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All for one

Luogo : Brindisi, italy, Europe
Sustainable development of small rural communities Sustainable development of small rural communities
Budget totale: € 0,00 | Periodo: Da febbraio 2010 A

Sintesi

Il Parco costiero e rurale di 1100 ha, si presenta con 8 km di costa sabbiosa con lunghi cordoni dunali ed ampie aree agricole, occupate con oliveti monumentali di 2000 anni circa, masserie storiche con frantoi ipogei ed insediamenti rupestri ed attraversato dall'antica romana via Traiana.

Sin dalla sua nascita l'Ente Parco ha coinvolto:
- comunità locali di pescatori, con la gestione condivisa di un antico impianto di acquacoltura certificato in bio per l'allevamento tradizionale di anguille e cefali,
- agricoltori, con l'impegno a condurre con metodi sostenibili oliveti monumentali,
- operatori turistici e agrituristici, per la gestione di piste ciclabili e aree di sosta,
- cooperative, per la fruizione del Parco con la pulizia dei sentieri,
- operatori balneari, per la cura delle dune e degli habitat a ginepro.
La finalità è garantire una gestione ottimale del territorio ed avviare percorsi di sviluppo che vedano al centro la tutela della biodiversità e del paesaggio agrario.

Partnership

Dune Costiere Natural Regional Park from Torre Canne to Torre San Leonardo - Italia

Candidato guida

Tutela degli habitat naturali e della biodiversità, tutela del paesaggio agrario e naturale, promozione e sostegno di attività produttive tradizionali compatibili con la natura dei luoghi, educazione ambientale ed alimentare, difesa idrogeologica.

Municipality of Ostuni - Italia

Partner dell'iniziativa

Slow Food Italy - Italia

Partner dell'iniziativa

Apulia Region - Italia

Partner dell'iniziativa

Coordination of the activities of Italian Regions and their technical agencies

tutti insieme per un parco aziende private ed enti, istituti di credito, amministrazioni pubbliche e cooperative, agricoltori, pescatori, oleifici e associazioni per la governance dell'area parco, finalizzato alla tutela del paesaggio agrario, della biodiversità e della qualità della vita

L'innovazione principale è stata il mettere tanti soggetti insieme, ognuno impegnato nella cura di un pezzo di territorio, al fine di renderlo produttivo e gradevole per chi lo vive e  per chi lo visita.

Ogni soggetto ha "contaminato" l'altro nell'impegno di tutela e corretta gestione delle attività, creando una sorta di gara nel voler entrare ed impegnarsi in un sistema dove tutti ci guadagnano, anche la natura stessa.

Il paesaggio agrario fatto di olivi monumentali millenari e di una costa che, nonostante le ferite inferte nei decenni passati da un turismo convenzionale, risulta ancora interessata da una forte naturalità, desta happeal nei confronti di turisti e visitatori in cerca di autenticità, originalità, storia ed ospitalità.

Il sistema Parco ha consentito a molte aziende di comprendere che è più importante lavorare per il territorio che per loro stesse, creando consapevolezza nella corresponsabilizzazione e consentendo una gestione delle attività con budbet minimi.

 

paesaggio agrario del Parco paesaggi costieri ancora vergini che giungono fino al mare punteggiati da oliveti secolari e dove ancora è presente un'agricoltura estensiva che tutela la biodiversità. Le pecore di razza "moscia leccese" pascolano dall'alba al tramonto e sono ricoverate in grotta all'interno di inserimenti rupestri come ai tempi di Ulisse. Gli accordi con i pastori della zona garantiscono la tutela di specie minacciate di estinzione che stazionano si questi estesi seminativi durante le rotte migratorie
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Camminare e degustare i prodotti del Parco Coinvolgere la comunità locale per favorire la conoscenza delle aree rurali dell'area Parco e delle produzioni agroalimentari ottenute con metodi biologici e recuperando antiche varietà legate alla sori a e alla natura dei luoghi.

