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The connections between agriculture and biodiversity in the Italian parks

Luogo : Roma, italy, Europe
Sustainable management of natural resources Sustainable management of natural resources
Budget totale: € 0,00 | Periodo: Da maggio 2009 A maggio 2013

Sintesi

Obiettivo principale: individuare una convergenza di interessi comuni tra produzioni agricole e benessere dell'ambiente e dei cittadini.


Beneficiari: aziende agricole, ambiente, residenti, visitatori


Risultati: individuazione di 20 prodotti agricoli che sostengono la biodiversità, il paesaggio e l'economia locale che hanno contribuito un aumento delle aziende agricole nei parchi di oltre il 5% nel 2013.

Partnership

The Italian Federation of Parks and Nature Reserves - Italia

Candidato guida

Federparchi rappresenta le aree protette italiane con le istituzioni e i privati e svolge le seguenti principali attività: Elaborazione e realizzazione di progetti nazionali e comunitari di conservazione della natura, educazione ambientale, valorizzazione del territorio; Coordinamento di attività di studio e di ricerca scientifica nei campi della tutela ambientale e delle politiche di gestione delle aree naturali protette; Organizzazione di campagne di sensibilizzazione, convegni, stages, seminari, corsi di formazione e di aggiornamento; Sviluppo di attività turistiche sostenibili all'interno di aree naturali protette, secondo i principi della Carta Europea del Turismo Sostenibile; Realizzazione di progetti di cooperazione internazionale; Promozione di iniziative per la conservazione e la valorizzazione di prodotti tipici e attività tradizionali.

Cilento Vallo di Diano National Park - Italia

Partner dell'iniziativa

L’Ente Parco ha il compito di perseguire le seguenti finalità di tutela ambientale e di promozione sociale: a) tutelare, valorizzare ed estendere le caratteristiche di naturalità, integrità territoriale ed ambientale, con particolare riferimento alla natura selvaggia dell’area protetta; b) salvaguardare le aree suscettibili di alterazione ed i sistemi di specifico interesse naturalistico; conservare e valorizzare il patrimonio storico-culturale — artistico; migliorare la copertura vegetale in relazione a specifici interessi di carattere naturalistico, produttivo e protettivo; c) favorire, riorganizzare ed ottimizzare le attività economiche, in particolare quelle agricole, zootecniche, forestali, turistiche, con particolare riferimento alla naturalità e biodiversità, ed artigianali e promuovere lo sviluppo di attività integrative compatibili con le finalità precedenti; d) promuovere attività di ricerca scientifica e studio di educazione ambientale nonché concernenti la crescita culturale delle popolazioni residenti;

Gran Paradiso National Park - Italia

Partner dell'iniziativa

Istituito nel 1922 sull’antica riserva reale di caccia dei Savoia, il Gran Paradiso è il primo Parco Nazionale d’Italia in ordine di tempo. Nato per tutelare lo stambecco dall’estinzione, ospita su una superficie pari a 5 volte quella della città di Torino oltre 167 specie di fauna vertebrata e 968 di flora, 59 ghiacciai e più di 180 laghi alpini. L’Ente Parco conserva, tutela e studia la fauna e la flora, preserva i ghiacciai e le formazioni geologiche che rendono il Parco Nazionale Gran Paradiso un ambiente assolutamente unico. L’Ente Parco diffonde il rispetto della natura e la consapevolezza ambientale, in particolar modo tra le nuove generazioni; valorizza il patrimonio artistico culturale della montagna e delle sue comunità locali; favorisce insieme ai soggetti del territorio uno sviluppo economico sostenibile.

Gran Sasso Laga National Park - Italia

Partner dell'iniziativa

Il parco nazionale Gran Sasso Monti della Laga è stato istituito nel 1991 per salvaguardare gli ecosistemi intatti, o solo parzialmente alterati da interventi antropici, le formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche d'interesse nazionale e internazionale, i valori naturalistici, scientifici, culturali, estetici, educativi e ricreativi e per individuare e promuovere modelli di sviluppo sostenibile.

