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The Keita Experience

Luogo : niger, Africa
Sustainable management of natural resources Sustainable management of natural resources
Budget totale: € 68.000.000,00 | Periodo: Da gennaio 1984 A

Sintesi

La base del successo dell'esperienza Keita è stato un mix ben equilibrato di gestione ambientale, conservazione dell'acqua e del suolo, la bonifica del suolo, benessere sociale e sviluppo economico. Utilizzando le parole di uno degli ultimi coordinatori nazionali del progetto "Se non ci fosse stato il progetto, Keita sarebbe scomparsa dalle mappe Niger".
La regione di Keita è stata profondamente colpita dalle siccità degli anni '70 e '80 e nulla sembrava essere efficace per garantire la sicurezza alimentare per le centinaia di migliaia di persone che vivono nelle valli. Il progetto ha lavorato per ricostruire la produttività dei terreni al fine di mantenere la popolazione sul territorio. I campi continuano a produrre grazie ai servizi ecosistemici recuperati con la gestione integrata del paesaggio. 

Partnership

Institute of Biometeorology of the National Research Council - Italia

Candidato guida

National Council for the Environment and Sustainable Development - Niger

Partner dell'iniziativa

Ministry of Foreign Affairs and International Cooperation – Directorate General for Development Cooperation - Italia

Partner dell'iniziativa

L’organizzazione delle attività di Cooperazione allo Sviluppo, componente essenziale della politica internazionale dell'Italia, fa parte dei compiti del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), che demanda tali attività alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) che è l’organo preposto ad attuare tale politica, in attuazione della legge n.49/87. La DGCS attua le linee di cooperazione e le politiche di settore nei diversi Paesi, stabilisce rapporti con le Organizzazioni Internazionali, con l’Unione Europea e con le Organizzazioni non governative; programma, elabora ed applica gli indirizzi della politica di cooperazione e le politiche di settore tra cui sanità, ambiente e sviluppo imprenditoria locale; realizza iniziative e progetti nei Pvs; effettua interventi di emergenza e fornisce aiuti alimentari; gestisce la cooperazione finanziaria e il sostegno all’imprenditoria privata e alla bilancia dei pagamenti dei Pvs; promuove e realizza la cooperazione universitaria.

Interuniversity Department of Regional and Urban Studies and Planning - Italia

Partner dell'iniziativa

The Interuniversity Department of REGIONAL AND URBAN STUDIES AND PLANNING (DIST) is the point of reference in Politecnico and Università di Torino for the areas of knowledge that study the processes of territorial transformation and government, both on a local and on a global scale. These processes are analysed from a sustainability perspective in their physical, economic, social, political and cultural aspects, as well as in their interrelationships. DIST promotes, coordinates and manages basic and applied research, training, technology transfer and services for the local community with regard to urban and regional sciences and policies, as well as to spatial, urban and environmental-landscape planning.

Ricostituire la produttività dei campi per mantenere la popolazione sul territorio. L’esperienza di Keita ha dimostrato che la gestione integrata dell’acqua e delle terre permette di mantenere e ricostituire i servizi eco sistemici necessari per la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile. Il Progetto ha lavorato con l'obiettivo di ristabilire l’equilibrio ambientale ed aiutare lo sviluppo socio-economico dell'area di Keita devastata dalla carestia del 1984. L'approccio era innovativo perché centrato non sull’aiuto umanitario ma sulla gestione integrata dell'acqua e delle terre, per la riduzione dell’erosione e della degradazione dei suoli e per migliorare l‘infiltrazione e la conservazione dell'acqua. I principali beneficiari del progetto sono contadini, allevatori, donne e uomini che sono diventati artefici del loro sviluppo. Il successo dell'esperienza di Keita è dovuto alle persone che hanno creduto che il processo di desertificazione potesse essere invertito.

Il progetto ha adottato un approccio integrato per garantire i servizi ecosistemici necessari per le produzioni rurali (colture, foreste, allevamento e pesca). Questo è stato il fattore chiave che ha caratterizzato l'iniziativa di Keita nel corso dei suoi 30 anni di vita.
Per garantire i servizi ecosistemici necessari per  il benessere delle popolazioni e lo sviluppo sostenibile, il progetto ha gestito le acque da monte a valle permettendo di rigenerare i servizi legati all'acqua, quali umidità del suolo, ricostituzione delle falde acquifere e riduzione dei disservizi causati dall'erosione idrica e dalle inondazioni.
Grazie al concetto innovativo di gestione territoriale integrata sono stati realizzati diversi tipi di azioni, consentendo di sviluppare ulteriormente sia la gestione sostenibile delle acque e di altre risorse naturali ad essa collegata (principalmente suolo e vegetazione), sia la produttività.