L'area di riferimento è una zona costiera naturale di 8 km sottoposta ad una forte pressione antropica di tipo balneare durante il periodo estivo che mette a rischio i fragili habitat di dune a ginepri e zone umide restrostanti.

Le aree interne sono occupate da estesi seminativi e oliveti munumentali che punteggiano pascoli sconfinati che giungono alla linea di costa.

Il Parco è occupato per l'80% da aree rurali che rischiano l'abbandono in quanto l'agricoltura estensiva dei pascoli e degli oliveti monumentali risultano poco redditizi. Ciò può compromettere il valore paesaggistico e ambientale sia per l'intesivizzazione delle colture (oliveti specializzati e orticole industriali) che per destinazioni d'uso estranee ai valori rurali, (come la creazione di campi da golf e la trasformazione in masserie di lusso), che svuota il territorio del suo contenuto storico/produttivo/agricolo e del capitale umano che garantisce il mantenimento di un paesaggio agrario plurisecolare. 

paesaggio degli olivi monumentali Si tratta di un paesaggio agrario tra i più antichi al mondo ancora produttivi, piante di 2000, 2500 anni fa, datate con il C14 e censiti da una recente legge regionale. Il comprensorio del Parco è quello con la più alta concentrazione di olivi secolari al mondo Un agro-ecosistema in grado di sostenere la biodiversità floristica e faunistica, quasi quanto un'area naturale.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Festival dell'ambiente coinvolgere le diverse aziende agricole biologiche già dal 2009 con una serie di eventi tra escursioni, teatro e narrazione

Le azioni messe in atto sono servite a trasformare eccellenze individuali in aziende integrate tra loro e con il territorio, che rappresenta il vero valore aggiunto di qualsiasi politica aziendale.
Tante aziende hanno preso parte attiva nella cura del territorio e recupero di antiche varietà legate alla sua storia e natura.
Si è riusciti a recuperare la produzione di:
- un'antica varietà di pomodoro coltivata in aridocultura in estate per essere consumata in inverno dopo aver legato le bacche con il cotone a formare dei grappoloni da legare al soffitto
- olio da olivi monumentali censiti dalla Regione Puglia
- miele di timo con i ragazzi di Libera Terra
- sapone da oli della macchia mediterranea e olivi secolari
- pasta ottenuta da varietà di grano coltivate nel parco
Tutto ciò ha anche consentito il cambiamento di operatori da sempre abusivi verso la legalità, creando orgoglio e facendo comprendere come prima al rivalorizzazione ambientale possa essere associato il recupero sociale

 

trekking tra gli ulivi secolari la possibilità di rendere fruibile le aree rurali del Parco dove si svolge un tipo di agricoltura ancora tradizione ed estensiva, consente di far apprezzare la bellezza del paesaggio agrario e degli agricoltori che lo custodiscono e una qualità di prodotto che è ottenuto con processi produttivi a bassi input e che nello stesso tempo salvaguardano la biodiversità.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Laboratori del Gusto in masseria ogni giorno della settimana in una masseria diversa rivolto alla comunità locale a turisti

Inizialmente la creazione del Parco ha provocato la nascita di un nutrito comitato di lotta contro l'area naturale protetta composto prevalentemente da agricoltori e operatori agrituristici.

Molti oppositori nel tempo sono diventati collaboratori del Parco, condividendone gli obbiettivi istitutivi. Ciò è stato possibile dialogando con loro e confrontando il Parco con altre aree naturali protette vicine.

In maniera lenta e graduale si è lavorato con l'introduzione del rispetto delle regole, la redazione del Piano del Parco e di piccole azioni pilota in agricoltura biologica, la promozione delle produzioni attraverso laboratori del gusto nelle aziende locali.

