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Promotion of sustainable agriculture systems with reduced environmental impact in Bosnia and Herzegovina

Luogo : bosnia-herzegovina, Europe
Quantitative & qualitative enhancement of crop products Quantitative & qualitative enhancement of crop products
Budget totale: € 2.549.224,00 | Periodo: Da dicembre 2004 A agosto 2009

Sintesi

Il progetto mirava alla promozione, introduzione e diffusione di un sistema di produzione agricola sostenibile ed a ridotto impatto ambientale, in Bosnia Erzegovina. E’ stato ottenuto un  miglioramento dei servizi forniti agli agricoltori e lo sviluppo di una filiera organizzata che ha garantito un valore aggiunto per le 150 famiglie coinvolte, appartenenti ai 3 gruppi etnici che presenti in Erzegovina. La creazione di una agenzia di certificazione biologica riconosciuta da IFOAM ha permesso lo sviluppo di un'agricoltura a basso impatto ambientale in altre aree del Paese. La creazione di un servizio di assistenza tecnica e di formazione sulle coltivazioni a ridotto impatto ambientale ha avuto l’effetto di costituire altri gruppi informali di produttori e raccoglitori, con un sensibile aumento del reddito sia per le famiglie direttamente coinvolte nel progetto sia per altri beneficiari indiretti.

Partnership

Ministry of Foreign Affairs -Directorate General for Development Cooperation - Italia

Candidato guida

L’organizzazione delle attività di Cooperazione allo Sviluppo, componente essenziale della politica internazionale dell'Italia, fa parte dei compiti del Ministero degli Affari Esteri (MAE), che demanda tali attività alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) che è l’organo preposto ad attuare tale politica, in attuazione della legge n.49/87. La DGCS attua le linee di cooperazione e le politiche di settore nei diversi Paesi, stabilisce rapporti con le Organizzazioni Internazionali, con l’Unione Europea e con le Organizzazioni non governative; programma, elabora ed applica gli indirizzi della politica di cooperazione e le politiche di settore tra cui sanità, ambiente e sviluppo imprenditoria locale; realizza iniziative e progetti nei Pvs; effettua interventi di emergenza e fornisce aiuti alimentari; gestisce la cooperazione finanziaria e il sostegno all’imprenditoria privata e alla bilancia dei pagamenti dei Pvs; promuove e realizza la cooperazione universitaria.

Association of Citizens for Rural Development and Environmental Protection - Bosnia-Erzegovina

Partner dell'iniziativa

Organizzazione produzione e assistenza tecnica a 100 produttori di frutta e ortaggi biologici dei 3 gruppi etnici da gran parte della Erzegovina. Lavorazione, confezionamento e commercializzazione di frutta ed ortaggi dei soci: nel 2013 350 ton commercializzate. Produzione di sciroppi naturali di melograno selvatico, salvia, sambuco e ciliegie amarene con la collaborazione di 100 raccoglitori. Produzione, valorizzazione e commercializzazione di prodotti tradizionali locali: fichi essiccati, marmellata di fichi di 60 produttori, soprattutto donne. Partecipazione a fiere specializzate nazionali ed internazionali: Terra Madre a Torino, Sial a Parigi, Novisad in Serbia, Terra Madre in Bulgaria e Croazia, fiere biologiche in Bosnia Erzegovina, Sarajevo Holiday Market. Membro di Associazione produttori biologici della Federazione e Associazione Okusi Hercegovina a Mostar. Ha certificazione biologica, HACCP e in corso di ottenimento del certificato Global Gap e standard ISO.

CEFA - The European Committee for Education and Agriculture - Italia

Partner dell'iniziativa

CEFA è l’ONG bolognese che lavora da oltre 40 anni per vincere fame e povertà. CEFA è stato fondato a Bologna il 23 settembre 1972 grazie a Giovanni Bersani e Padre Angelo Cavagna e a un gruppo di cooperative agricole di ispirazione cristiana della provincia di Bologna. Desiderio e volontà di CEFA è che ogni uomo sia protagonista dello sviluppo, non solo economico ma di tutta la persona, per essere soggetto attivo di democrazia e di pace. CEFA fonda la propria missione sullo sviluppo delle comunità e delle istituzioni locali in paesi tra i più poveri del mondo, attraverso il miglioramento delle economie familiari e comunitarie, la valorizzazione delle risorse umane, azioni di formazione e di riconoscimento dei diritti fondamentali dell'uomo. Raggiungere l'autosufficienza alimentare e il rispetto dei diritti fondamentali sono le priorità di CEFA.

