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Seminiamo per l'Africa

Luogo : kenya, Africa
Sustainable development of small rural communities Sustainable development of small rural communities
Budget totale: € 1.200.000,00 | Periodo: Da luglio 2009 A dicembre 2013

Sintesi

Seminiamo per l’Africa è un progetto di sviluppo agricolo sostenibile sviluppato da CEFA e sostenuto da Cannamela, sotto l’egida del Ministero degli Affari Esteri italiano e del Governo del Kenya. L’obiettivo è quello di sostenere nel tempo la qualità della vita della popolazione locale, fornendole gli strumenti per lo sviluppo sostenibile dell’attività agricola. Con il supporto dei volontari CEFA i beneficiari hanno sviluppato e migliorato la produttività delle seguenti attività: orticoltura, allevamento polli, allevamento capre da latte, apicoltura e vivaismo. Oltre alla formazione agricola, il personale CEFA ha introdotto attività di microcredito su base comunitaria che, con successo, hanno permesso l’innescarsi di micro-imprese generatrici di reddito. Tali azioni hanno permesso il rafforzamento dei mezzi di sussistenza delle famiglie contadine coivolte, con conseguente supporto alla loro autosufficienza alimentare. 

Partnership

BONOMELLI SRL - CANNAMELA DIVISION - Italia

Candidato guida

Cannamela nasce a Bologna nel 1956 dall'iniziativa imprenditoriale dell' omonima famiglia. Nel 1995 entra a far parte del gruppo Bonomelli. Da sempre attenta a temi quali qualità dei prodotti offerti, ecosostenibilità e sicurezza ambientale, Cannamela è oggi la marca leader nel mercato delle spezie e delle erbe aromatiche. Cannamela si occupa della produzione e commercializzazione di prodotti erboristici, prodotti alimentari, essicazione e lavorazione di erbe aromatiche e di prodotti dell' agricoltura alimentare, importazione e preparazione, confezione e commercio all'ingrosso di spezie.

Ministry of Foreign Affairs - General Directorate for Development Cooperation - Italia

Partner dell'iniziativa

L’organizzazione delle attività di Cooperazione allo Sviluppo, componente essenziale della politica internazionale dell'Italia, fa parte dei compiti del Ministero degli Affari Esteri (MAE), che demanda tali attività alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) che è l’organo preposto ad attuare tale politica, in attuazione della legge n.49/87. La DGCS attua le linee di cooperazione e le politiche di settore nei diversi Paesi, stabilisce rapporti con le Organizzazioni Internazionali, con l’Unione Europea e con le Organizzazioni non governative; programma, elabora ed applica gli indirizzi della politica di cooperazione e le politiche di settore tra cui sanità, ambiente e sviluppo imprenditoria locale; realizza iniziative e progetti nei Pvs; effettua interventi di emergenza e fornisce aiuti alimentari; gestisce la cooperazione finanziaria e il sostegno all’imprenditoria privata e alla bilancia dei pagamenti dei Pvs; promuove e realizza la cooperazione universitaria.

SMDC SAINT MARGARITA DEVELOPMENT CENTRE - Kenia

Partner dell'iniziativa

SMDC è una NGO locale costituitasi come organizzazione nel 1996 e successivamente riconosciuta nel 1999. Principali obiettivi della organizzazione è il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità che vivono nel distretto di Suba, rivolto soprattutto agli individui infetti o comunque affetti dalla epidemia di HIV/AIDS, in particolare conducendo attività di crescita della consapevolezza delle popolazioni sull’importanza delle misure preventive per il contenimento della infezione e sul supporto della sicurezza alimentare dell’area. L'attività di SMDC è stata supportata nel corso di questi anni da diverse organizzazioni tra cui: Pangea (USA), Adventure Now (Netherlands), Later Day Charities (LDS), National Aids Control Counsel (NACC), World visions, MOH, Global Funds 2 (GF2), CISP Italia, Ecpat International, CRS Homa Bay, Maldmay, Local CBOs in the region, Mama Cash, Finland Embassy.

CEFA - The European Committee for Education and Agriculture - Italia

Partner dell'iniziativa

CEFA è l’ONG bolognese che lavora da oltre 40 anni per vincere fame e povertà. CEFA è stato fondato a Bologna il 23 settembre 1972 grazie a Giovanni Bersani e Padre Angelo Cavagna e a un gruppo di cooperative agricole di ispirazione cristiana della provincia di Bologna. Desiderio e volontà di CEFA è che ogni uomo sia protagonista dello sviluppo, non solo economico ma di tutta la persona, per essere soggetto attivo di democrazia e di pace. CEFA fonda la propria missione sullo sviluppo delle comunità e delle istituzioni locali in paesi tra i più poveri del mondo, attraverso il miglioramento delle economie familiari e comunitarie, la valorizzazione delle risorse umane, azioni di formazione e di riconoscimento dei diritti fondamentali dell'uomo. Raggiungere l'autosufficienza alimentare e il rispetto dei diritti fondamentali sono le priorità di CEFA.

