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Young Girls for Agro

Luogo : togo, Africa
Quantitative & qualitative enhancement of crop products Quantitative & qualitative enhancement of crop products
Budget totale: € 1.500.000,00 | Periodo: Da novembre 2011 A aprile 2014

Sintesi

Il progetto vuole contribuire all’integrazione economica dei membri delle cooperative femminili già impegnati nel settore agricolo, associando lo sviluppo della filiera agro-alimentare e l’imprenditoria all’inserimento stabile della donna nel mercato del lavoro. Beneficiari diretti sono 250 donne non scolarizzate appartenenti a cinque cooperative agricole, di cui quattro specializzate nella produzione del pomodoro ed una specializzata nella  trasformazione di quest’ultimo in concentrato TomaTogo e di frutti in succhi di frutta FruiTogo. A queste si aggiungono circa 1500 utilizzatori dei tre mulini e 250 produttori di frutti. Grazie alla commercializzazione dei prodotti a livello nazionale, beneficiano indirettamente del progetto tutti i potenziali ed effettivi consumatori di prodotti naturali locali di qualità.
Il progetto costituisce un esempio virtuoso di collaborazione tra il terzo settore e il mondo imprenditoriale rappresentato dalla Fondazione Milano per Expo 2015.

Partnership

Movement for the fight against Hunger in the World - Italia

Candidato guida

MLFM nasce nel 1964 con il proposito di combattere la denutrizione e il sottosviluppo; ottiene poi l’idoneità dal Ministero Affari Esteri Italiano per operare in qualità di Organismo Non Governativo. La lotta alla fame e alla povertà diventano la mission dell’ONG: da subito sceglie di intervenire dove più necessario con progetti di sviluppo e non nell’emergenza. Portare acqua potabile è l'obiettivo primario, senza precludere con ciò interventi di educazione, sensibilizzazione e formazione. In 50 anni di vita ha agito su più fronti per la tutela dei diritti umani inviolabili, promuovendo soprattutto in Africa progetti trasversali in ambito idrico ed igienico-sanitario, ambientale ed energetico, sui temi della sovranità alimentare e della salute, con un’attenzione particolare verso bambini, donne e fasce più deboli della popolazione. Sul territorio italiano lavora per promuovere una cultura della solidarietà, favorendo l'Educazione alla Cittadinanza Mondiale.

Institute Council and Technical Support - Togo

Partner dell'iniziativa

L’ICAT é stato creato dal Ministero dell’Agricoltura, dell’Allevamento e della Pesca (MAEP) con l’obiettivo di contribuire alla promozione del mondo rurale attraverso la professionalizzazione dei produttori agricoli. Per realizzare i suoi obiettivi l’ICAT fornisce un appoggio tecnico agli agricoltori per permettere un miglioramento della produttività e un aumento delle produzioni, nel rispetto dell’ambiente. Esso concepisce e offre dei sistemi performanti di formazione e può essere sollecitato dallo Stato o da privati per la realizzazione di studi e analisi. L’ICAT fornisce, inoltre, un appoggio per la costituzione dei groupements di base e per un loro rafforzamento. Il contributo nel quadro del progetto JFPA é consistito in un appoggio tecnico per le attività agricole realizzate nelle cooperative di produzione.

Communication for Sustainable Development - Togo

Partner dell'iniziativa

CDD lavora nell’educazione e della comunicazione, fornendo servizi nei settori dell’informazione e della sensibilizzazione, della formazione e dell’appoggio tecnico agli attori locali impegnati nello sviluppo delle Savane e, più in generale, del Togo. Si tratta di una struttura nata dall’ONG RAFIA, di cui faceva parte in un primo momento, e in seguito divenuta autonoma. Collabora con RAFIA nell’implementazione di molti progetti di sviluppo, tra cui il progetto “Jeunes Filles pour l’Agro”, nel quale l’appoggio di CDD é stato fondamentale per l’alfabetizzazione e per la formazione informatica delle cooperatrici.