Campo di cipolle Uno degli interventi del Progetto è stato quello di sostenere nelle valli la coltivazione delle cipolle, che oggi vengono vendute in tutta la regione, aiutando l'intera economia della zona. Ciò è stato possibile grazie al trattamento preventivo degli altopiani e dei versanti.
Foto Aerea della valle In questa foto si può vedere l'intervento del Progetto nella fissazione delle dune di sabbia.
Foto aerea di una collina riforestata Foto di intervento di riforestazione effettuato dal Progetto. Il trattamento dei versanti rocciosi viene assicurato scavando delle buche (tranchées) dove vengono piantati gli alberi. Le buche facilitano l'infiltrazione ed evitano che l'acqua defluisca troppo velocemente a valle.
Foto di intervanto sull'altopiano Gli altopiani sono i primi ad essere trattati. La foto mostra la realizzazione di una dighetta in terra (banquette di plateau) che permette di trattenere l'acqua della pioggia. La parte a monte della banquette è seminata con specie erbacee appetibili per il bestiame e degli alberi sono piantati lungo la dighetta. Questi interventi sono detti silvo-pastorali.
Foto di riforestazione sulle pendici La foto mostra un tipo di intervento realizzato sulle pendici della valle (glacis), precedentemente rese improduttive dall'erosione eolica e idrica. Le dighette di pietre (banquettes) permettono l'infiltrazione e riducono il ruscellamento, rendendo di nuovo fertile il terreno. Le acacie piantate lungo la dighetta fissano l'azoto, producono foraggio e sottoprodotti forestali di alto valore come la gomma arabica. Inoltre fissano CO2. A Keita sono stati piantati più di 20 milioni di alberi.
Spaccato del versante Attraverso questa immagine si può capire l'approccio integrato del progetto nel trattamento dei bacini versanti dall'altopiano sino alla valle.
Il Progetto Keita Questo video presenta come il progetto sia intervenuto in un contesto drammatico di povertà e degradazione ambientale, riuscendo a invertire un processo che si pensava irreversibile.

Nella zona di Keita le piogge sono scarse, concentrate nei tre mesi estivi, mentre nel resto dell’anno il territorio è secco e polveroso. Prima della siccità del 1972, l’altopiano e i versanti della valle erano coperti da foreste di gommiers (Acacia Senegal e Seyal) e da grandi gao (Acacia Albida). A seguito delle siccità la vegetazione è scomparsa e le piogge, rare ma intense, hanno scavato profondi calanchi portando a valle il sottile strato fertile che ricopriva l'area a monte.
In queste condizioni l’agricoltura è povera, come gli agricoltori. Anche gli allevatori ne hanno risentito, assistendo una diminuzione delle risorse necessarie alla sopravvivenza del bestiame.
La diminuzione delle risorse ha provocato forti conflitti tra pastori e agricoltori, in un’area che costituisce la transizione tra mondo agricolo e pastorale. La carestia e i conflitti portarono a grandi migrazioni stagionali o permanenti dei giovani verso le città o i paesi costieri, causando l'abbandono delle terre.

Il deserto che avanza La desertificazione e le due grandi siccità del 1972 e del 1984, che hanno portato all'abbandono dei campi da parte dei contadini e una forte migrazione verso zone più fertili.
Il deserto che avanza Anche l'allevamento ha risentito dell'avanzamento del deserto, scatenando forti conflitti tra pastori ed agricoltori.
Il deserto che avanza Le piogge rapide e violente non erano assorbite dal terreno, che lentamente si erodeva aiutando l'avanzata del deserto e la degradazione anche dei suoli più fertili nella valle. I forti venti, non trovando ostacolo nella vegetazione, trasportavano la sabbia che si accumulava in dune semoventi.
Progetto Keita: contesto e avvio Questo video racconta la situazione drammatica di desertificazione che coinvolgeva, come tutta l'area del Sahel, anche il Niger. Grazie a una stretta collaborazione tra la FAO e la Cooperazione Italiana, unite dal Progetto Keita, e grazie alla partecipazione attiva della popolazione locale, uno sforzo enorme è stato compiuto per fermare il processo di desertificazione e per rendere di nuovo coltivabili terreni ormai inariditi.

