di micro-culture diversificate tra loro come dimostrano le 3 lingue e le 4 sette religiose presenti. Da un punto di vista socio-etnografico sono tipiche società agro-pastorali di zone montane: autosufficienti, fortemente legate al territorio che utilizzano con movimenti stagionali per consentire l’agricoltura intorno ai villaggi e la pastorizia nei pascoli siti a quote più elevate. L’isolamento, la scarsa produttività agricola e i frequenti disastri naturali hanno rappresentato per secoli i principali limiti allo sviluppo della regione. 

Essiccazione albicocche La bassa produttività delle attività agricole fa si che queste produzioni possano nella gran parte dei casi fornire la sola sussistenza del nucleo familiare – Tra le attività agricole dedicate al commercio vi è la produzione di frutta secca. L’essiccazione delle albicocche che avviene, però, con metodi tradizionali più lenti meno efficienti e meno sicuri dal punto di vista sanitario rispetto alle nuove tecnologie di essiccazione implementate.
Il villaggio di Askoli Attorno al Parco, in valli remote vivono circa 150.000 persone. Il territorio del Parco è ricoperto per il 38% da ghiacciai il clima è arido, l’inverno rigidissimo.
Pecore e capre del Karakorum Da un punto di vista socio-etnografico quelle del Karakorum centrale sono tipiche società agro-pastorali di zone montane: autosufficienti, fortemente legate al territorio che utilizzano con movimenti stagionali per consentire l’agricoltura intorno ai villaggi e la pastorizia nei pascoli siti a quote più elevate.
Karakorum Anomaly Questo video è tratto da un lavoro del regista Niccolò Piazza dedicato alla cosiddetta anomalia del Karakorum, legata allo sviluppo dei ghiacciai della regione. Queste splendide immagini tratte dal documentario ben raccontano quello che è il contesto ambientale e culturale in cui vivono le popolazioni del Karakorum Centrale.
  • 15 canali irrigui (27 km), 15 canali (40 km) e 4 cisterne per l’acqua potabile per 14812 beneficiari.
  • 21 vivai per alberi da frutto di specie con spiccate qualità commerciali.
  • 80 serre per allungare la stagione di produzione di ortaggi, 8 corsi di formazione per la produzione commerciale di semi in serra, per un totale di 20.000 beneficiari, diretti ed indiretti.
  • Formazione per più di 100 agricoltori sul marketing di prodotti agricoli in 3 valli.
  • Installazione di un impianto per l’essiccatura e l’impacchettamento delle albicocche.
  • Più di 340.000 alberi per ridurre i bisogni di legna da foresta delle popolazioni locali e 30 stufe installate per ridurne i consumi e migliorare la qualità dell’aria all’interno delle abitazioni.
  • Più di 5000 ovi-caprini vaccinati contro le più comuni malattie.
     
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Creazione di vivai per la coltivazione di frutta e training Miglioramento della produzione agricola locale, tenendo in considerazione gli obiettivi e il regolamento del Parco del Karakorum.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Installazione di sistemi per il trattamento di prodotti agricoli Creazione e installazione di sistemi per il trattamento dei prodotti agricoli e organizzazione di training e formazione sul tema della produzione alimentare sicura e controllata.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Miglioramento della gestione dei pascoli e del bestiame Migliorare i sistemi di "watch and ward", facilitare la coltivazione di foraggio, istituire uno sistema di assicurazione del bestiame al fine di ridurre la trasmissione di malattie dal bestiame agli animali selvatici.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Miglioramento/Installazione di canali d'irrigazione per le comunità Miglioramento dell'accesso ai servizi attraverso il ripristino delle vie di comunicazione e l'accesso ai canali di irrigazione e acqua potabile.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Promozione di semina e coltivazione di vegetali non-stagionali Miglioramento della sicurezza alimentare nell'area del progetto e alleviamento della malnutrizione, estendendo la stagione agricola in alta quota attraverso l'uso di serre.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Valutazione della produzione e commercializzazione di prodotti agricoli Promozione di tecniche e attività agricole sostenibili al fine di aumentare il reddito locale e migliorare la sicurezza alimentare in termini di qualità e quantità nutritiva.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Valutazione delle tecniche locali di uso sostenibile delle risorse naturali Miglioramento del livello locale nella gestione delle risorse naturali attraverso attività di divulgazione di informazioni e best practices.