Ricostruire le connessioni tra uomo e territorio attraverso produzioni agricole che mantengono la biodiversità e assicurano la salute dell'uomo e dell'ambiente

L'innovazione più rilevante è sicuramente quella culturale, anche se il progetto fornisce risposte tecniche ed economiche. Da quando è iniziata l'attenzione alla salvaguardia della biodiversità, in tutto il mondo l'agricoltura è stata individuata come una minaccia agli ambienti naturali. L'esperienza dei parchi italiani che insistono su aree dove la natura è frutto di un intreccio millenario dell'uso delle risorse naturali a fini agricoli, evidenziata da questo progetto, ha contribuito in maniera determinante a far comprendere come produrre cibo in modo sano aiuta il benessere umano ma anche l'ambiente circostante. I risultati di questa innovazione culturale sono emersi già nell'ultima Cop12 CBD in Korea durante la quale, come minacce alla biodiversità, oltre alle pressioni antropiche e ai cambiamenti climatici è stata sancita la gravità dell'insicurezza alimentare. La stessa tesi sarà portata da Federparchi al congresso mondiale dei parchi a Sidney dove sarà presentato questo progetto

Le attività umane nei secoli, in particolare quella agricola, hanno contribuito attivamente alla formazione degli assetti e della struttura dei sistemi naturali. In particolare lo stato degli agroecosistemi si ripercuote a cascata sull’intero sistema naturale a tutti i livelli trofici. Ad esempio la scomparsa di una produzione tipica a cui si lega un particolare agroecosistema (si pensi ad esempio alle praterie successionali) può portare a una semplificazione degli ambienti con perdita di habitat, lisciviazione dei suoli, rischio idrogeologico, riduzione delle specie animali e vegetali, degrado del paesaggio, ecc. L’idea del progetto realizzato è quella di evidenziare il ruolo positivo che le produzioni tipiche possono svolgere nel mantenere agroecosistemi capaci di esprimere relazioni positive con la biodiversità presente nelle aree protette dimostrando che esiste realmente la possibilità di una convergenza tra produzioni agricole e mantenimento della biodiversità.

I risultati di questo processo culturale si sono trasformati in economie e vantaggi sociali e sono già evidenti nel Rapporto sullo stato dell'agricoltura dell'INEA nel quale si conferma il ruolo anticiclico del settore agricolo, con una sostanziale stabilità della produzione e una leggera crescita del valore aggiunto agricolo ai prezzi di base (+0,3%) che, nelle aree parco dove si pratica un'agricoltura in simbiosi con l'ambiente, è molto più accentuato con punte del +5,6% nel 2013 nei parchi del centro nord e con un + 2,3% nei parchi del sud.

../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Rapporto sullo stato dell'agricoltura 2014 Il Rapporto sullo stato dell'agricoltura, si conferma come un appuntamento istituzionale di riflessione e approfondimento sulle evoluzioni e trasformazioni del sistema agroalimentare, rimarcando luci ed ombre di un settore che merita indubbiamente sempre più attenzione, in quanto fondamentale per il nostro Made in Italy, patrimonio da tutelare e promuovere.

Il beneficiario principale è il sistema Paese. Proporre soluzioni per attività economiche che oltre a produrre reddito e occupazione, svolgono un ruolo fondamentale per il benessere e la salute dell'ambiente e delle persone, come ha fatto questo progetto, va oltre il significato di beneficiario effettivo che in questo caso sono da una parte  i nuovi imprenditori agricoli in aree parco (+ 5,3%) e dall'altra i consumatori di tali prodotti, ma anche i residenti delle aree protette e i visitatori che trovano nel restauro di questo tessuto che si stava perdendo, un'occasione di benessere e godimento.