Seminiamo per l’Africa è nato con l’obiettivo di dare alla popolazione locale un’opportunità concreta di emancipazione e promozione sociale attraverso il lavoro, che potesse a sua volta favorire un progressivo miglioramento della qualità della vita in tutta l’area. Il progetto ha coinvolto un totale di 45 gruppi, cui si aggiungono 2 scuole, 1 ONG locale e 4 apicoltori individuali. Grazie alla costante formazione tecnica e all’affiancamento da parte dei volontari CEFA, i beneficiari hanno acquisito gli strumenti necessari per poter sviluppare autonomamente e in maniera sostenibile le diverse attività di progetto. Molti di loro, grazie ai buoni risultati raggiunti nella loro occupazione principale, hanno intrapreso più di una attività. Hanno capito che l’integrazione tra più settori (apicoltura, orticoltura, allevamento polli, allevamento capre da latte e vivaismo) migliora la qualità della vita perché consente di sfruttare i benefici derivanti da molteplici lavori.

Due i traguardi più significativi del progetto: la costruzione del Bacino idrico che fornisce acqua a più di 1.250 persone e la realizzazione della Casa del Miele che dà lavoro a 9 cooperative di agricoltori. Il bacino idrico è stato costruito nel Distretto di Lambwe, area in cui le piogge stagionali sono sempre più scarse, per favorire l’irrigazione delle coltivazioni di ortaggi e garantire ai beneficiari un apporto di vitamine ed elementi nutritivi non presenti nella loro dieta alimentare. La Casa del Miele è nata con un duplice obiettivo: divulgare l’apicoltura e migliorare la carente dieta alimentare della popolazione locale. La Casa del Miele, vero e proprio centro di estrazione e lavorazione del miele è stata dotata di apiari, macchine smielatrici e di tutti gli strumenti e le attrezzature necessarie per potersi dedicare a questa attività in modo produttivo e sicuro ed è diventata il punto di contatto fra Mbita e i mercati locali, aprendo le porte a nuove forme di guadagno.

Bacino idrico: inaugurazione L’inaugurazione del Bacino idrico si è svolta il 19 giugno 2012. All’inaugurazione hanno partecipato Marco Benassi (direttore Cefa) Luciano Centonze (responsabile CEFA per il Kenia), Flavio Braidotti (coordinatore Cefa a Nairobi), Giulio Cialdi (capoprogetto Seminiamo per l’Africa), le autorità locali della Lambwe Division, il gruppo orticoltura di Kamato e il Comitato di gestione del Bacino idrico, cioè il gruppo incaricato della gestione e manutenzione del bacino stesso.
Bacino idrico: sopralluogo Una volta completato il bacino idrico Giulio Cialdi, Roger Clarke e i collaboratori locali hanno svolto un sopralluogo per valutare le operazioni collaterali necessarie per un buon mantenimento del bacino. Per prima cosa si è deciso di "inerbire" gli argini dell’invaso con diverse piante di Grevillea in modo che le radici ne trattengano la terra. Questo per evitare che durante le piogge si verifichino fenomeni di ruscellamento con conseguenti riversamenti di terra nel bacino.
Bacino idrico: work in progress La costruzione del bacino idrico nel Distretto di Lambwe è durata in tutto 9 mesi. Il bacino è profondo 4 metri e mezzo, contiene 14.000 cm3 d’acqua e fornisce acqua a più di 1.250 persone. Prima della costruzione del bacino il punto di rifornimento d’acqua più vicino alla comunità locale distava 3km. Ciò significa che le donne e i bambini dovevano compiere questo tragitto molto spesso trasportando carichi da 20 o 25 kg ogni volta.
Casa del Miele: smielatura La Casa del Miele è un vero e proprio centro di produzione e lavorazione del miele. Qui confluisce tutto il miele prodotto e gli apicoltori possono disporre delle attrezzature necessarie alle operazioni di smielatura e confezionamento del prodotto finale. Una volta completata la formazione tecnica il CEFA ha continuato a monitorare le attività nei singoli gruppi affiancando gli apicoltori durante le ispezioni notturne, le estrazioni e la vendita del miele sul mercato locale.
Completamento Casa del miele Elisa Cirone, volontaria CEFA, racconta il completamento della Casa del miele.
Costruzione del Bacino idrico: step by step Costruzione del Bacino idrico: step by step
Progetto Casa del miele Giulio Cialdi, volontario CEFA e capo progetto, racconta come è nata l'idea della Casa del miele.