Il superamento delle divisioni che si erano verificate nel corso del conflitto nei Balcani negli anni novanta, attraverso lo sviluppo di una filiera agro-industriale di prodotti biologici e a basso impatto ambientale è stato il primario obiettivo del progetto: ciò è avvenuto attraverso la "messa in comune di esperienze agricole precedenti" e l'aggiornamento e formazione di agricoltori che sono stati trasformati in imprenditori agricoli associati.

La novità è stato lo "sfruttamento" in termini positivi di un risultato negativo causato dal lungo conflitto che ha colpito i Balcani ed in particolar modo la Bosnia Erzegovina: i terreni per lunghi anni non sono stati coltivati rendendo così possibile l’introduzione di tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale con lo scopo finale della costituzione di una filiera biologica certificata. Congiuntamente, attraverso la costituzione di un’associazione di produttori appartenenti ai tre gruppi etnici si è intervenuto sulle tematiche della risoluzione dei conflitti e della riconciliazione, che partendo dalla condivisione di tecniche e risultati produttivi potesse condurre ad una pacificazione sociale.

Ispezione biologica Attività di controllo e verifica del rispetto degli standard di produzione biologica certificata in un appezzamento per la produzione di fragole

La Bosnia Erzegovina è stata oggetto negli anni novanta di una cruenta guerra civile. La popolazione rientrata stabilmente nelle aree rurali e quella rientrante era pronta per intraprendere professionalmente l'attività agricola anche se, prima del conflitto, la sua maggioranza non era impiegata a tempo pieno in questo settore. Le distruzioni causate dalla guerra delle strutture produttive industriali e la carenza d’interventi tesi allo sviluppo economico dell’area non aiutavano all'atto della ideazione del progetto a ridurre le tensioni ancora presenti tra i diversi gruppi etnici. Prima della guerra  il cantone di Mostar era a prevalente vocazione industriale e di servizi (circa il 90% della forza lavoro era impiegata in questi due settori); l’agricoltura aveva un’importanza notevole nella parte meridionale del Cantone, in cui erano prodotti frutta e vegetali destinati non solo al mercato locale.  

Terreno vergine Appezzamento di terreno non coltivato destinato alla produzione di ortaggi biologici

La costituzione dell’Associazione di Cittadini per lo Sviluppo Rurale e la Tutela dell’Ambiente ECOLINE di Mostar è il risultato del percorso di costituzione di un centro servizi per l’agricoltura biologica (CESAB) con l’obiettivo di fornire: servizi tecnici di assistenza e di consulenza tecnica, commercializzazione dei prodotti agricoli conferiti dai produttori membri, acquisto all’ingrosso e vendita al dettaglio di prodotti e presidi per l’agricoltura, meccanizzazione agricola e trasporti, gestione del fondo per le anticipazioni colturali, altri servizi tecnico commerciali e legali. E’ stato costruito un centro di stoccaggio, confezionamento e commercializzazione che consente di trasformare parte dei prodotti in sciroppi e marmellate. Infine è stato istituito un Sistema di Controllo e Certificazioni delle produzioni integrate e biologiche introdotte: ciò ha portato alla formazione di tecnici qualificati e alla sensibilizzazione sui temi della produzione agricola sana e sostenibile.

Assistenza tecnica Preparazione del terreno per le attività produttive
Sciroppi di Erzegovina Sciroppi di melagrano selvatico e di salvia prodotti da Ecoline

150 famiglie di diversi gruppi etnici hanno avuto la possibilità di organizzarsi e riunirsi in una Associazione (Eco line); molte di queste famiglie (profughi rientrati ), che prima del conflitto non erano impiegate a tempo pieno in agricoltura, necessitavano di un percorso di professionalizzazione per sviluppare la filiera della coltivazione biologica. Eco line fornisce ai propri membri servizi tecnici, amministrativi, commerciali e provvede alla trasformazione dei prodotti freschi in sciroppi e marmellate. Ciò ha portato i soci  ad essere non solo fruitori di servizi ma soggetti partecipanti allo sviluppo di un modello di agricoltura attenta all’ambiente ed in generale allo sviluppo della filiera agro-alimentare nell’area interessata dal progetto. Inoltre, benefici si sono avuti sull’intera comunità della regione a seguito della maggiore sensibilità sulle tematiche della produzione biologica ed integrata e sulla crescita delle competenze tecniche diffuse.