Togolese Institute for Agronomic Research - Togo

Partner dell'iniziativa

L’ITRA é stato creato dal Ministero dell’Agricoltura, dell’Allevamento e della Pesca (MAEP) per contribuire alla definizione e alla messa in opera delle politiche di ricerca relative al settore agricolo togolese, attraverso la divulgazione delle informazioni scientifiche e tecniche e il trasferimento tecnologico adatto al contesto, in vista di una miglioria nella produttività e nelle produzioni agricole sul territorio. L’ITRA interviene in tutte le tappe delle filiere agricole, dalla produzione alla commercializzazione, fornendo un appoggio tecnico per migliorare i sistemi di produzione e di trasformazione di prodotti locali. Nello specifico del progetto “Jeunes Filles pour l’Agro”, l’ITRA garantisce la buona qualità delle gamme TomaTogo e FruiTogo, attraverso dei sopralluoghi nelle cooperative di produzione e trasformazione, l’analisi dei prodotti menzionati e la delibera dei certificati di salubrità riconosciuti a livello nazionale e regionale.

Research, Support and Training Initiatives for Self-development - Togo

Partner dell'iniziativa

L’ONG togolese RAFIA, fondata nel 1992 e sita a Dapaong, si occupa principalmente dello sviluppo del settore agricolo locale, attraverso interventi dedicati alla filiera cerealicola ed ortofrutticola. I numerosi interventi realizzati nella Regione delle Savane, contesto privilegiato di intervento dell’organizzazione, concernono tutte le filiere agro-alimentari e dedicano un’attenzione particolare alla tematica del genere, in una logica di valorizzazione delle risorse umane e naturali esitenti e di partecipazione della comunità locale al processo decisionale. RAFIA é stata determinante nel progetto “Jeunes Filles pour l’Agro”, non soltanto per l’individuazione dei bisogni e delle priorità più urgenti presenti nel contesto locale, ma anche per il prezioso apporto di personale qualificato sia per la formazione delle cooperative femminili che per l’appoggio tecnico fornito alle attività di produzione e di trasformazione agricola.

Ministry of Grassroots Development, Crafts, Youth and Youth Employment of Togolese Republic - Togo

Partner dell'iniziativa

Il MINIDEV BASE è stato fondato nel 2008 ed ha come scopo di mettere in opera iniziative destinate a rispondere ai bisogni fondamentali delle popolazioni più vulnerabili, sia in ambito rurale che cittadino. Obiettivo generale di questo ministero è di contribuire alla riduzione della povertà attraverso il miglioramento dell’accesso delle comunità e delle organizzazioni di base mettendo al centro la persona, dotandole di capacità istituzionali, tecniche e finanziarie sufficienti da concepire, mettere in opera e gestire in modo partecipativo delle iniziative che permettano di far partire una economia di auto sostentamento.

Foundation dot.south - Italia

Partner dell'iniziativa

punto.sud nasce nel 1999, ottenendo nel 2009 il riconoscimento come Fondazione senza scopo di lucro. L’obiettivo è di contribuire a migliorare la qualità della vita delle popolazioni vulnerabili nei paesi in via di sviluppo e dei cittadini immigrati in Europa attraverso attività di cooperazione allo sviluppo e il rafforzamento di una società civile organizzata. punto.sud lavora in 3 ambiti distinti e complementari –la cooperazione internazionale allo sviluppo, le emergenze umanitarie, i fenomeni migratori– disegnando e gestendo progetti, sia in qualità di capofila che di partner. Gli ambiti di intervento di punto.sud, sperimentati nella realizzazione di numerosi progetti e servizi finanziati a livello europeo (EuropeAid, DG ECHO, DG Environment, DG Enlargement, DG Home Affaires) e internazionale (FAO, Protezione Civile italiana), sono: capacity e organisational development, institutional support, informazione/educazione allo sviluppo, supporto metodologico e donor support.

Milan Foundation for Expo 2015 - Italia

Partner dell'iniziativa

La FMpE2015 nasce nel 2008 per volontà di alcuni imprenditori lombardi a sostegno della candidatura di Milano all’Esposizione Universale del 2015. Il tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita” si lega a molte risorse che l’Italia ha in materia di filiera agro-alimentare, ma rimanda anche ai problemi che la mancanza di sviluppo genera nei Paesi emergenti. FMpE2015, ha un DNA imprenditoriale e si è impegnata, in partnership con ONG e Istituzioni, nello sviluppo di iniziative di cooperazione internazionale attingendo dalle migliori competenze delle imprese per proporre soluzioni adattabili ai differenti contesti culturali e per generare benefici duraturi nel tempo, tra cui il progetto Jeunes Filles Pour l’Agro. Gli scopi prevedono la promozione di iniziative nell’ambito dell’educazione, istruzione e formazione quali fattori che concorrono allo sviluppo delle economie locali, nonché di promozione della cultura, quale strumento di integrazione e sviluppo sociale ed economico.