La provincia del Nyanza è tra le aree più povere del Kenya. Il 63% della popolazione vive con meno di 1$ al giorno e l’aspettativa di vita è tra le piu’ basse del paese: 43 anni per le donne e 37 per gli uomini.
Qui l’economia si basa prevalentemente su un’agricoltura di sussistenza. La vulnerabilità dei raccolti, le difficili condizioni climatiche (forte siccità alternata a piogge torrenziali), la difficoltà di accesso a tecnologie e materie prime e la quasi totale inesistenza di una rete di comunicazione stradale rappresentano i principali ostacoli.

Dall'agricoltura di sussistenza alla produzione di eccedenze Uno degli obiettivi del progetto era fornire alla popolazione locale gli strumenti necessari per uno sviluppo sostenibile dell’attività agricola. La formazione in campo agrario, la riorganizzazione del lavoro, la distribuzione di sementi e l'introduzione di attrezzature moderne ha permesso ai beneficiari di organizzare il lavoro in modo più efficiente e produttivo, così da produrre non più per il solo autosostentamento ma anche per il commercio.
La carente dieta della popolazione locale Prima dell'intervento di CEFA la dieta della popolazione locale era molto povera. Le famiglie si nutrivano quasi esclusivamente di sorgo, sukuma wiki (spinacio dal gusto simile al cavolo) e mais.
Background e contesto Video di presentazione dell'area di progetto

Dopo 3 anni di progetto i 45 gruppi coinvolti hanno acquisito le competenze necessarie per continuare in autonomia le attività di progetto. Ora i singoli membri sono in grado di replicare a livello individuale le tecniche orticole e zootecniche apprese e di trasferirle alle proprie comunità. I beneficiari hanno imparato a lavorare in team e a organizzare il lavoro in modo più efficiente e produttivo. Questo gli ha permesso di iniziare a produrre non più per il solo autosostentamento ma anche per il commercio, aumentando il proprio potere d’acquisto e la qualità di vita di tutta la famiglia, a partire dall’inserimento scolastico dei figli. In 12 gruppi si è inoltre dato vita a un programma di microfinanza comunitaria che permette ai singoli membri di depositare i propri risparmi all’interno del gruppo per poi ricevere piccoli finanziamenti per attività individuali, così da creare una cultura del risparmio e permettere alle fasce più povere di migliorare le proprie condizioni di vita.

Allevamento polli: introduzione dei recinti I gruppi coinvolti nell'attività di allevamento polli sono stati dotati di una stanza dedicata allo sviluppo dei pulcini appena nati e di apposite aree recintate dove i polli possono terminare il loro sviluppo crescendo in maniera sana.
L'introduzione delle serre Tra le attrezzature distribuite da CEFA per il miglioramento dell'attività di vivaismo è da ricordare l'introduzione delle serre, non solo nei gruppi coinvolti nel progetto ma anche in alcune scuole della zona. Alla Ogongo Secondary School ad esempio è stata donata una serra didattica che consentisse loro di coprire il 100% dei bisogni della mensa scolastica e di generare una rendita con la vendita delle eccedenze alla comunità locale.
Monitoraggio delle attività: mappatura dei gruppi La mappatura dei gruppi coinvolti nel progetto, costantemente aggiornata dai volontari CEFA e dai responsabili locali, permetteva di monitorare costantemente il grado di avanzamento dei singoli gruppi.
Orticoltura: introduzione pompe a motore Il progetto ha supportato tutti i gruppi con l’acquisto e la distribuzione di strumenti agricoli finalizzati a promuovere un’orticoltura moderna tra cui pompe a motore per l’estrazione dell’acqua dal lago adiacente ai singoli orti e un sistema di tubature per l’irrigazione delle intere particelle dimostrative.
Aggiornamento sullo sviluppo del progetto Giulio Cialdi racconta l'avanzamento del progetto
Integrazione delle diverse attività Giulio Cialdi, volontario CEFA e capo progetto, racconta l'integrazione delle attività all'interno dei gruppi

Il progetto ha visto coinvolti 45 gruppi, composti in media da 25 membri e dalle loro famiglie, per un totale di circa 8.000 persone. Beneficiarie del progetto erano le famiglie contadine più numerose e povere della zona.
Dopo 3 anni di formazione e affiancamento tutti i gruppi hanno acquisito le competenze necessarie per portare avanti in autonomia le diverse attività di progetto e ora diventeranno un modello imitabile e facilmente ripetibile nell’intero distretto che conta circa 230.000 persone.
Il progetto ha inoltre garantito alla popolazione locale un beneficio di reddito e una migliore accessibilità ai beni di prima necessità. Oltre a produrre per il proprio autosostentamento i beneficiari sono ora in grado di ottenere delle eccedenze da vendere sul mercato così da ottenere un guadagno e poter acquistare altri beni.