Confezionamento Prova di confezionamento di patate biologiche per testare la linea installata presso il magazzino di Vrapcici

Le persone coinvolte sono state: 8 cooperanti tra coordinatore di progetto, responsabile commercializzazione e credito, animatore di organizzazioni professionali agricole, agronomo per attività biologica e agro-economista. 12 tirocinanti (studenti e tesisti) del corso di Laurea in Sviluppo economico e Cooperazione Internazionale della Facoltà di Economia dell’Università di Firenze. 2 consulenti di ICEA per la formazione del personale di progetto sulla Certificazione Biologica e 8 consulenti italiani per i seguenti temi: business plan dell’associazione, analisi della consistenza ambientale del progetto, realizzazione di un sistema informativo territoriale GIS, valutazione della sostenibilità economica della filiera produttiva implementata. Infine, hanno contribuito alla realizzazione del progetto 19 tecnici e amministrativi locali: agronomi, addetti alla commercializzazione e logistica, tecnici agricoli, amministrativi e legali.

Formazione biologica Sessione di formazione agli agronomi sulle procedure di certificazione biologica da parte di Organska Kontrola, agenzia accreditata IFOAM

La presenza in molte aree rurali interessate dalle attività del progetto di campi minati ha obbligato il progetto ad interagire con i soggetti responsabili della identificazione e sminamento dei terreni a rischio: il risultato della assenza di incidenti dovuti ad esplosione di mine è stato raggiunto anche grazie alla collaborazione della popolazione residente che ha fornito indicazioni sulla possibile presenza di campi minati nelle aree di rientro dei gruppi etnici minoritari. La iniziale diffidenza tra i beneficiari dei diversi gruppi etnici che all’inizio del progetto ha causato problematiche nella implementazione delle attività è stata superata attraverso la costante attività di capacity building svolta da parte del personale di progetto e attraverso le molte attività di formazione e aggiornamento tecnico che prevedevano la partecipazione congiunta di tutti i beneficiari.

Linea di confezionamento Linea di confezionamento per prodotti orticoli

La opportunità di produrre ortaggi e frutta biologica data dalla disponibilità di terreni non coltivati da anni e quindi privi di residui chimici, ha consentito di sviluppare una attenzione verso le produzioni sostenibili a basso impatto ambientale introducendo la filiera del biologico che garantisce il non utilizzo di concimi e prodotti fitosanitari di sintesi chimica. Inoltre, la realizzazione di una unica struttura per il ricevimento , la trasformazione e lo stoccaggio di prodotti freschi e trasformati ha permesso la razionalizzazione dei consumi energetici e la riduzione degli scarti. Le campagne di sensibilizzazione sull’uso di prodotti naturali e derivanti da coltivazioni biologiche ha incrementato la sensibilità generale della popolazione sulle tematiche ambientali.

Fiera della ciliegia Ecoline tra i partner del VIII Fiera della Ciliegia
Prodotti biologici Patate e cipolle con certificazione biologica

Il progetto ha avuto molti punti di forza che consentono un percorso di sostenibilità con ripercussioni profonde sulla filiera di produzione-commercializzazione di prodotti agricoli, biologici e convenzionali: miglioramento dei servizi forniti agli agricoltori e sviluppo di una filiera organizzata che garantisca un valore aggiunto per i produttori. Il modello associativo fornito dal progetto, che coinvolge 150 soci appartenenti ai 3 diversi gruppi etnici, può essere stimolo ad una integrazione reale che passi da un piano commerciale ad un piano sociale. La collaborazione delle istituzioni locali è sintomo della consapevolezza acquisita di avere un sistema di produzione e commercializzazione che garantisca ai residenti delle aree rurali un reddito adeguato. La sensibilità dimostrata dai beneficiari e dalle istituzioni pubbliche conferma come il percorso compiuto abbia portato al potenziamento del settore agricolo in un’area produttiva con la garanzia di uno sviluppo sostenibile.

E' stato realizzato un sito web del progetto (www.ecoline.ba) che al termine dello stesso è diventato il sito web della Associazione beneficiaria. Eco Line, ha partecipato a diverse fiere in Bosnia Erzegovina per presentare i propri prodotti freschi (soprattutto ortaggi biologici) e quelli trasformati (marmellata di fichi, sciroppo di melograno, sciroppo di salvia e altro).
Nel 2008 l'esperienza e le attività del progetto  sono state presentate al "16th IFOAM Organic World Congress - Cultivate the Future" a Modena.

Spot TV Eco line Spot televisivo di promozione dei prodotti di Ecoline