Nel corso degli anni il progetto Keita ha eseguito importanti interventi come il recupero di terreni agricoli e pastorali, impianti arborei (principalmente Acacie), costruzione di strade, realizzazione di pozzi e trivellazioni, ritenute collinari e briglie di spandimento, costruzione di edifici rurali e organizzazione di gruppi di base.
Oggi Keita è ricca di alberi, terre coltivabili, acqua. Le valli hanno pendici alberate e coltivate, antiche dune fissate, versanti rocciosi coperti di arbusti e piccoli alberi, e sugli altopiani pascoli e Acacie de gomma. A valle basta scavare pochi metri nel terreno sabbioso per trovare l’acqua della falda superficiale, falda che si ricarica abbondantemente perché a monte l’acqua è regimata e si infiltra nel terreno gradualmente invece di defluire velocemente a valle come prima.
I beneficiari sono divenuti membri attivi del cambiamento e oggi godono del frutto del lavoro che hanno portato avanti per anni.

Amadou e le cipolle Amadou è un agricoltore specializzato nella produzione della cipolla. Il suo campo di poco meno di un ettaro ha un pozzo in cemento da cui estrae l’acqua con una motopompa. Il pozzo è stato realizzato con il contributo del progetto, mentre la motopompa è stata acquistata grazie alla cassa mutualistica.
Arresto della desertificazione Grazie alla regimazione delle acque superficiali ed al sostegno alle attività produttive, i campi sono tornati fertili, l'agricoltura si è sviluppata permettendo di assicurare la sicurezza alimentare delle popolazioni.
Recupero dei terreni agricoli Il primo step importante del progetto è stato quello di costruire barriere per trattenere il rapido deflusso dell'acqua, con risultati tangibili. La gestione integrata dell'acqua e della fertilità dei suoli ha permesso di rigenerare tutti quei servizi ecosistemici necessari per le popolazioni e l'ambiente.
Si coltiva la cipolla nel fondovalle La cipolla rende bene, è stata introdotta a fine anni ottanta, nel fondovalle oramai messo in sicurezza dalle piene. Keita è diventato uno dei principali poli di produzione di tutta l’Africa Occidentale, vi si produce la pregiata varietà “violet de Galmi”, esportata in tutti i paesi della sottoregione. La produzione della cipolla vede coinvolti mediamente circa 1.500 nuclei familiari distribuiti in più di 80 villaggi.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Alberi, strumento fondamentale per la lotta alla desertificazione Questo articolo si focalizza sul ruolo della riforestazione nella lotta alla desertificazione ed in particolare degli interventi di riforestazione integrati con l'agricoltura e l'allevamento. Il ruolo dell'albero è vitale per l'uomo e per la biodiversità.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Approccio del progetto Keita Brochure esplicativa sul progetto Keita, che si concentra sull'approccio fisico e partecipativo, sulle questioni di genere, sull'agricoltura sostenibile e lo sviluppo rurale.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Impatto su ambiente e sviluppo di 20 anni di lotta alla desetificazione Questo è uno dei diversi studi realizzati negli anni sui risultati del Progetto Keita, non solo da un punto di vista strettamente ambientale, ma soprattutto in una ottica di sviluppo sostenibile..
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Le filiere cipolla e pomodoro come asse strategico di sviluppo Questo paper presenta la scelta strategica di investire nell'orticoltura per contribuire alla sicurezza alimentare e colmare il deficit cerealicolo che si aggrava a causa della pressione demografica.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Lezioni apprese Questo report di USAID (agenzia di sviluppo degli Stati Uniti) mostra come la comunità internazionale si sia interessata all'esperienza di Keita. Il report è basato su osservazioni, interviste e discussioni condotte in un periodo di tre settimane nel 1996.