Gruppo Gwassi Riunione dei membri del gruppo Gwassi
Gruppo Withur Il gruppo Withur è uno dei gruppi impegnato nell'attività di allevamento capre da latte.
L'importanza dell'allevamento di capre da latte Grazie all'introduzione dell'allevamento di capre da latte molti gruppi sono riusciti a integrare la propria alimentazione con il latte che mungono fresco ogni giorno. Questo consente soprattutto ai più piccoli della famiglia di crescere più forti.
Testimonianza del beneficiario Ben Testimonianza del beneficiario Ben sulla sua esperienza con CEFA
Testimonianza della beneficiaria Cinty Cinty racconta i vantaggi dell'attività apiaria e ringrazia CEFA per averla formata in questo campo.

Il progetto ha visto coinvolti 3 volontari CEFA. Giulio Cialdi, agronomo e capo progetto, si è occupato della formazione dei gruppi impegnati nell’attività orticola ed è stato colui che ha fortemente voluto lo sviluppo dell’attività apiaria. Roxana, medico veterinario, è stata il punto di riferimento per le attività di allevamento capre da latte e allevamento polli e ha sensibilizzato i beneficiari sull’importanza del vaccino: ha formato i paraveterinari locali e scritto 2 guide dettagliate in merito. Elisa Cirone, operatrice sociale, si è invece occupata dell’aspetto sociale del progetto: dall’organizzazione dei gruppi alla gestione dei conflitti. Tra le risorse umane coinvolte va inoltre ricordato il Team tecnico Cannamela (3 persone) che durante le varie visite al progetto ha preso parte alle attività mettendo a disposizione la propria esperienza e il proprio know-how. In particolare va ricordato Roger Clarke che ancora oggi continua a seguire il progetto fornendo preziosi consigli.

Elisa Cirone: operatrice sociale Elisa Cirone, volontaria CEFA e operatrice sociale del progetto.
Roger Clarke, Giulio Cialdi e i collaboratori locali Da sinistra un collaboratore locale, Roger Clarke (membro del Team tecnico Cannamela), Giulio Cialdi (capo progetto e volontario CEFA) e un altro collaboratore locale.
Roger Clarke, membro del Team tecnico Cannamela Sulla sinistra Roger Clarke, membro del Team tecnico Cannamela.
Roxana: medico veterinario Roxana, volontaria CEFA e medico veterinario
Presentazione Roger Clarke Roger Clarke, membro del Team tecnico Cannamela, si presenta ai gruppi coinvolti nel progetto
Presentazione Team tecnico Cannamela Giulio Cialdi, volontario CEFA e capo progetto, presenta ai gruppi coinvolti nel progetto il Team tecnico Cannamela

Principale ostacolo al progetto è la difficile condizione climatica. A periodi di forte siccità si alternano piogge torrenziali e inondazioni. Questi squilibri causano innanzitutto una penuria di materie prime, con conseguenti esplosioni nei prezzi e ricadute sulle attività di progetto. Le piogge brevi e violente tipiche di queste aree provocano inoltre una forte erosione e l’impoverimento dei suoli che a loro volta causano carestie, frane, smottamenti e basse rese dei raccolti. E in più amplificano le distanze tra i gruppi rendendo inagibile la rete di comunicazione stradale. Infine anche il lavoro all’interno dei gruppi porta con sé molte sfide. La conflittualità interna ha spesso minato le attività di progetto, per questo CEFA ha introdotto una formazione rivolta all’analisi delle dinamiche interne al gruppo, alla gestione delle conflittualità e alla sua risoluzione pacifica, contribuendo a salvaguardare le attività di progetto e favorendo un clima di coesione.