“Jeunes Filles pour l’Agro”: un esempio concreto di miglioramento della sicurezza alimentare, di empowerment e di sviluppo economico nella Regione delle Savane, in un’ottica di valorizzazione delle filiere agro-alimentari locali. Attraverso la costituzione e l’accompagnamento di cooperative si vuole favorire l’imprenditoria femminile in un contesto che vede sì le donne come attrici principali dello sviluppo locale, ma che non le mette in condizione di esprimere al meglio le loro potenzialità. L’intervento, che crea reddito in tutte le fasi delle due filiere produttive interessate (pomodoro e frutti locali), aumenta la disponibilità di cibo (grazie alla trasformazione di prodotti stagionali facilmente deperibili che diventano reperibili tutto l’anno), l’accesso al cibo (grazie al reddito generato la popolazione può accedere più facilmente ai prodotti alimentari di base) e migliora l’utilizzo del cibo (le risorse locali sono consumate in modo più consapevole dalla popolazione)

 Il progetto JFPA, grazie anche al supporto degli imprenditori italiani, ha introdotto in Togo una tecnologia performante per la produzione e trasformazione del pomodoro, che prima avveniva e in modo tradizionale e non permetteva un consumo del prodotto finito (il concentrato di pomodoro) nel lungo periodo. Un altro fattore innovativo è stato quello di utilizzare gli stessi macchinari, concepiti inizialmente per il pomodoro, nella trasformazione di frutti locali in succhi, aspetto che si è rivelato fondamentale per la sostenibilità dell’unità di trasformazione, che in tal modo può rimanere attiva12 mesi all’anno. Al transfert tecnologico si aggiunge l’importanza che viene data alla questione di genere. La donna infatti è la protagonista dell’intervento, che vuole favorire processi di empowerment in una logica di valorizzazione non solo delle risorse naturali, ma prima di tutto delle risorse umane.

Il vivaio di pomodori Per fornire le piante di pomodoro alle cooperative di produzione, una di queste, la cooperativa “Mondo” di Timanga, si é specializzata nella produzione di piantine, grazie alla costruzione di un vivaio e alle formazioni fornite dagli agronomi. Le piantine sono fornite alle altre tre cooperative di produzione, che si occupano della coltura fino alla raccolta, in seguito di una prima fase di trasformazione in semi-concentrato.
La pastorizzazione dei succhi L’unità di trasformazione CIFF (Centro di Innovazione e di Formazione della Donna), sede della cooperativa Dindann, é stata dotata di macchinari innovativi per la trasformazione. Lo sterilizzatore é uno di questi, fondamentale sia per il concentrato di pomodoro che per i succhi di frutta. Per quanto concerne questi ultimi esso viene utilizzato non soltanto per la pastorizzazione e sterilizzazione del prodotto finito, ma anche per sterilizzare le bottiglie vuote, che vengono riciclate.
Una promozione internazionale Dal 16 al 21 agosto 2013 si é tenuta a Lomé la seconda edizione del Salone Internazionale dell’Agroalimentare di Lomé, un evento a cui hanno partecipato molti Paesi della sub-regione (Africa occidentale). Il progetto Jeunes Filles pour l’Agro ha potuto sostenere la partecipazione di parte del suo staff e delle cooperatrici per promuovere i prodotti TomaTogo e FruiTogo, che sono stati molto apprezzati dai visitatori, comprese le numerose personalità politiche e delegazioni straniere presenti.
Presentazione progetto JFPA Un breve video di presentazione del progetto e della cooperativa Dindann