Le comunità della buffer zone del Central Karakorum National Park, sono organizzate in agglomerati urbani montani di piccole dimensioni, dislocati lungo i fondovalle, e la loro sussistenza si basa essenzialmente sull’agricoltura e sull’allevamento, attività fortemente influenzate dalle estreme condizioni ambientali, che precludono l’accesso a risorse essenziali, limitando la qualità della vita. Le attività agricole vengono condotte alle quote più basse dove sono presenti canali di irrigazione le cui acque provengono principalmente dallo scioglimento di neve e ghiacciai, in quanto le precipitazioni nell’area sono troppo scarse (100-200 mm) e non in grado di far fronte alle necessità idriche delle coltivazioni (grano, verdure e frutta). La bassa produttività fa si che queste produzioni possano fornire la sola sussistenza del nucleo familiare – ma spesso sono insufficienti per far fronte alle necessità del lungo periodo invernale – mentre non risultano in grado di generare altro reddito.

Bambini per strada Tra i beneficiari del progetto i bambini. Migliorare la qualità del cibo e dell’acqua, coinvolgendo la comunità intera nell’implementazione delle tecnologie innovative a basso impatto ambientale. Trovare legna da ardere vicino a casa e non lontano significa per esempio avere il tempo di andare a scuola.
Donne e mietitura Le comunità raccolte in piccoli villaggi vivono di allevamento e di attività agricole stagionali che coinvolgono anche donne e bambini. Le donne sono state destinatarie specifiche di attività di formazione. Un tema complesso in un territorio di cultura islamica.
Ritratto di un Balti Vivere in questi territori dove la vita dipende da risorse naturali spesso difficilmente accessibili e limitate, significa percorrere chilometri per portare al pascolo gli animali o ricostruire strade, raccogliere a grande distanza legna per mantenere accettabili la temperatura delle abitazioni durante la stagione invernale. Gli uomini e le comunità che vivono nei villaggi più remoti di questi territori sono capaci di sforzi quotidiani impensabili.
Braldo Valley - l'importanza dell'acqua Queste immagini mostrano l’importanza dei canali e dell’acqua per la vita degli abitanti di un villaggio della Braldo Valley per la salute e per la vita quotidiana. Mostrano anche quali sono gli impatti sul paesaggio in un territorio arido e montagnoso. Le voci dei protagonisti raccontano quel che accade, le difficoltà incontrate nella realizzazione dei lavori.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Implementare misure per il miglioramento della qualità dell'acqua Implementazione di uno schema permanente di monitoraggio della qualità dell'acqua applicabile a diverse valli di Skardu e Gilgit. Potenziamento del laboratorio delle acque presso la Karakorum International University e formazione dello staff universitario e del Parco del Karakorum.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf La storia di Sakina della Basha: Verdure da casa al mercato Prima dell'intervento del progetto SEED, Sakina coltivava i principali vegetali per la sussistenza domestica. Dopo l'introduzione delle serre ha potuto iniziare a coltivare vegetali in un'ottica più commerciale, incrementando il suo reddito familiare.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Miglioramento delle vie d'accesso Molti villaggi dell'area del Central Karakorum National Park non erano collegati alle strade principali e questo ostacolava il trasporto di prodotti agricoli e portava gli agricoltori a fare affidamento su attrezzi agricoli e tecniche tradizionali. Per far fronte a questo sono stati completati 9 collegamenti stradali, beneficiando 4920 persone, incluse 2509 donne.

Il progetto è stato condotto da Ev-K2-CNR avvalendosi di ricercatori interni ed esterni provenienti da Università locali (Karakorum International University) ed Italiane (Università di Torino, Università di Padova) oltre che da 2 liberi professionisti, esperti nella gestione e protezione di aree protette, che hanno coordinato le attività. I ricercatori italiani hanno fornito formazione alle comunità su vaccinazioni e utilizzo delle risorse forestali. Le attività sul campo descritte sono state svolte in collaborazione con due ONG locali (Aga Khan Rural Support Program e WWF Gilgit-Baltistan per canali, serre, vivai) ed il contributo del Central Karakorum National Park (piantagioni). Personale impiegato: 2 liberi professionisti (33,7 mesi/uomo – 34 missioni sul campo per un totale di 330 giorni nell’area di progetto); 8 ricercatori italiani coinvolti (20 missioni sul campo per un totale di 377 giorni nell’area di progetto).