Il coinvolgimento attivo delle aziende Parco nelle inziative e la concessione in uso del Marchio del Parco alle aziende agricole biologiche ha infine fatto si che oggi gli agricoltori da essere contestatori del Parco siano diventati i veri ambasciatori dell'area naturale protetta.

Fiorone di Torre Canne Una coltivazione sostenibile sia per i bassissimi o nulli input di acqua, chimica e cure colturali garantendo nello contempo un buon reddito agli agricoltori.
presidio Slow food Pomodoro Regina di Torre Canne il recupero di un'antica varietà di pomodoro da serbo selezionata dalla comunità locale in funzione dell'adattamento ad un clima caldo arido e alla mancanza di acqua è stato un emetto di orgoglio per tanti contadini proprietari del proprio seme tramandato da padre in figlio. Questo pomodoro coltivato in estate in aridocoltura e consociato al cotone utile a legare le bacche ad una ad una fino a formare i grappoloni (ramasole) da conservare per l'inverno.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf linee guida all'eco-turismo con le aziende a Marchio Parco Molte delle aziende facenti parte di un comitato di lotta contro il Parco oggi operano in linea con i principi istitutivi dell'area naturale protetta. Molti hanno in concessione d'uso il Marchio del Parco per promuovere le produzioni agricole biologiche e l'ospitalità agrituristica. Altre si stanno certificando con la Carta Europea del Turismo Sostenibile che integra le attività legate alla natura, all'agricoltura e al turismo.

L'esperienza sul campo è stata sviluppata grazie a:

- gli agricoltori e sopratutto la comunità agricola organizzata in associazioni, anche a sfondo religioso (come quella del Presepe Vivente di Pezze di Greco, fatta da oltre 400 persone impegnate ogni anno nella rappresentazione natalizia). Grazie al loro interesse e sostegno economico è nato il presidio Slow food del pomodoro Regina di Torre Canne,

- oltre 22 aziende agricole, che adottando metodi di coltivazione biologici, tutelano il paesaggio degli olivi monumentali e alla biodiversità agraria e naturale,

- due famiglie di pescatori che gestiscono con metordi biologici gli antichi impianti di acquacoltura,

- professionisti che producono saponi,

- studenti che producono miele,

- tre cooperative di giovani naturalisti, biologi, archeologi, agronomi, ecc. che erogano servizi per la conoscenza in bici di masserie storiche, frantoi ipogei, itinerari naturalistici e dei prodotti agricoli ottenuti con metodi biologici.

anguille nelle nasse la pesca avviene durante il periodo di dicembre gennaio e rappresenta una importante integrazione tra attività produttiva realizzate con metodi estensivi e conservazione della natura.
pescatori di fiume Morelli nella zona umida di fiume Morelli dove insiste un antico impianto di acquacoltura del 1200, è stata recuperata l'attività di pesca di anguille e cefali dall'orecchino d'oro attraverso il coinvolgimento di pescatori appartenenti a generazioni di acquacoltori. La pesca viene praticata con metodi biologici certificati e tradizionali, mediante l'utilizzo di bertovelli. I capitoni vengono attirati nelle reti vengono successivamente liberati per consentire la migrazione nel mar dei Sargassi, dove avviene la riproduzione di tutte le anguille del mondo. Tutto ciò avviene in abbinamento all'attività didattica con la comunità locale.
trekking con gli asini molti agricoltori prima diffidenti verso il Parco, dopo un'intensa attività di sensibilizzazione e informazione sono stati coinvolti a partecipare alla attività del Parco. I servizi per la fruizione oltre a regalare delle emozioni ai visitatori danno la possibilità di far conoscere le produzioni agricole e veicolare le produzioni di eccellenza ottenute con metodi biologici. Sono oltre 20 le aziende con il Marchio del Parco e oggi si stanno certificando con la Carta Europea del Turismo Sostenibile.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf lungo la via Traiana, tra natura e agricoltura rassegna di iniziative svolte con il coinvolgimenti di tanti operatori privati, tra aziende agricole biologiche, agriturismi, giovani professionisti, guide, musicisti e narratori per descrivere far vivere le aree rurali e naturali del Parco.

