loading

Local olive growing implemented by the supporting the olive producers of Tadla- Azilal

Luogo : morocco, Africa
Quantitative & qualitative enhancement of crop products Quantitative & qualitative enhancement of crop products
Budget totale: € 0,00 | Periodo: Da ottobre 2011 A marzo 2015

Sintesi

Obiettivo: Sviluppare la crescita del territorio tramite la modernizzazione e l’organizzazione di filiere agricole tradizionali (ulivo)
Beneficiari: produttori e braccianti agricoli della regione Tadla-Azilal
Risultati attesi: Creato un centro di servizi all’olivicoltura in grado di sostenere lo sviluppo dell’economia del territorio e la conservazione della biodiversità

Partnership

CEFA - The European Committee for Education and Agriculture - Italia

Candidato guida

CEFA è l’ONG bolognese che lavora da oltre 40 anni per vincere fame e povertà. CEFA è stato fondato a Bologna il 23 settembre 1972 grazie a Giovanni Bersani e Padre Angelo Cavagna e a un gruppo di cooperative agricole di ispirazione cristiana della provincia di Bologna. Desiderio e volontà di CEFA è che ogni uomo sia protagonista dello sviluppo, non solo economico ma di tutta la persona, per essere soggetto attivo di democrazia e di pace. CEFA fonda la propria missione sullo sviluppo delle comunità e delle istituzioni locali in paesi tra i più poveri del mondo, attraverso il miglioramento delle economie familiari e comunitarie, la valorizzazione delle risorse umane, azioni di formazione e di riconoscimento dei diritti fondamentali dell'uomo. Raggiungere l'autosufficienza alimentare e il rispetto dei diritti fondamentali sono le priorità di CEFA.

Economic Interest Groupment Zoyot Dir Beni Mellal - Marocco

Partner dell'iniziativa

Il GIE Zoyout Dir Béni Mellal si occupa di creare le interazioni tra i vari attori della filiera olivicola e le cooperative che ne fanno parte. Funziona come da anello di congiunzione tra l’agricoltore/produttore ed il mercato. Attraverso un frantoio di proprietà si prefigge di organizzare la produzione all’interno della zona geografica di riferimento e di curare tutto l’aspetto della trasformazione, stoccaggio e commercializzazione dell’olio prodotto dal cultivar autoctono picholina marocchina. Tutto ciò in funzione della richiesta di riconoscimento del marchio d’Indicazione Geografica Tipica che possa tutelare e difendere la produzione locale e darle l’opportunità di competere a livello sia nazionale che internazionale

Ministry of Foreign Affairs - Directorate General for Development Cooperation - Italia

Partner dell'iniziativa

L’organizzazione delle attività di Cooperazione allo Sviluppo, componente essenziale della politica internazionale dell'Italia, fa parte dei compiti del Ministero degli Affari Esteri (MAE), che demanda tali attività alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) che è l’organo preposto ad attuare tale politica, in attuazione della legge n.49/87. La DGCS attua le linee di cooperazione e le politiche di settore nei diversi Paesi, stabilisce rapporti con le Organizzazioni Internazionali, con l’Unione Europea e con le Organizzazioni non governative; programma, elabora ed applica gli indirizzi della politica di cooperazione e le politiche di settore tra cui sanità, ambiente e sviluppo imprenditoria locale; realizza iniziative e progetti nei Pvs; effettua interventi di emergenza e fornisce aiuti alimentari; gestisce la cooperazione finanziaria e il sostegno all’imprenditoria privata e alla bilancia dei pagamenti dei Pvs; promuove e realizza la cooperazione universitaria.

Il progetto OLIVO (Olivicoltura Locale Implementata Valorizzando gli Olivicoltori di Tadla-Azilal) intende permettere agli agricoltori della regione di intervento di migliorare i propri introiti tramite la valorizzazione delle potenzialità offerte dall’oleicoltura. In particolare il progetto prevede di creare una filiera produttiva organizzata e integrata per, a sua volta, creare le basi per la certificazione di un olio d’oliva di qualità e con caratteristiche ben distinte, basate sulla varietà locale della Picholina marocaine. Ciò permetterà di creare nuove dinamiche economiche nella regione, tramite l’accesso a nuovi mercati e una maggiore redditività.

L' innovazione principale è la trasformazione di un olio di oliva di modesta qualità da autoconsumo in una commodity di elevato valore commerciale, olio extravergine di oliva di qualità definita e certificabile della cultivar tradizionale 'Picholine marocaine'. Questo prodotto può fornire redditività al lavoro e diventare una reale alternativa alla necessità di emigrazione. L'"innovazione" è stata ottenuta: a) attraverso un previo studio dell'ambiente, del territorio e del prodotto locale; b) con l'introduzione di pratiche e tecnologie studiate per sviluppare le potenzialità delle piantagioni esistenti.
E' stato realizzato un campo sperimentale su cui collaudare le tecnologie e pratiche colturali più idonee per il minor impatto ambientale, per porre le fondamenta allo sviluppo dell'olivicoltura nel prossimo futuro, con evidenti ricadute sul livello di vita della popolazione di un territorio in cui l'olio extravergine di oliva risulterà la più elevata fonte di reddito dell'agricoltura.