Arif Hussain, Rappresentante Tecnico Ev-K2-CNR, SEED Coordinatore locale di tutte le attività SEED implementate da Ev-K2-CNR. Si occupa di mantenere tutti i rapporti a livello governativo, con le comunità e tutti gli attori coinvolti nel progetto.
Efrem Ferrari, Coordinatore Scientifico, SEED Nell’ambito della sua tesi di dottorato “Methodological Issues Methodological Issues In Implementing a Sustainable Forest Management Plan In Remote Mountain Areas The Karakorum (Pakistan)” ha implementato, sotto il coordinamento del Prof. Tommaso Anfodillo, le attività finalizzate all’utilizzo sostenibile della risorsa forestale (per esempio due piantumazioni nelle valli di Bagote ed Haramosh e la costituzione di Forest Management Committee.
Maurizio Gallo, Coordinatore delle attività Ev-K2-CNR, SEED Coordinatore delle attività implementate da Ev-K2-CNR, nell’ambito del progetto SEED, con particolare focus su tutte le iniziative legate alle comunità locali (best-practices per utilizzo risorse naturali, nuove opportunità di reddito economico generato da attività sostenibili, ecc..).
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Implementing agencies e partner del progetto SEED Il progetto SEED è implementato dall' Associazione Ev-K2-CNR e della Karakorum International University. I partner del progetto sono: Aga Khan Rural Support Programme, Alpine Club of Pakistan, Directorate of Central Karakorum National Park, Karakorum International University, Mountain Glacier Protection Organization, WWF Pakistan.

L’area di intervento è collocata in un contesto montano particolarmente difficile, poiché remoto, con limitate vie di comunicazioni tra villaggi e difficoltà di accesso a risorse basilari. L’instabilità politica e sociale che ha caratterizzato recentemente il Pakistan inoltre, ha provocato ritardi nello svolgimento delle missioni specialmente per questioni legate alla sicurezza. Tuttavia l’ostacolo principale che il progetto ha dovuto affrontare è stato nei confronti del coinvolgimento dei locali, spesso poco avvezzi alla cooperazione. Solo tramite una continua presenza sul territorio unita ad una intensa e costante fase di formazione ha consentito, lentamente e non senza difficoltà, di costruire un rapporto non solo tecnico ma anche umano tra manager del progetto, operatori in campo e comunità locali, componente femminile inclusa, che ha consentito non solo di raggiungere i risultati descritti ma anche di incentivare le comunità allo sviluppo sostenibile.

L'addetto alla sicurezza Le tensioni politico-religiose nel territorio del Nord del Pakistan sono note. Anche se i territori dove si trova il Parco non sono tra quelli dove accadono incidenti gravi, durante alcuni spostamenti il protocollo prevede comunque la presenza di addetti alla sicurezza. Anche se ciò che da maggiori garanzie di sicurezza sono proprio i legami con il territorio e le comunità che lo presiedono.
Le comunità locali Riuscire ad entrare in contatto con le comunità e i piccoli villaggi sparsi in un territorio così amplio non è stato facile. Vincere la diffidenza e conquistare la fiducia di persone culturalmente distanti. Le comunità sono state al tempo stesso la principale risorsa del progetto. I cambiamenti duraturi avvengono grazie ai processi decisionali condivisi con gli abitanti dei villaggi, protagonisti nella gestione responsabile delle risorse ambientali.
Le strade Muoversi su questi territori è sempre molto complicato. Alcune zone sono accessibili solo a piedi, altre lungo strade dove smottamenti e frane sono all’ordine del giorno. La natura qui ha spesso il sopravvento sulle costruzioni degli uomini. Dedicarsi al ripristino di strade, picconi e pale alla mano, è un’attività all’ordine del giorno.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Formazione sul management delle risorse naturali Organizzazione di corsi di formazione sulle best practice per le gestione delle risorse naturali da parte delle comunità locali. La formazione è stata uno degli strumenti utilizzati per coinvolgere le comunità e per introdurre nuove pratiche di gestione delle risorse naturali.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Mobilitare le comunità nella gestione sostenibile delle risorse naturali Il rapporto costruito con le comunità è stato al tempo stesso uno delle più complicati da raggiungere ma anche uno dei veri punti di forza di questo progetto. Un rapporto difficile da costruire che ha richiesto molto tempo e costante presenza sul territorio. Rendere le comunità consapevoli della necessità di un uso sostenibile delle risorse naturali del territorio è stata la chiave per la piena riuscita del progetto.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Una comunità consapevole del proprio ruolo Incontri, gruppi e interventi nelle scuole, eventi per sviluppare la consapevolezza in tutti i membri delle comunità circa il ruolo svolto nella gestione del territorio e nella salvaguardia del Parco. Anche in questo caso le difficoltà e gli ostacoli una volta superati si sono trasformati nel principale punto di forza del progetto per generare cambiamenti duraturi nel tempo.