La mancanza di personale e di risorse economiche dell'Ente Parco rappreseno una difficoltà superata dalla partecipazione e dalla condivisione con gli agricoltori, gli operatori economici e i residenti.

La strategia adottata è l'aver reso ogni Agricoltore un Direttore, ogni Masseria un Centro Visite del Parco, ogni residente un narratore delle attività del Parco.

Aver lavorato concentrandosi sul prodotto finale e non sull'autore, evitando qualsiasi forma di personalizzazione e rendendo ogni azione una sommatoria di impegni individuali, ha fortificato la governance del territorio e ne ha aumentato la bellezza e l'interesse.

Quelli che facevano parte del comitato di lotta contro il Parco ora ne sono i principali  sostenitori.

Il Parco è certificato da Europarc con la Carta Europea del Turismo Sostenibile, con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita dei residenti e la redditività degli agricoltori che possono così mantenere un paesaggio agrario e naturale incontaminato.

 

Escursioni d'autunno domeniche d'autunno e d'inverno dedicate alla conoscenza della biodiversità nelle aziende agricole biologiche, destagionalizzando attraverso una corretta e sana alimentazione
la comunità di agricoltori del Parco al salone del Gusto di Torino un prodotto presente nella memoria collettiva tornato ad essere coltivato recuperando i semi conservati dai contadini di Fasano. Condotto con metodi biologici e in aridocoltura è consociato al cotone. L'integrazione tra agricoltura e artigianato rende questo pomodoro esclusivo e rappresenta oggi l'orgoglio di una comunità contadina.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Festa del pesce biologico Da sei anni dopo il recupero e rimessa in funzione di un attico impianto di acquacoltura del 1500, si tiene un evento per far conosce il pesce povero (anguille e cefali dall'orecchino d'oro). Pescatori locali sono stati coinvolti per ripristinare l'allevamento tradizionale e biologico nella zona umida di fiume Morelli. Pescato nei fine settimana e nelle festività di dicembre e gennaio con finalità didattiche per far conoscere alla comunità locale la pratica della pesca sostenibile.

La responsabilizzazione della comuntà locale nella gestione del territorio e nel praticare un'agricoltura sostenibile ha avuto ricadute sulla qualità complessiva dell'ambiente.

Tanti piccoli progetti hanno visto il recupero di tratti di costa con la chiusura di varchi sulle dune e la sistemazione di passarelle in legno.

Un'antico impianto di acquacoltura in un area retrodunale è stato recuperato e insieme alle famiglie di pecatori locali è stato ripristinato l'allevamento biologico di anguille e cefali.

E stata rinaturalizzata una cava abbandonata dove dalle fiuriture di essenze spontanee si ottengono saponi bio.

Molti oliveti secolari sono gestiti con metodi biologici e con la pratica dell'inerbimento, rendendo gli stessi come vicarianti di aree naturali.

Relitti stradali sono stati rinatualizzati e opere edilizie abusive sulla costa sono state demolite per lasciare spazio alla natura.

A 22 aziende è stato concesso il Marchio del Parco in funzione delle performanze ambientali.

 

 

 