Con un’incidenza della povertà pari al 90%, la Regione delle Savane, situata all’estremo nord del Togo, rappresenta la zona più povera del Paese.
Caratterizzata da una sola stagione delle piogge (da maggio a ottobre) ed una lunga stagione secca, (durante la quale vengono praticate le colture dette di “contro stagione”, ovvero gli ortaggi), la zona é caratterizzata da una forte produzione di pomodori, che sono commercializzati in tutto il Paese.
Ben il 75% della popolazione delle Savane si dedica all’agricoltura, ancora oggi realizzata con metodi tradizionali. Le risorse agricole vengono vendute sul mercato locale come materia prima, generando un basso valore aggiunto per i produttori, il cui reddito rimane molto basso ed altamente dipendente dalla condizioni climatiche.
Le donne, responsabili principali del sostentamento della famiglia, non vedono adeguatamente riconosciuto il loro ruolo né valorizzato il loro lavoro, con conseguenze negative sul processo di  sviluppo locale. 

La materia prima I pomodori raccolti a Dapaong vengono in parte venduti sul mercato locale dei prodotti freschi, in parte commerciati nel sud del Paese. Tuttavia questi ultimi, a causa del lungo viaggio che devono sopportare, vengono venduti prima che giungano a completa maturazione, cio’ che provoca un’eccedenza importante di pomodori maturi sul mercato di Dapong, con un conseguente abbassamento dei prezzi.
La trasformazione cerealicola I cereali sono alla base dell’alimentazione togolese e sebbene la loro produzione é circoscritta alla stagione delle piogge, la loro trasformazione in farine é realizzata tutto l’anno, grazie agli spazi di stoccaggio. L’utilizzo del mulino é un servizio molto domandato dalla popolazione rurale e possederlo permette di mantenere entrate costanti per tutto l’anno.
Le coltivazioni di pomodori La produzione di pomodori, che avviene da settembre a marzo e per questo detta anche “coltura di contro stagione”, viene realizzata nei “bas-fonds”, dei terreni più bassi che rimangono umidi anche dopo la stagione delle piogge. Le donne sono le protagoniste principali di questa attività, ma spesso non hanno né i mezzi né le competenze adeguati per ottenere guadagni interessanti.
Le donne della cooperativa Dindann al lavoro Alcune delle fasi di produzione del succo di frutta FruiTogo allo zenzero: pulizia e peso della radice.
Stoccaggio bottiglie L'apposizione dell'etichetta e lo stoccaggio in magazzino delle bottigliette FruiTogo.

Il primo risultato é lo sviluppo della filiera del pomodoro, che é stato possibile grazie alla costituzione e all’accompagnamento di quattro cooperative di produzione ( “Nataan-man” di Kpong, “Lafiadjiere” di Tidonti, “Lantande” di Tambonga, “Mondo” di Timanga) e di una cooperativa di trasformazione (“Dindann” di Dapaong).
In secondo luogo sono state sperimentate con successo nuove opportunità di trasformazione dei frutti locali, grazie alle quali la cooperativa Dindann ha messo sul mercato sei succhi di frutta: ananas, mango, cocktail, zenzero, ibisco e tamarindo.
Parallelamente, le cooperative di produzione sono state dotate di un mulino per la trasformazione di cereali ed hanno avviato la produzione di zenzero e l’allevamento di suini, attività complementari alla produzione di pomodoro e che permettono di generare reddito durante tutto l’anno.
Infine, tutte le cooperative hanno acquisito competenze organizzative e gestionali e sono state sensibilizzate sulle questioni di genere.

Produzione e vendita La cooperativa Dindann, creata nella città di Dapaong per la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti TomaTogo e FruiTogo, nel corso dell’ultimo anno ha decuplicato le vendite. Nel 2013 i risultati di produzione e vendita del progetto JFPA sono stati: 2269 sacchetti di TomaTogo e 45885 bottigliette di succo di frutta.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Gestione delle cooperative Il progetto punta all’integrazione economica delle fasce più deboli, donne e ragazze in particolare, attraverso la trasformazione del pomodoro e di altri prodotti agricoli della Région des Savanes. Per raggiungere questo obiettivo, sono state create delle filiere produttive attraverso una rete di cooperative con compiti ben definiti. Si va dalla coltivazione del prodotto fresco alla trasformazione, fino alla commercializzazione dei prodotti finiti, oltre ad attività agroalimentari parallele.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Produzione e vendita FruiTogo per gamma La produzione e vendita 2013 delle gamme FruiTogo, suddivisa per gusto: mango, zenzero, ananas, cocktail di frutti, tamarindo, ibisco.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Produzione e vendita FruiTogo per mese La produzione e vendita 2013 delle gamme FruiTogo, suddivisa per mese.

