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Best Practices in Sustainable Development for Food Security

Luogo : Torino, italy, Europe
Food consumption patterns: diet, environment, society, economy and health Food consumption patterns: diet, environment, society, economy and health
Budget totale: € 0,00 | Periodo: Da gennaio 2013 A

Sintesi

Il GAC è un progetto di filiera corta, quindi, basato sull’acquisto diretto dai produttori di prodotti biologici e non, in prevalenza locali, in modo da tagliare i costi trasversali che pesano sul prezzo finale.

Dove è possibile acquistare prodotti prevalentemente biologici, di ottima qualità, il più possibile a chilometri zero, spendendo dal 30 al 100% in meno rispetto ai negozi, un acquisto diretto presso il produttore, con attenzione assoluta alla qualità e abbattimento dei costi di distribuzione, trasporto, imballaggio e marketing.

Inoltre è un progetto tecnologico che comprende una piattaforma di commercio elettronico (e-quommerce), nata per offrire un servizio di e-commerce, dedicato ad agevolare le attività dei Gruppi di Acquisto Collettivo, contribuendo a diffondere la cultura di un’economia sostenibile (per lo più biologica e locale), che garantisca sempre la qualità del prodotto e l’equità dello scambio. 

Partnership

Associazione Nessuno - Italia

Candidato guida

Provincia di Torino - Italia

Partner dell'iniziativa

Movimento consumatori - Italia

Partner dell'iniziativa

offrire la possibilità, non solo a chi se lo può permettere, ma a tutti indistintamente di alimentarsi in modo sano, con cibi biologici, di stagione e provenienti dal territorio, a un costo molto contenuto.

Da tempo ormai molte persone vivono l’attività di consumo in maniera non più neutrale. Le famiglie sono sempre più attente e sanno valutare i loro consumi sotto diversi profili: economico, ambientale, socioculturale ed etico. Il progetto Gac vuole favorire uno stile attivo e consapevole di consumo.  

La piattaforma di e-commerce (e-quommerce) è stata creata per diffondere sempre di più la cultura di un’economia sostenibile, ma che garantisca al contempo la qualità del prodotto e l’equità dello scambio, da qui il nome utilizzato per il progetto.

Gli utenti di Torino e Provincia, dopo essersi registrati on line sulla piattaforma sostenibile.com, hanno la possibilità di acquistare dal paniere GAC del Movimento Consumatori e ritirare la spesa presso il GAC più comodo (al momento in cui si scrive sono 9).

Ogni prodotto è accompagnato da una scheda informativa in cui sono indicati sostenibilità, la provenienza, il prezzo e la disponibilità

 

Cosa sono i GAC Descrizione e spiegazione del servizio GAC

L’associazione Movimento Consumatori Torino, con la Provincia di Torino (Assessorato alle Politiche Attive di Cittadinanza, Diritti Sociali e Parità della Provincia di Torino) e sostenibile.com con il progetto e-quommerce, hanno sperimentato la costituzione di Gruppi di acquisto in regime di filiera corta come misura di sostegno al reddito e alle pari opportunità dando al progetto il nome di ‘Collettivo è meglio!’.

La Provincia di Torino ha deciso di scommettere sulla filiera corta e sugli acquisti collettivi perché la crisi ha portato un aumento generalizzato dei prezzi, incertezza del lavoro, ridimensionamento della spesa sociale e riduzione progressiva del potere d’acquisto dei cittadini. Questi fattori hanno esteso anche al cosiddetto ceto medio l’area della difficoltà e del disagio economico, accentuando per ciascuno il grado di vulnerabilità sociale. 

I dati del progetto Gac confermano tutto questo: da ottobre 2007, data di partenza del progetto, sono nati 12 Gac a Torino e nel territorio provinciale, cui aderiscono al momento 750 famiglie circa.

Nei Gac si comprano generi alimentari, soprattutto, ma anche prodotti per la casa o prodotti per l’infanzia: grazie all’unione di un alto numero di consumatori, nel tempo si è riuscito ad avere un listino eccezionalmente fornito che contiene circa cento articoli diversi.

Gli alimenti sono tutti certificati biologici, ovviamente freschi, di stagione e il più possibile locali, per valorizzare le economie del  territorio. Il Movimento Consumatori seleziona le aziende produttrici e si occupa di effettuare ulteriori analisi di laboratorio sulla corrispondenza tra le certificazioni biologiche e la reale assenza di ogni residuo chimico. 