biodiversità nell'oliveto secolare il Parco ha concesso l'uso del suo Marchio solo ad aziende agricole ed agriturismi certificate con metodi da agricoltura biologica, che mantengono elevati livelli di biodiversità nelle proprie aziende, che praticano l'inerbimento controllato, non praticano l'aratura per aumentare la sostanza organica nel suolo, mantengono le siepi di macchia mediterranea e l'integrità degli olivi monumentali considerati vere nicchie ecologiche per numerose specie della fauna che trova rifugio nell'oliveto.
cicorielle selvatiche e agricoltura biologica giornate dedicata alla sana alimentazione e alla conoscenza della biodiversità agraria e naturale all'interno di oliveti secolari condotti con metodi da agricoltura biologica e con tecniche dell'inerbimento controllato a protezione del suolo
il formaggio che salva le lucciole una masseria con pecore di razza leccese che pascolano su pascoli sconfinati dall'alba al tramonto, ricoverate nelle grotte carsiche come ai tempi di Ulisse. Pascoli che confinano con la linea di costa e che hanno ospitato specie ormai rare come la Gallina prataiola o la cicogna nera. Un modello di agricoltura sostenibile da promuovere anche attraverso eventi che raccontano di lucciole, piccoli testimoni di un'agricoltura che salva la biodiversità.
il formaggio che salva le lucciole scene di lucciole, sana agricoltura e biodiversità
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Programma di eventi lungo la via Traiana realizzato in collaborazione con la Riserva di Torre Guaceto per mettere insieme e far confrontare due comunità agricole e di pescatori che possono raccontati all'interno di un festiva della via Traiana. Si tratta di un antico tracciato romano che attraversa la piana degli olivi monumentali e che collega le due aree naturali protette.

Le attività messe in atto in questi anni hanno generato un percorso virtuoso nel quale molti hanno compreso come la cura del territorio e gli impegni per la tutela e gestione di aree collettive può generare ricchezza.

Una banca locale ha realizzato a proprie spese la cartellonistica e la segnaletica stradale per le aziende agricole e gli agriturismi a Marchio Parco.

Un villaggio turistico sulla costa ha realizzato a proprie spese la riqualificazione delle dune lungo 2 degli 8 km di costa.

Un parcheggiatore abusivo da oltre 20 anni che faceva sostare le auto su fragili aree retrodunali, dopo aver allontanato dalla costa la sua attività, ha aperto partita IVA, combattendo l'abusivismo.

Molte aziende agricole hanno preso l'impego di prendersi cura di un pezzo di itinerario ciclabile e delle aree di sosta sulla via Traiana.

E' il primo Parco in Italia a certificare i privati con la Carta Europea del Turismo Sostenibile dando garanzie nel tempo di questi risultati.

../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Tutti per uno come l'istituto centrale delle Banche di Credito Cooperativo descrive il Parco.

Ogni fine settimana un'iniziativa in masseria, per conoscere i prodotti, modalità di coltivazione e di gestione del suolo, delle varietà impiegate, della biodiversità faunistica e floristica nelle aree agricole condotte con metodi di agricoltura biologica.

La giornata delle erbe spontanee, delle civette o delle lucciole per conoscere i formaggi che salvano la biodiversità.

La giornata del pesce biologico negli impianti di acquacoltura sulla costa.

La giorna delle ferrovie diementicate per conoscere le aziende agricole con modalità di trasporto sostenibile (treno+bici).

Tutte le iniziative sono a titolo gratuito con lo scopo di far conoscere gli agricoltori produttori di buon cibo e custodi del paesaggio agrario. Queste inziative si svolgono tutto l'anno ed hanno grande partecipazione, con la finalità di destagionalizzare il turismo e sviluppare l'economia delle aree rurali interne.

Una mailing list di 4 mila persone è periodicamente messa a conoscenza di tutti i programmi del Parco.

olivi munumentali ci troviamo nell'area con la più alta concentrazione di olivi plurisecolari al mondo
100 anni di acquacoltura sostenibile Breve video/documentario girato durante la fase di preparazione all'attività di pesca all'interno di Fiume Morelli, zona umida presente nel Parco delle dune costiere di Ostuni (Br). Pesci allevati: cefali e anguille certificati da ICEA come prodotto da "acquacoltura biologica".
../file-system/small/ppt ../file-system/small/ppt Il Parco come laboratorio di sviluppo locale un riepilogo delle tante attività svolte in questi anni per creare o orientare lo sviluppo di un territorio in funzione della tutela della biodiversità e della tutela del paesaggio agrario e naturale