Nonostante il pomodoro rappresenti una risorsa abbondante nelle Savane e sia molto utilizzato nella cucina locale, non esistono processi di trasformazione veri e propri; questo spinge la popolazione a consumare un concentrato importato dalla Cina o dai Paesi europei.
Con l’obiettivo di valorizzare una risorsa agricola importante il progetto ha appoggiato 250 donne non scolarizzate dalla formazione fino al processo di produzione, trasformazione e commercializzazione del pomodoro, immettendo sul mercato il primo concentrato di pomodoro del Togo.
A questi beneficiari, riuniti in cinque cooperative, si aggiungono 1500 utilizzatori dei tre mulini installati nei villaggi limitrofi di Dapaong (Kpong, Tidonti, Tabonga) e 250 produttori di frutti situati in quattro delle cinque Regioni del Togo (Savane, Kara, Centrale e Marittima).
Infine, grazie ai prodotti commercializzati a livello nazionale, beneficiano indirettamente del progetto tutti i consumatori di prodotti naturali locali di qualità. 

La cooperativa di Tidonti Grazie al progetto “Jeunes Filles pour l’Agro” i membri della cooperativa di Tidonti hanno potuto realizzare le seguenti attività: produzione di pomodoro e trasformazione in semi-concentrato, produzione di cipolle e di peperoncino, trasformazione dei cereali in farine, produzione di zenzero, allevamento di suini. Oltre alle formazioni tecniche e all’appoggio in materiale e attrezzature le donne sono state alfabetizzate e sensibilizzate alle questioni di genere.
La seminatrice di Timanga Per garantire alle tre cooperative di produzione (Kpong, Tidonti e Tambonga) le piantine di pomodoro, la cooperativa “Mondo” di Timanga é stata dotata di attrezzature per la semina di queste ultime, tra cui la seminatrice.
L’imbottigliamento dei succhi La produzione della gamma di succhi di frutta FruiTogo avviene nel Centro di Formazione e di Innovazione della Donna (CIFF), sede della cooperativa “Dindann”. I succhi di frutta vengono prodotti attraverso un sistema di estrazione idrica, senza l’aggiunta di coloranti né conservanti.
Beneficiari del progetto: le donne Alcune delle donne della cooperativa Dindann durante la lavorazione dello zenzero, per la produzione del FruiTogo.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Beneficiari del progetto I beneficiari diertti e indiretto del progetto JFPA

La realizzazione del progetto “Jeunes Filles pour l’Agro” é stata possibile grazie ad uno staff locale pluridisciplinare composto da almeno  10 persone:
- Un contabile, responsabile amministrativo e finanziario del progetto
- Una segretaria della direzione
- Due agronomi, responsabili delle attività agricole nelle cooperative di produzione
- Una responsabile delle cooperative di produzione e del monitoraggio
- Due commerciali, responsabili della promozione e della vendita dei prodotti TomaTogo e FruiTogo
- Un direttore, responsabile delle attività di trasformazione del CIFF
- Una contabile, responsabile amministrativa e finanziaria del CIFF
- Un tecnico, responsabile della manutenzione del CIFF
A questo si aggiunge il personale espatriato, composto dal capo-progetto e da un’assistente al capo-progetto, entrambi responsabili della gestione, dell’implementazione e del monitoraggio dell’intero intervento. 

Il network degli stakeholders Uno schema che riassume i principali stakeholders del progetto JFPA.
In osservazione Le coltivazioni di pomodori hanno richiesto la costruzione di numerosi pozzi nelle cooperative di produzione di Kpong, Tidonti, Timanga e Tambonga. L’agronomo dello staff JFPA, con un’esperienza ventennale con l’ONG RAFIA, partner locale del progetto, ha seguito e monitorato tutti i lavori di costruzione.
Nelle serre di Timanga La cooperativa “Mondo” ha fatto molti sforzi nella produzione, procurando piantine di pomodoro per le altre tre cooperative e ha dimostrato uno spirito di unione e di condivisione molto forte, che le ha consentito di non scoraggiarsi nonostante la difficoltà dovute alle sfavorevoli condizioni climatiche.
Scambi di idee il responsabile dell’ONG MLFM (a sinistra) ha effettuato diverse missioni di monitoraggio del progetto “Jeunes Filles pour l’Agro”. Nell’immagine si trova all’interno del Centro di Formazione e di Innovazione della Donna (CIFF) di Dapaong, con il responsabile delle attività di trasformazione del CIFF, la Presidente della cooperativa “Dindann” ed il capo-progetto (a destra)
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Lo staff JFPA L'organigramma dell'intero staff del progetto JFPA