Qualità, prezzo, comodità sono i tre plus di un Gac secondo chi va lì a rifornirsi. Ma chi sono queste persone? Qual è il loro profilo? Nel via vai di gente che si reca negli orari di apertura nei Gac di Torino è elevato il numero di trentenni con famiglia e bimbi in età evolutiva e medio alta scolarizzazione.

Quei trentenni della screwed generation, generazione fregata o generazione perduta che dir si voglia. Sono proprio le loro le antenne più drizzate e attente a un consumo critico, che va oltre il fare la spesa al supermercato o al mercato.

Realizzare i Gac ha permesso a offrire la possibilità, non solo a chi se lo può permettere, ma a tutti indistintamente di alimentarsi in modo sano, con cibi biologici, di stagione e provenienti dal  territorio, a un costo molto contenuto.

Per essere maggiormente vicini ai consumatori ogni Gac manda uno o due rappresentanti al tavolo di concertazione con i produttori per valutare prezzi e prodotti di quello che sarà inserito nel listino. 

I responsabili del progetto sono: Alessandro Mostaccio presidente del Movimento Consumatori,

Provincia di Torino, Assessorato alle Politiche Attive di Cittadinanza, Diritti Sociali e Parità 

Alessandro Mercuri presidente dell'associazione Nessuno, titolare del progetto sostenibile.com.

Sul progetto sono coinvolte circa 30 persone a vario titolo con competenze trasversali dagli ingegneri, agli avvocati agli psicologi

Le difficoltà e gli ostacoli sono stati quelli classici di qualsiasi azienda o attività: si va dall'organizzazione al reperimento delle specifiche competenze, difficoltà di carattere tecnico e tecnologico.

Sono state superate con la consapevolezza che un progetto del genere comporta tantissime ricadute di carattere sociale nonché una sfida per creare un processo di democrazia e solidarietà per dare l'opportunità a quante più persone di fare spesa di qualità a prezzi convenienti e nel contempo dare la possibilità della piena corrispondenza tra il prezzo del produttore e il prezzo finale, vale a dire che non viene effettuato alcun ricarico sul prezzo.

Tutti i documenti relativi all’acquisto sono trasparenti, pubblici e liberamente consultabili. 

Un progetto di filiera corta, quindi, basato sull’acquisto diretto dai produttori di prodotti biologici e non, in prevalenza locali, in modo da tagliare i costi trasversali che pesano sul prezzo finale.

La territorialità e la stagionalità dei prodotti, riducendo la spesa del consumatore e l’impatto ambientale in termini di inquinamento, imballaggio, trasporto sono stati assicurati negli anni grazie a specifiche partnership stipulate con i fornitori dal Movimento Consumatori (attualmente circa 50 tra imprenditori agricoli e trasformatori e allevatori).

Realizzare i Gac ha permesso a offrire la possibilità, non solo a chi se lo può permettere, ma a tutti indistintamente di alimentarsi in modo sano, con cibi biologici, di stagione e provenienti dal  territorio, a un costo molto contenuto.

Nel 2007 sono nati i GAC, Gruppi di Acquisto Collettivo, sempre gruppi di acquisto (come i GAS) in cui però tutte le operazioni/attività logistiche, amministrative vengono gestite non dai singoli componenti del gruppo (come nei GAS), ma da un’associazione di consumatori attraverso i suoi collaboratori e attivisti.

E’ quindi un’associazione organizzata, con personale e mezzi propri che offre un servizio ai propri iscritti, seleziona i prodotti e li mette in distribuzione a prezzo di acquisto.

Nel 2013 per aumentarne la fruibilità e l'attrattività il progetto è stato ampliato dotatndolo di una piattaforma tecnologica dove effettuare gli acquisti. 

Possibili sviluppi futuri possono essere quello di implementare la piattaforma, renderla maggiormente attrattiva e portare il progetto in altre regioni italiane sensibili a queste tematiche, la piattaforma è già studiata per essere scalabile e adattabile in modo semplice ad altre città e regioni anche non italiane.

 

Per aumentarne la visibilità e la condivisione anche sui risultati raggiunti sono utilizzati tutti i principali strumenti di comunicazione quali blog, sito internet, pagine social e conferenze stampa.