Nuovo modello di frantoio Nuovo modello di frantoio
Olive Olive
Vecchi modelli di frantoio Vecchi modelli di frantoio

Nel settore agricolo la Regione del Tadla Azilal è considerata tra le zone olivicole principali del Marocco grazie sia dell’estensione delle superfici dedicate a questo tipo di coltura che alla produzione media di olive. Purtroppo, però, la coltura è realizzata secondo pratiche sorpassate e poco fruttuose. Inoltre, il settore, in generale, non è per nulla strutturato ed è caratterizzato da investimenti insufficienti e dalla mancanza di organizzazione dei produttori nella filiera agricola che va dalla piantumazione, alla difesa, per arrivare a potatura e conferimento. In questo modo l'indotto olivicolo viene disperso fuori dalla regione, con grande perdita, sia rispetto alla qualità specifica, sia rispetto alle possibilità di reddito per gli agricoltori della regione. 

Area di intervento Area di intervento
Campi e avvio al lavoro Campi e avvio al lavoro
Inizio lavorazione su terreno arido Inizio lavorazione su terreno arido

E' stato realizzato un Centro Servizi per l'Olivicoltura dotato di proprio personale ed attrezzature tecniche e con il coinvolgimento diretto degli olivicoltori locali per:
a) offrire assistenza tecnica e formazione agli agricoltori che vogliono applicare le "buone pratiche colturali";
b) utilizzare gli strumenti più idonei per la gestione delle piantagioni e delle produzioni.
Per la caratterizzazione della cv Picholine marocaine sul territorio, sono in studio le diverse fasi fenologiche in relazione agli eventi climatici; è iniziata su un minifrantoio la caratterizzazione dell'olio con l'identificazione di un definito profilo chimico, nutrizionale ed organolettico; è stato impiantato un campo sperimentale pilota di 4 ha, con un bacino di raccolta delle acque ad energia solare che provvede alle esigenze irrigue delle diverse parcelle, ponendo a confronto, accanto alla 'Picholine marocaine', due cloni definiti migliorati ma dei quali si ignorano le performances quali-quantitative.

../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Risultati sulla qualità dell'olio Risultati sulla qualità dell'olio

I beneficiari sono diversi attori economici agricoli nella regione del Tadla-Azilal: i proprietari di terreni di piccole e medie dimensioni, i “figli di agricoltori”, vera e propria categoria economica  in Marocco, i braccianti agricoli uomini e donne. I produttori e i loro figli fanno parte di 7 cooperative che compongono il GIE Zoyot Dir Beni Mellal. I loro bisogni erano legati alla scarsa produttività delle piante di olivo e alla scarsa redditività dell’attività di oleicoltura, dovute anche alla errata convinzione che l’olivo sia una pianta rustica, che non ha bisogno di interventi. Le tecniche introdotte tramite le formazioni hanno già portato ad un miglioramento quali-quantitativo della produzione, con un conseguente aumento del reddito. I braccianti avevano un problema di scarsità di domanda lavorativa. Le formazioni hanno anche permesso loro di acquisire le competenze per realizzare gli interventi proposti e di ottenere più facilmente ingaggi con un conseguente aumento del reddi

Beneficiaria alla formazione Beneficiaria alla formazione
Beneficiaria primo piano Beneficiaria primo piano
Beneficiarie al lavoro Beneficiarie al lavoro
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Lista agricoltori beneficiari per età e numero di piante Lista agricoltori beneficiari per età e numero di piante
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Lista membri cooperative GIE Lista membri cooperative GIE

Il Coordinatore di progetto, economista, si occupa della coordinazione generale, è responsabile della gestione dei fondi e delle relazioni con le istituzioni e altri organismi del territorio. L’esperta del settore agricolo, agro-zootecnica, è responsabile del coordinamento dello staff locale e della pianificazione delle attività del centro servizi (fornitura servizi e formazioni). Il supervisore agricolo locale, tecnico-agricolo, è responsabile di coordinare, affiancando l'espatriato incaricato, le attività agricole del centro servizi. L’amministrativa è responsabile per le piccole spese e la logistica e l'inventario dei beni di progetto e lavoro di segreteria. Il Direttore responsabile agrotecnico, agronomo,  dirige le attività del Centro Servizi. La responsabile marketing, agronoma, è responsabile di dare visibilità al Centro Servizi e trovare strategie di mercato per la commercializzazione del prodotto. Infine un trattorista e 3 operai assicurano la fornitura dei servizi ai produtto