La difficoltà principale con cui ci si é confrontati é legata alle anomalie climatiche, che hanno influenzato negativamente la produzione di pomodoro nell’intera Regione delle Savane. Questo ostacolo ha spinto i responsabili e lo staff del progetto a cercare attività complementari, rappresentando un input per un ulteriore processo di innovazione del CIFF e tramutando così l’inconveniente in nuove opportunità. Nel luglio 2012 é stata avviata la trasformazione di frutti locali, che ha permesso alla cooperativa Dindann di immettere sul mercato sei nuovi prodotti dal marchio FruiTogo. Parallelamente, sono state individuate altre attività generatrici di reddito per le quattro cooperative di produzione: alla trasformazione dei cereali si sono aggiunte la produzione di zenzero e l’allevamento dei suini. La strategia ha quindi consistito in una diversificazione delle attività economiche delle cooperative beneficiarie, in modo da diversificare i rischi e con essi le possibilità di guadagno.

Gli ananas bio di Tchevié Per garantire la qualità dei succhi di frutta, si é prestata attenzione alla qualità della materia prima, in questo caso gli ananas. La cooperativa Dindann si rifornisce a Tchevié, nella Regione Marittima, dove i produttori, organizzati anch’essi in cooperative, garantiscono un prodotto biologici di prima qualità.
Innovazione e adattabilità I macchinari installati nell’unità di trasformazione CIFF, prevista inizialmente soltanto per la trasformazione del semi-concentrato in concentrato di pomodoro, sono gli stessi che hanno permesso alla cooperativa “Dindann”, grazie ad un accurato studio di fattibilità, di produrre i succhi di frutta FruiTogo. Si tratta del concentratore (a destra) e dello sterilizzatore (a sinistra).
Un’attività complementare Per garantire un reddito costante alle cooperative di produzione si sono analizzate altre potenziali attività complementari alla produzione di pomodoro, tra cui é emersa la coltivazione dello zenzero. Nell’immagine alcune delle cooperatrici, accompagnate dall’agronomo, visitano una coltura di zenzero nella Regione di Kara, in vista della sua sperimentazione nella Regione delle Savane.

Nell’esecuzione delle diverse attività, il progetto ha ridotto al minimo l’impatto ambientale, sia nella produzione che nella trasformazione.
La qualità e la quantità di concimi ed erbicidi utilizzati nella produzione sono quelli raccomandati dagli istituti tecnici nazionali; inoltre, con l’introduzione dell’allevamento dei suini, le cooperative possono beneficiare di concime naturale per le loro coltivazioni.
Nel processo di trasformazione non vengono utilizzati prodotti chimici e i residui della lavorazione sono riutilizzati dalle cooperative di produzione nell’allevamento dei suini; i macchinari sono performanti e non inquinanti.
Infine le bottiglie di vetro che contengono i succhi di frutta vengono riciclate (recuperate, adeguatamente lavate e sterilizzate): ciò permette di ridurre al minimo gli effetti negativi sull’ambiente.

Il carico della materia prima L’approvvigionamento degli ananas avviene nel sud nel Togo, a Tchevié. Per ottimizzare l’utilizzo del camion e ridurre i costi di trasporto, il rifornimento della materia prima é spesso associato al recupero di bottiglie (vedi sacchi in fondo al camion), che avviene nella capitale, a Lomé. Il camion scende nella capitale per consegnare i prodotti pronti per la commercializzazione e ritorna a Dapaong carico di frutti e di bottiglie.
La lavorazione del mango La produzione dei succhi di frutta, così come quella del concentrato di pomodoro, avviene con macchinari non inquinanti e semplici da utilizzare, come i passaverdura. I processi di trasformazione del mango e dell’ananas necessitano di molte ore di lavoro, in quanto i frutti devono essere pelati. Gli scarti di queste lavorazioni vengono portati nelle cooperative di produzione ed utilizzati per l’allevamento dei maiali.