A Keita tutti i gruppi sociali hanno beneficiato in un modo o nell'altro del progetto: dagli operai che hanno realizzato le opere, alle donne che hanno avuto assegnato un orto, ai pastori che possono abbeverare il bestiame ai laghi collinari, ai produttori di cipolla nel fondovalle.
Inoltre, il progetto ha formato migliaia di contadini all’impiego di tecniche agricole e forestali più appropriate, ha formato personale specializzato nella protezione delle colture e del bestiame, operatori di pronto soccorso, levatrici, specialisti della nutrizione, volgarizzatori, meccanici, tecnici e lavoratori qualificati o semi qualificati.
Il credito è stato uno degli elementi chiave per stimolare la produzione e aiutare gli agricoltori a superare periodi difficili dovuti a siccità o alterazioni delle condizioni di mercato. La “Mutuelle” di Keita è ancora oggi motore dello sviluppo della regione, a quindici anni dalla sua creazione.

Campo di cipolle Un campo di cipolle nelle valli della regione di Keita. I produttori di cipolla si sono specializzati nel tempo raggiungendo oggi un grado di professionalità tale da concorrere efficacemente con la loro produzione su tutti i mercati dell'Africa occidentale. La "violet de Galmi" è un ecotipo locale selezionato negli anni dai produttori stessi, che producono da soli la semente attraverso un processo rigoroso di selezione.
Panoramica sui capi di cipolla La coltivazione della cipolla è diventata un asse portante dell'economia della zone di Keita. Grazie alle conoscenze acquisite, alla rete commerciale ed alla qualità del prodotto, la cipolla di Keita si impone a migliaia di chilometri di distanza sulle produzioni locali di Burkina Faso, Nigeria, Ghana, Costa d'Avorio, Togo e Benin.
Raccolta acqua da un pozzo L'immagine mostra l'estrazione dell'acqua da un pozzo tradizionale. Grazie al Progetto Keita, sono stati scavati centinaia di pozzi moderni per l'agricoltura e per l'uso umano e pastorale. Senza la regimazione delle acque a monte questi pozzi non sarebbero alimentati dalla falda.
Scolarizzazione L'approccio integrato non si è limitato alle realizzazione di opere a carattere produttivo. La popolazione di Keita beneficia oggi di infrastrutture scolari, sanitarie ed economiche che sono alla base dello sviluppo socio-economico.
Innovazione e tradizione Questo video girato nel 2007 dimostra un metodo semplice ma molto efficace per irrigare i campi di cipolla, reso possibile grazie alla costruzione di pozzi. L'innovazione è il pozzo cementato, mentre il sistema di estrazione e di irrigazione sono tradizionali.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Brochure del progetto Keita Questa brochure, realizzata dalla FAO negli anni 90 presenta oltre che gli interventi, i beneficiari degli interventi e come essi abbiano partecipato a realizzarli.

Durante i suoi 30 anni di durata, il progetto Keita ha coinvolto un ampio numero di persone, con profili e competenze diversi. La rinascita delle valli è stata possibile grazie alla volontà di Renato Carucci, primo capo progetto a Keita e delle decine di agronomi, forestali, pastoralisti, idrologi, esperti di sviluppo della FAO, delle Università e dei Centri di Ricerca italiani e nigerini che negli anni hanno prestato il loro contributo.
Ma il vero motore del progetto è stata la popolazione locale. Fin dall’inizio gli agricoltori e gli allevatori della zona sono stati costantemente coinvolti nelle decisioni ed hanno partecipato attivamente alla pianificazione e alla realizzazione degli interventi. Il progetto è stato particolarmente rivelatore del ruolo primario delle donne per il riequilibrio ecologico e la riqualifica del territorio. Le donne sono le principali protagoniste dell’associazionismo, di numerose attività remunerative come l’orticoltura, l’allevamento, la frutticoltura. 