Gianpiero, responsabile amministrativo ed economico Gianpiero, responsabile amministrativo ed economico
Paola, responsabile paese Paola, responsabile paese
Sofia, responsabile di campo Sofia, responsabile di campo
../file-system/small/docx ../file-system/small/docx Organigramma Organigramma CEFA Marocco

Una delle difficoltà principali è stata la collaborazione con i diversi attori del territorio.  Il coinvolgimento delle istituzioni è stato molto limitato. É stato inoltre necessario cambiare il partner a causa della scarsa affidabilità di quello previsto inizialmente. Ciò ha comportato notevoli modifiche del progetto, rispetto soprattutto alla disponibilità di terreni per la realizzazione delle parcelle sperimentali. Il nuovo partner, infatti, il GIE Zoyot Dir Beni Mellal, non dispone di terreni di sua proprietà adatti. É stato necessario affittare una parcella ad un privato con notevole difficoltà a causa della rarità di atti di proprietà registrati. Per le parcelle olivetate, ogni cooperativa del GIE ne ha messa una a disposizione. Altre difficoltà sono legate alla mentalità dei produttori, restii al cambiamento e non pronti a seguire le buone pratiche con continuità e metodicità. Per tutti questi aspetti il coinvolgimento e la concertazione con il GIE è sempre stata la soluzione.  

Cattive abitudini di stoccaggio Cattive abitudini di stoccaggio
Lentezza e resistenza al cambiamento Lentezza e resistenza al cambiamento
Vecchi modi di coltivazione e raccolta Vecchi modi di coltivazione e raccolta

Il nuovo oliveto sperimentale, realizzato al centro della piana cerealicola caldo arida di Tadla Azilal, è stato modellato per ottenere a regime una produttività media di 1 t olio/ha, grazie ad una migliorata efficienza nell'uso dell'energia radiante e del suolo (30-35.000 m3 di vegetazione con elevato rapporto superficie/volume delle chiome), con un dispendio idrico ridotto, grazie all'impianto di irrigazione a goccia che fornisce quantità di acqua per pianta di olivo misurata sul deficit idrico in condizioni di stress controllato. La fornitura idrica è assicurata dall'acqua di falda accumulata in un bacino mediante elettropompe alimentate da energia rinnovabile (pannelli solari). L'impianto mira a valorizzare un terreno marginale per struttura e caratteristiche fisico-chimiche con opportune tecniche di gestione (in particolare inerbimento) con conseguente accumulo di sostanza organica nel suolo, ma anche contribuendo alla cattura di un gas inquinante (anidride carbonica).

Confezionamento e stoccaggio corretto Confezionamento e stoccaggio corretto
Limitazione all'uso abbondante di pesticidi Limitazione all'uso abbondante di pesticidi
Recupero e smaltimento sansa Recupero e smaltimento sansa

La sostenibilità è assicurata dal fatto che il progetto ha operato nella direzione della massima assunzione di responsabilità e la partecipazione del partner di progetto/beneficiario, il GIE, che già partecipa alle decisioni strategiche. Alla fine del progetto, il GIE prenderà in carico la gestione del Centro Servizi. La sostenibilità economica è assicurata dal fatto che il Centro Servizi fornisce servizi a pagamento. I prezzi proposti sono stati calcolati per permettere di coprire i costi dopo la fine del progetto. È da sottolineare che le formazioni agricole e tutte le attività di visibilità sono da considerarsi anche come un mezzo per divulgare l’informazione circa i servizi che saranno offerti a pagamento, assicurando già da ora un bacino di utenti molto ampio. Inoltre, per il trasferimento delle informazioni, si è deciso di puntare sulla giovane generazione (la categoria dei “figli di agricoltori”) per favorire l’adozione di nuove tecniche.  Il modello adottato è perfettamente rep

../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Brochure a Brochure di progetto parte a
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Brochure b Brochure di progetto parte b

Il progetto ha realizzato uno studio che verte sull’influenza delle pratiche culturali e del processo di triturazione sulla produzione e la qualità dell’olio d’oliva nella regione del Tadla Azilal. L’obiettivo è di far comprendere che la qualità dell’olio d’oliva dipende dalla corretta applicazione delle buone pratiche agronomiche attraverso la gestione della pianta, del suolo e dei processi di trasformazione. La qualità, inoltre, rappresenta il pilastro nella filiera dell’olio sia per la concorrenza e competizione nel mercato, sia per la salute. Lo studio sarà presentato al GIE, alle autorità e agli agricoltori. La disseminazione toccherà anche il tema della caratterizzazione del cultivar Picciolina marocchina che presenta molte potenzialità e la cui coltivazione si vorrebbe promuovere in vista della creazione di un prodotto di qualità e con caratteristiche distintive peculiari. Lo scopo finale sarebbe l’ottenimento di una certificazione per indicazione geografica tipica. 

Pannello sui progetti Pannello sui progetti
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Brochure CSO Brochure CSO