Le scarse risorse naturali presenti nell’area del progetto soffrono di un sovra utilizzo in più ambiti, specialmente per quanto riguarda le foreste ed i pascoli. La deforestazione in particolare comporta elevati problemi ambientale come maggior erosione e frequenza di disastri naturali, riduzione di habitat e quindi di biodiversità, mancato assorbimento di anidride carbonica. L’approvvigionamento legnoso è particolarmente dispendioso in termini di tempo e le comunità utilizzano stufe poco efficienti. Interviste con le comunità hanno dimostrato come il 70% dei prelievi legnosi annuali siano a fini energetici. Le piantagioni a rapido accrescimento fornite dal progetto consentono di ridurre in maniera significativa il fabbisogno dalle foreste naturali. Inoltre, stufe appositamente designate, dotate di canna fumaria e serbatoio di acqua calda, installate in un villaggio pilota hanno dimostrato elevati livelli di efficienza con un consumo legnoso diminuito fino al 50%.

Alberi crescono Durante i cinque anni dell’intero progetto sono state impiantate 348.500 piante. Le risorse da questo punto di vista sono indispensabili e al tempo stesso assai scarse. La deforestazione causa problemi ad alto impatto ambientale. Il ricorso a piante ad alto tasso di crescita ha consentito ad una riduzione significativa di fenomeni di deforestazione.
Cucinare e riscaldarsi La legna nelle valli del Karakorum Centrale serve per cucinare, per scaldarsi ma anche per uso edile. Nelle case si trova spesso un focolare al centro dell’unica stanza invernale seminterrata. L’inquinamento indoor è un problema grave. L’approvvigionamento legnoso è, in questi territori dove le foreste sono rare, assai dispendioso: spesso occorre spostarsi per molte ore per reperire legna da ardere.
Una stufa “nuova” Nel contesto di questi villaggi le stufe da riducono notevolmente l’inquinamento indoor e implicazioni sanitarie molto importanti. Dal punto di vista energetico poi sono assai più efficienti dei semplici focolari. Là dove sono state introdotte hanno permesso la riduzione del 50% dell’uso di legna. Le stufe sono state realizzate in ambito locale con il contributo di artigiani locali così da permettere la produzione ad ampia scala in loco.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Interventi di imboschimento su bacini imbriferi vulnerabili Promozione di integrati programmi di ricerca per supportare lo sviluppo e la gestione del CKNP, attraverso l’identificazione di più bacini imbriferi, dove sono state applicate le stesse metodologie e i risultati sono stati confrontati con quelli conseguiti in altre aree della regione HKKH.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Valutazione delle best practices per la gestione delle risorse naturali Miglioramento della gestione, a livello locale, delle risorse naturali attraverso l’organizzazione di incontri in loco per trasmettere le regole necessarie per garantire una corretta gestione e conservazione delle risorse naturali.