Disagi causati dalle piogge torrenziali Disagi causati dalle piogge torrenziali
Piogge torrenziali Piogge torrenziali
Siccità e conseguente erosione del terreno Siccità e conseguente erosione del terreno
I disagi causati dalle piogge torrenziali I disagi causati dalle piogge torrenziali

Tutti gli interventi sul territorio sono stati valutati attentamente dal punto di vista dell’impatto ambientale, considerandone gli effetti sia a breve che a lungo termine: l’impegno di CEFA è stato quello di conciliare gli aspetti produttivi delle attività a quelli conservativi della natura. Le opere di riforestazione hanno favorito l’incremento della biodiversità così da ottenere “fioriture scalari” durante tutto l’anno creando un ambiente più favorevole per le api e più sano per la popolazione locale. Allo stesso tempo hanno favorito la mitigazione dei fenomeni di inondazione. Nel bacino idrico sono stati introdotti la tilapia del Nilo (pesce che si nutre delle larve delle zanzare causa di malaria) e il pesce gatto (che a sua volta limita la popolazione di tilapie), costruendo così le basi di un sistema biologico su piccola scala sempre più complesso nel tempo. Infine nessuna delle colture introdotte ha previsto l’impiego di disinfestanti o pesticidi.

Introduzione Tilapie del nilo nel Bacino idrico Terminata la costruzione del Bacino idrico i volontari CEFA e i collaboratori locali hanno iniziato una serie di attività collaterali al bacino stesso. Una di queste è l'introduzione di Tilapie del Nilo nel bacino con l'obiettivo di combattere le larve delle zanzare causa di malaria.
Introduzione di nuove colture L'introduzione di nuove colture ha permesso ai beneficiari del progetto di integrare la propria dieta alimentare con frutti, ortaggi e cereali fino a quel momento assolutamente assenti dalla loro alimentazione.
Piante per la riforestazione del territorio Durante gli anni del progetto i volontari CEFA e i collaboratori locali hanno distribuito piante a tutti i gruppi, con l’obiettivo di rafforzare il terreno e riforestare progressivamente la zona.

Al termine del progetto, i 45 gruppi coinvolti hanno acquisito le conoscenze e competenze necessarie per continuare in autonomia le diverse attività e, soprattutto, poter trasferire queste conoscenze a nuovi gruppi. Il miglioramento delle condizioni di vita, economiche e sociali dei singoli gruppi ha innescato un vero e proprio circolo virtuoso: grazie al contatto con le popolazioni limitrofe le dinamiche del progetto CEFA si estendono ad un numero sempre maggiore di gruppi diventando un modello facilmente replicabile. La modularità del progetto CEFA (apicoltura, orticoltura, allevamento polli, allevamento capre da latte e vivaismo) ne rende inoltre possibile l’applicazione sia totale che parziale: ogni popolazione, analizzando la propria situazione e individuandone gli aspetti più deboli, può risolverne progressivamente i problemi applicando i moduli in ordine di priorità, anche in base alle proprie risorse.

Apicoltura: giornate di formazione sul campo In questa giornata di formazione i volontari CEFA e i collaboratori locali insegnano ai beneficiari ad utilizzare le nuove arnie distribuite e a dedicarsi all'apicoltura in modo sicuro.
Attività apiaria: spreading delle conoscenze I gruppi che si sono dedicati all'attività apiaria trasferiscono ora le competenze apprese agli atri gruppi. Ecco una delle giornate di affiancamento e formazione.

Per comunicare il progetto sono stati aperti 1 blog (http://www.seminiamoperlafrica.it/progetto-kenya/), 1 pagina Facebook (http://www.facebook.com/seminiamoperlafrica) e 1 canale YouTube (https://www.youtube.com/user/seminiamoperlafrica) dedicati. Grazie all’apertura della pagina Facebook il progetto ha acquisito un’ampia visibilità superando i 37.000 fan. Questo ha contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di mettere in gioco risorse umane, tecniche, professionali ed economiche per fornire alle popolazioni più povere gli strumenti necessari per uno sviluppo sostenibile mirato al miglioramento della qualità di vita. Seminiamo per l’Africa è stato presentato a CIBUS nel 2012 e comunicato nei principali canali GDO attraverso la distribuzione di leaflet (500.000 copie) e di special pack Cannamela creati e venduti per promuovere e sostenere il progetto. Nel 2013 Seminiamo per l’Africa si è inoltre aggiudicato il premio Ethic Awards nella categoria “Sud del mondo”.

Comunicazione progetto nei principali canali GDO Comunicazione progetto nei principali canali GDO
Presentazione progetto a CIBUS nel 2012 Presentazione progetto a CIBUS nel 2012
Special pack Cannamela a sostegno del progetto Special pack Cannamela a sostegno del progetto
Video di avanzamento del progetto: anno 2012 Video di avanzamento del progetto: anno 2012
Video di presentazione del progetto: anno 2011 Video di presentazione del progetto: anno 2011
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Leaflet distribuito nei principali canali GDO Leaflet distribuito nei principali canali GDO: 500.000 copie tra il 2011 e il 2012