Agricoltore Questa foto, scattata da Enrico Blasi nel 2007 riassume tutto l'eroismo di questi contadini che quotidianamente affrontano condizioni climatiche ed ambientali avverse per assicurare un futuro migliore ai loro figli.
Donna con talea Il progetto è stato particolarmente rilevante il del ruolo primario della donna nella lotta contro la desertificazione, per il riequilibrio ecologico e la riqualifica del territorio. Le donne sono le principali protagoniste dell’associazionismo, di numerose attività remunerative come l’orticoltura, l’allevamento, la frutticoltura.
Mezze lune sull'altopiano Scavare il terreno compattato dal vento e dalla pioggia sotto il solo cocente non è affar da poco. le donne di Keita hanno trasformato con la loro fatica e irrigato con il loro sudore questa terra povera, tanto povera che sembrava persa.
Riunione per la gestione dei lavori nei capi La partecipazione al Progetto Keita della popolazione locale è stato senza dubbio uno dei fattori fondamentali per il raggiungimento dei risultati.
Keita racconta Questo video, realizzato da Maurizio Tiepolo ed Evandro Costa del Politecnico di Torino, propone interviste a vari attori che hanno partecipato all'esperienza di Keita. Il video presenta sinteticamente i principali interventi realizzati dal Progetto fino al 2007 per bloccare il processo di desertificazione e sostenere lo sviluppo rurale.

Il progetto ha incontrato numerose difficoltà, che via via sono state affrontate adattando l'approccio di implementazione alla realtà territoriale.
La questione fondiaria è stata uno dei principali ostacoli. Infatti, il progetto è intervenuto in un periodo di radicale cambiamento nella gestione della terra. Le grandi siccità avevano destabilizzato i meccanismi tradizionali, lasciando grandi superfici improduttive e abbandonate. La scarsità di risorse ha generato una maggior competizione per l’accesso alle terre più fertili, portando a conflitti tra gli agricoltori. Per risolvere il problema sono stati creati quadri di consultazione che agissero sull'utilizzazione e la gestione degli investimenti attraverso l'applicazione della giurisdizione esistente, combinata con il rafforzamento  degli attori. Questo approccio innovativo ha posto la comunità di base e i produttori stessi al centro del processo di sviluppo, in modo da diventare loro stessi protagonisti del cambiamento.

Erosione La desertificazione e le piogge brevi ma intense portano all'erosione dei terreni. Per ridurre tali disservizi ecosistemici è necessario effettuare interventi di regimazione da monte a valle e di rimboscamento.
Erosione idrica Le pendici degli altopiani (glacis) erano diventati completamente improduttivi a causa dell'erosione e della compattazione dello strato superficiale del suolo.
Giganti secchi Prima della grande siccità del 1972, l’altopiano ed i versanti della valle erano ancora coperti da foreste di gommiers (Acacia senegal e seyal) punteggiate da grandi gao (Acacia albida). Ma poi le siccità hanno distrutto la vegetazione e le piogge, rare ma intense, hanno progressivamente scavato profondi calanchi portando a valle il sottile strato fertile che ricopriva l’altopiano ed i versanti, divenuti spogli e rocciosi.
Il deserto che avanza Quando le risorse diventano scarse agricoltori e pastori entrano in conflitto, soprattutto in un’area come quella di Keita, che costituisce la transizione tra mondo agricolo e pastorale
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Mappa dellen aree pastorali nella valle di Keita La mappatura delle aree a diversa vocazione è stato uno degli elementi per risolvere i problemi fondiari ed i conflitti tra i vari utilizzatori delle risorse. Questa mappa mostra le aree di pascolo, i punti d'acqua e i corridoi di passaggio del bestiame. La delimitazione di questi elementi sul territorio e la sensibilizzazione sia degli allevatori che dei contadini a rispettarli, permette al bestiame di spostarsi tra le varie aree ed ai contadini di proteggere i loro raccolti dalla divagazione.

Il principale impatto ambientale del progetto è stato di ristabilire i servizi ecosistemici necessari per il benessere delle popolazioni. L'impatto del progetto Keita è stato monitorato grazie a un'analisi multi-temporale della copertura del suolo. Nel 1984, a seguito della siccità, le foreste scomparvero completamente degli altipiani. Dal 1984 a oggi, grazie al progetto è stato possibile osservare un progressivo recupero della vegetazione, che ha visto un incremento del 300% dei boschi e una riduzione delle steppe arbustive del 30%. Inoltre si è osservato un aumento evidente delle superfici agricole, di circa l'80%, derivati dalla coltivazione di larghe aree degradate (diminuite di circa il 70%) e da interventi di recupero su un'area di circa 12.000 ettari. Il progetto ha anche permesso di stoccare ingenti quantità di CO2 sia nel suolo che negli interventi forestali e ha sostenuto questa tendenza controllando e mitigando la pressione umana sulle risorse naturali.