L’elevata trasferibilità delle iniziative promosse dal progetto è conseguenza del basso costo di implementazione e della semplicità delle tecniche adottate rispetto agli importanti ricavi generati. Questo facilita la diffusione di tali pratiche tra le comunità, anche in maniera autonoma. Inoltre la partnership supportata dal progetto tra ente Parco, ONG e Università locale costituisce un passo fondamentale per la prosecuzione di simili iniziative in futuro, anche considerando i forti legami istituzionali creati grazie a queste attività (come l’impianto di essiccatura delle albicocche) con i Dipartimenti Provinciali delle Foreste e dell’Agricoltura. Le problematiche affrontate, infine, sono quelle tipiche dei contesti montani remoti che rappresentano circa il 24% della superficie del pianeta, forniscono più del 60% dell’acqua dolce e supportano la vita del 12% della popolazione mondiale. Inoltre rappresentano importanti serbatoi di biodiversità anche di specie di interesse agricolo.

../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Canale d'irrigazione di Sino Valutazione dell'impatto che il canale d'irrigazione costruito dalla Comunità di Sino, nell'ambito del progetto SEED, e implementato dal Aga Khan Rural support Program (AKRSP) ha avuto sulle vite degli abitanti del villaggio di Sino situato nella Valle dell'Upper Braldo nella regione del Baltistan, Pakistan.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Risorse naturali e uso sostenibile Il rapporto tra conservazione degli ecosistemi del CKNP e l'uso sostenibile delle risorse naturali da parte delle popolazioni locali è un aspetto cruciale della gestione del Parco. Il documento identifica i settori e gli interventi gestionali per un uso sostenibile delle risorse, sia all'interno del Parco che all'esterno, con effetti interni al Parco.

Le attività di progetto ed i relativi risultati sono stati divulgati alle comunità tramite workshops e training di formazione e lo sviluppo di apposite schede di presentazione delle attività. Fondamentale, in questo senso, l’impegno del Parco e delle istituzioni per la diffusione del materiale informativo.
Inoltre sono state utilizzate le classiche piattaforme come sito web, Facebook, conferenze e workshops per sensibilizzare altri partner a livello nazionale ed internazionale. Per donare maggior visibilità all’area del progetto nel resto del Paese, sono stati organizzati due Festival nelle principali città: Islamabad e Lahore. Questa è stata una preziosa occasione per divulgare e sensibilizzare gli abitanti di pianura, distanti dalle zone di progetto, sulle peculiarità naturalistiche e sui prodotti tipici del territorio (stand prodotti agricoli, eventi culturali).
 

../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Alla scoperta dei grandi mammiferi del Central Karakorum National Park Raccolta di schede che illustrano le specie dei grandi mammiferi presenti nel CKNP. Per ogni categoria è possibile trovare una breve descrizione delle abitudini dell’animale, l’habitat e l’ecologia, i segnali di presenza e le caratteristiche morfologiche generali della specie.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Coinvolgimento delle popolazioni locali nella gestione del CKNP Presentazione, in Urdu, delle iniziative promosse nell’ambito del progetto SEED tra le comunità locali per promuovere corrette strategie di gestione e conservazione delle risorse naturali, e garantire un corretto uso delle stesse.
../file-system/small/page ../file-system/small/page Il sito web del Parco Nazionale del Karakorum Centrale www.cknp.org
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Lista delle piante medicinali, aromatiche del CKNP Classificazione delle piante medicinali e aromatiche presenti nel CKNP. Per piante medicinali ed economiche si intendono quelle specie di piante che vengono utilizzate per scopi medicali e possono portare benefici economici.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Montagna News - SEED Special Edition Edizione speciale del giornale Montagna News, dedicato alle attività del progetto SEED, pubblicato e distribuito sul territorio.
../file-system/small/page ../file-system/small/page Pubblicazioni e articoli sulla stampa http://projectseed.net/downloads/publications/journal/ http://projectseed.net/downloads/publications/news-articles/ http://projectseed.net/downloads/publications/press-release/
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Uno sguardo al livestock come risorsa disponibile in CKNP Illustrazione delle comunità di bestiame presenti nel CKNP, loro distribuzione nelle diverse valli del parco, condizioni di pascolo e problemi locali associati alle gestione del bestiame.