Il progetto “Jeunes Filles pour l’Agro” rappresenta il primo esempio concreto di trasformazione di prodotti agro-alimentari nelle Savane e, per quanto concerne il pomodoro, in tutto il Togo. Numerose personalità del governo togolese hanno visitato l’unità di trasformazione CIFF di Dapaong, che ha ugualmente accolto molte donne e studenti della zona per delle visite guidate.
Rispetto ad un’eventuale trasferibilità nel sud del Paese, più ricco in frutti, sono in atto degli studi di fattibilità, sviluppati in accordo con le autorità locali, che tengono in considerazione l’impatto economico e sociale che si andrebbe a generare, nel pieno rispetto all’economia locale preesistente.
Infine, si ricorda che l’unità di trasformazione CIFF di Dapaong ha avviato delle formazioni rivolte alle donne delle Savane, questo garantisce un trasferimento di competenze importante per possibili iniziative future.

La creazione dei brand Tomatogo e FruiTogo, ideati e sviluppati dalla FMpE prestando attenzione al gusto togolese, ha agevolato la comunicazione del progetto, la pubblicizzazione dei prodotti sul territorio e il territorio stesso.
Lo staff del progetto ha poi partecipato a numerose iniziative di promozione delle gamme TomaTogo e FruiTogo: Festa tradizionale di Evala a Kara, Salone Internazionale dell’Agroalimentare di Lomé, Fiera Artigianale di Dapaong. L’evento più significativo non solo in termini di visibilità e affluenza, ma anche di partecipazione e di vendita è stata la Fiera Internazionale di Lomé. Durante 16 giorni le donne della cooperativa hanno assicurato la loro presenza nello stand, gestendo la vendita e le degustazioni; i prodotti sono stati particolarmente apprezzati dai visitatori, tra cui diverse delegazioni del governo togolese. Il volume delle vendite é stato considerevole.
Sono state infine organizzate alcune carovane, strumento di promozione itinerante.

La carovana itinerante A novembre 2013 è stata organizzata una settimana promozionale nella città di Kara attraverso la carovana itinerante: camion adornati con i colori TomaTogo e FruiTogo, vendite dirette nei numerosi locali pubblici della zona, hostess e tanta musica per attirare la gente alla degustazione. Un modo efficace di richiamare l’attenzione della popolazione, mentre i venditori si occupavano di rifornire i punti vendita della zona.
La promozione a Lomé Grazie ai contatti e al successo avuto dalla partecipazione del progetto “Jeunes Filles pour l’Agro” al Salone Internazionale dell’Agroalimentare di Lomé, nell’agosto 2013, la cooperativa Dindann é stata invitata alla Fiera Internazionale di Lomé, dal 29 novembre al 16 dicembre 2013. La vendita dei prodotti é avvenuta sia nello stand che negli altri padiglioni dello spazio fieristico, grazie alla distribuzione dei succhi di frutta freschi in tutta la Fiera.
T-shirt e borse per i clienti Per incoraggiare l’acquisto dei prodotti FruiTogo ed aumentare la loro pubblicizzazione la Fondazione Milano per Expo 2015 ha prodotto ed inviato in Togo t-shirt e borse che sono stati distribuiti a tutti i clienti, comprese le personalità politiche che hanno visitato lo stand. Questo ha permesso di aumentare non soltanto le vendite, ma anche la visibilità dei prodotti sul mercato della capitale.
La promozione a Dapaong Uno dei momenti promozionale: la Fiera Artigianale a Dapaong (aprile 2014)
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Brochure JFPA Parte del materiale promozionale JFPA: la brochure informativa con la presentazione approfondita del progetto, delle cooperative e dei prodotti TomaTogo e FruiTogo. Ideata e prodotta da distribuire durante le fiere e la carovana.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Brochure breve JFPA Parte del materiale promozionale JFPA: la brochure informativa "breve" con presentazione dei prodotti TomaTogo e FruiTogo.