Il lavoro è stato svolto dallo staff di Federparchi che, nell'ambito delle attività istituzionali ha diffuso i risultati della ricerca condotta insieme a INEA al personale dei 23 parchi nazionali italiani. Il totale dei soggetti coinvolti è di 51: 3 Federparchi e 46 per i parchi nazionali. Lo staff Federparchi ha fornito le informazioni tecnico sciientifiche, i rappresentanti dei parchi hanno integrato i risultati con le realtà territoriali e sviluppato le attività in loco attraverso sottoprogetti specifici (sovvenzioni, ricerche, formazione, assistenza ai finanziamenti) ai nuovi imprenditori agricoli.

L'iniziativa interviene su aspetti culturali, quindi il problema principale è stato quello di abbattere dei pregiudizi sul fare impresa in agricoltura in sinergia con le risorse naturali. Si è trattato di 2 tipi di ostacoli: quello presentato da chi fa già agricoltura abituato ad approcciarsi all'ambiente con certe modalità verso il quale è stato necessario fornire indicazioni sull'utilità anche economica di certe procedure, e quello del neo agricoltore la cui difficoltà era opposta, ovvero organizzare la produzione in modo conveniente da un punto di vista economico. Entrambi gli ostacoli sono stati superati attraverso la diffusione della conoscenza derivata dal lavoro di ricerca e delle relative pratiche per l'attuazione. I risultati sono stati eccellenti.

Il punto di forza dell'iniziativa in termini di impatto ambientale è il ribaltamento del concetto della sostenibilità: da riduzione del danno a difesa della biodiversità attraverso pratiche economiche. L'impatto ambientale per questo progetto quindi non va inteso come tentativo di ridurre i pericoli per l'ambiente ma, al contrario, come iniziativa per allargare e sostenere gli spazi e i tempi per la biodiversità. Non a caso gli imprenditori agricoli che praticano la loro attività in sinergia con la biodiversità vengono chiamati "fornitori di qualità ambientale".

../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Sintesi del progetto Sintesi del progetto con le schede dei 20 prodotti tipici e le interazioni tra agricoltura e biodiversità nei parchi nazionali

I risultati sono duraturi anche per via della congiuntura economica che ha favorito l'approccio a nuovi lavori e nuovi modelli di sviluppo. In particolare si registra in tutti i parchi nazionali del centro nord un aumento degli addetti all'agricoltura di cui una parte considerevole proprio nelle attività presentate da questo progetto (vedi le schede dei prodotti nel file allegato). La situazione è meno favorevole nei parchi del sud dove probabilmente gli ostacoli socio economici necessitano di un lavoro ulteriore.

../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf L'economia reale nei parchi nazionali e nelle aree naturali protette Il primo rapporto sulle economie reali delle aree protette vuole mettere a disposizione della comunità un quadro il più possibile esaustivo circa i principali fenomeni socio economici che contraddistinguono le aree a forte vocazione naturalistica del nostro Paese. Oggetto di misurazione sono le caratteristiche demografiche e il livello di benessere (consistenza della popolazione, caratteristiche strutturali, presenza straniera, consumi), quelle imprenditoriali (numerosità delle imprese, con evidenziazione di alcuni particolari target come quelle femminili, giovanili, straniere, oltre ai risultati economici a livello territoriale), con focus specifici sull'evoluzione del tessuto agricolo e del turismo, visto sia dal punto di vista delle caratteristiche dell'offerta ricettiva, sia in termini di flussi turistici verso queste aree. Completano poi l'opera un originale approfondimento sui fabbisogni professionali dei parchi nazionali derivante dall'indagine Excelsior, realizzata da Unioncamere e Ministero del Lavoro e una descrizione di alcuni casi di successo imprenditoriale in queste aree

La disseminazione è avvenuta attraverso i canali news del sito di Federparchi www.parks.it sul quale sono presenti 1954 aziende che producono 975 tipi diversi di prodotti dei parchi. Il sito parks.it è il primo sito in Italia sui parchi e tra i primi al mondo con una media di 1.500.000 visitatori unici al mese

http://www.parks.it/prodotti.tipici/aziende.php
http://www.parks.it/prodotti.tipici/prodotti.php