Acacie da gomma L'Acacia seyal, insieme alla più pregiata Acacia senegal produce gomma arabica, che negli ultimi anni è molto richiesta sul mercato per la produzione di prodotti alimentari e cosmetici
Formazioni alberate Grazie al progetto è stato possibile osservare, oltre ai rimboschimenti, un progressivo recupero della vegetazione naturale, che ha visto un incremento del 300% delle formazioni alberate ed una riduzione delle steppe arbustive degradate del 30%.
Interventi agro-silvo-pastorali Integrare interventi a scopi diversi è stato un'elemento chiave per la sostenibilità ambientale. Questa banquette di pendice offre acqua di infiltrazione agli alberi, foraggio aereo agli animali e terreno fertile all'agricoltore (fissazione dell'azoto dalle acacie e letame animale)
Partecipazione e protezione delle risorse recuperate L'approccio partecipativo adottato dal progetto ha permesso l'appropriazione da parte delle popolazioni degli interventi. Solo attraverso una gestione locale e partecipata delle risorse si può sperare di renderle durabili nel tempo. Infatti laddove gli interventi non sono stati trasferiti alla gestione locale si è osservato il più elevato tasso di mortalità o degrado.
Terreni agricoli e pastorali Si è osservato un aumento evidente delle superfici agricole, di circa l'80%, derivati dalla sostituzione di larghe aree di pascolo degradato (diminuite di circa il 70%) e interventi di recupero dei campi su un'area di circa 12.000 ettari.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Keita: laboratorio per la lotta contro la desertificazione in Niger Poster esplicativo sugli interventi del Progetto Keita per la lotta contro la desertificazione.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Monitoraggio ambientale a lungo termine e pianificazione a Keita, Niger Lezione tenuta al Politecnico di torino sulle attività di monitoraggio ambientale a Keita e sugli impatti positivi del recupero ambientale sulle produzioni agropastorali
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Monitoraggio delle dinamiche ecosistemiche delle terre aride La disponibilità di una lunga serie di dati e informazioni ambientali e socioeconomici hanno reso possibile il monitoraggio dell'ecosistema attraverso indicatori basati sia sui dati presi sul campo si sui modelli di simulazione. Intervento presentato alla Conferenza internazionale sulle terre aride, Tunisi, 2006
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Progetto Keita: un modello appropriato per lo sviluppo sostenibile Questo studio è stato presentato nel 2002 alla Summit Mondiale di Johannesbourg. Lo studio presenta il ruolo del Progetto Keita nella prospettiva delle 3 Convenzioni delle nazioni Unite sulla Desertificazione, sui Cambiamenti Climatici e sulla Diversità Biologica (UNCCD, UNFCCC, UNCBD).

Keita è stato il primo progetto integrato realizzato su larga scala in Niger. Una generazione di agronomi, geologi, geografi e di ambientalisti è cresciuta studiando l'Esperienza Keita. Questi studenti sono diventati giovani professionisti e amministratori o dirigenti di organizzazioni pubbliche e private. Hanno preso ispirazione da questa entusiasmante esperienza per la progettazione e l'implementazione di nuovi progetti. Finora sono state sviluppate molte altre iniziative (GTZ, JICA, ecc), tra cui un esempio molto interessante è stato il Progetto del Presidente Tandja. Tandja era governatore regionale dei Tahoua durante la prima fase dell'Esperienza Keita ed ha contribuito attivamente al successo del progetto. Quando Tandja è diventato Presidente della Repubblica, ha lanciato un progetto nazionale chiaramente ispirato all'Esperienza Keita per promuovere in tutto il paese le tecniche sperimentate a Keita.

../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Filiera della cipolla nella'Africa dell'Ovest Questo paper presenta lo studio comparato delle filiere cipolla del Niger e del Benin. Lo studio mostra come anche a migliaia di chilometri di distanza la cipolla di Keita sia concorrenziale sui mercati con le produzioni locali grazie alle conoscenze dei produttori, al sistema di commercializzazione ed alla qualità del prodotto.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Problematiche territoriali e gestione pastorale Studio scientifico sulle problematiche legate al territorio e la gestione pastorale tra decentralizzazione e sviluppo locale: il caso di Keita in Niger.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Progetto Keita: un modello appropriato per la lotta alla desertificazine Presentazione alla UNCCD CRIC3 di Bonn nel maggio del 2005..
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Raccolta di schede tecniche Questa raccolta di schede tecniche, realizzato dal Ministero dell'Agricoltura del Niger, sulla gestione delle risorse naturali e le produzioni agro-silvo-pastorali valorizza i risultati di 30 anni di sperimentazione fatta a Keita. Infatti molte delle pratiche proposte sono state provate, affinate o proprio inventate a Keita.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Sistema d'informazione Ambientale di Keita Questa presentazione illustra il Sistema d'Informazione Ambientale sul sito di Keita per la valutazione e il monitoraggio scientifico degli interventi. Keita è stato identificato come uno dei siti della rete ROSELT per la lotta contro la desertificazione nel Sahel.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Valutare la sostenibilità dello sivluppo Questo Rapporto si basa sull'utilizzo dei dati contenuti nel sistema d'Informazione Ambientale di Keita per fare una valutazione della sostenibilità degli interventi realizzati secondo tre assi principali: produzioni agricole, produzioni forestali e produzioni pastorali.

Nel corso degli anni si è voluto comunicare al meglio i risultati raggiunti dal progetto, attraverso:

  • Un Side Event al Johannesburg World Summit on Sustainable Development, Agosto 2002;
  • The Future of Drylands Conference, Tunis, June 2006, uno dei principali eventi dello "United Nations International Year of Deserts and Desertification" (UNESCO).
  • Iniziative e seminari su Keita nelle università italiane come il Politecnico di Torino, La Sapienza di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Università di Firenze e l'Accademia dei Georgofili a Firenze;
  • K_LAB - INTERACTING ON THE REALITY INTERFACE, 2008, MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Sapienza Università di Roma, Italia (http://artprojectk.blogspot.it/);
  • Africa-Brazil art and Transnational Processes, 2014, São Paulo, Brasile (http://site.videobrasil.org.br/en/news/1776673)
  • Pubblicazioni tecniche e scientifiche;
  • 239 risultati su Google per "Keita Integrated Project";
  • 3280 risultati su Google per "Projet Intégré Keita".
Brochure Mostra “K_”, di César Meneghetti Dall'8 marzo al 6 aprile, nel quadro del Paço dass Artes a San Paolo, Brasile si è tenuta la mostra di César Meneghetti. http://www.pacodasartes.org.br/eventos-e-acoes-de-formacao/k__cesar_meneghetti.aspx
Cartolina di K_Lab Per la promozione dei filmati di Cesar Meneghetti sull'Esperienza di Keita
Poster mostra fotografica La mostra fotografica degli scatti che Enrico Blasi ha fatto a Keita è stata ospitata nella cornice dell'Accademia dei Georgofili a Firenze dal 25 al 28 novembre 2008.
Programma del Laboratorio di Best Practice Laboratorio sullo Sviluppo Locale in Ambiente Arido, Keita Niger. L'incontro ha avuto luglio il 5 luglio 2007 al Politecnico di Torino.
Dove l'uomo ha fermato il deserto Questo video è il risultato della collaborazione tra arte e scienza nell'ambito dell'esperienza di Keita. Il cineasta brasiliano Cesar Meneghetti, accompagnato dal fotografo italiano Enrico Blasi e dall'operatore Sam Cole sono stati a Keita nel 2007 per filmare, fotografare e documentare con gli occhi dell'arte l'esperienza di Keita. Ne sono risultati questo video, delle istallazioni multimediali ed una mostra fotografica.
K1 + K2 8 channel simulation Video by César Meneghetti
K_lab interacting on the reality interface _promo Exhibition document of the exhibition K_lab - interacting on to reality interface, MLAC - Museum Laboratory of Contemporary Art, University of Rome “La Sapienza”, an art project by César Meneghetti developed with Enrico Blasi and Sam Cole and Matthew Mountford. December 2008 - January 2009
VIDEOCABINA N.2 Viedo by César Meneghetti
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Brochure Progetto Keita Brochure esplicativa sul Progetto Keita realizzata nel 2007.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Programma del Side Event al Summit di Johannesburg del 2002 Programma ufficiale del Summit Mondiale di Johannesburg
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Programma di Cooperando per la Ricerca Programma dell'evento tenutosi alla Sapienza di Roma il 26 novembre 2007.