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Micro-horticulture Milan-Dakar

Luogo : senegal, Africa
Food consumption patterns: diet, environment, society, economy and health Food consumption patterns: diet, environment, society, economy and health
Budget totale: € 500.000,00 | Periodo: Da gennaio 2014 A

Sintesi

L’esperienza MJ in Senegal inizia nel 1999 ad opera della FAO che introduce la tecnica di idroponica semplificata per la produzione di ortaggi di qualità con l’obbiettivo di migliorare la sicurezza alimentare della popolazione urbana in una condizione di instabilità di accesso allo spazio, mancanza di terreno coltivabile/fertile e necessità di risparmio idrico. Dal 2005 il progetto è finanziato dal Comune di Milano e vede la partecipazione dell’Università di Milano. Nel corso di diverse fasi progettuali, di cui l’ultima in corso, a Dakar sono state formate circa 7000 persone che sono ora in grado di produrre presso la propria abitazione o comunitariamente nei 134 Centri di Produzione supportati dalla rete di 12 Centri di Formazione attivi. L’Associazione dei Microgiardinieri A2MJ, appoggiata dal Comune di Dakar che ha inserito i Microjardins nella politica di pianificazione urbana, segue attualmente un percorso di acquisizione di competenze utili alla gestione dell’intera filiera.

Partnership

ACRA-CCS Foundation - Italia

Candidato guida

ACRA-CCS ha come settore di intervento prioritario le attività di sviluppo in ambito rurale, dove oltre il 70% degli abitanti vive al di sotto dei livelli di povertà estrema. La scelta del mondo rurale e dei suoi attori di base come interlocutori si è sviluppata a partire dalla crescente consapevolezza della loro continua esclusione dai processi di sviluppo. Il lavoro di ACRA-CCS va in direzione di un riequilibrio delle forze e dell’inclusione di questi attori in una prospettiva di buon governo, attraverso la diretta partecipazione alla gestione delle risorse locali, la promozione dell’accesso ai servizi di base e all’iniziativa economica per il miglioramento della qualità della vita. Da qui la declinazione strategica in 5 settori di intervento prioritari: Cibo (Sovranità e sicurezza alimentare), Ambiente (Gestione sostenibile e valorizzazione delle RRNN), Acqua (Accesso e gestione partecipata), Economia (Microfinanza, sviluppo economico, social business), Educazione (di base).

Food and Agriculture Organisation of UN - Senegal

Partner dell'iniziativa

University of Milan, Departement of Agri-Environmental and Food Sciences - Italia

Partner dell'iniziativa

L’idea centrale è la produzione di ortaggi di qualità, senza l’utilizzo di pesticidi, attraverso la coltivazione idroponica semplificata in contesto di precarietà di accesso allo spazio, di assenza di suolo coltivabile e di necessità di risparmio idrico, valorizzando il recupero di materiali di scarto come input di produzione. Infatti la coltivazione avviene su tavoli rialzati costruiti con legno di recupero o all’interno di contenitori riciclati in cui è collocato il substrato solido costituito da gusci di arachide tritati, gluma di riso e laterite (scarti comuni in Senegal); i tavoli coltivati sono spostabili, l’idroponica consente di coltivare senza terra e di controllare il consumo idrico. Lo svilupparsi di un’agricoltura urbana rende possibile lavorare sui risvolti sociali e ambientali intrinseci di una filiera corta e solidale nonchè sull’ulteriore integrazione degli scarti alimentari nella produzione (lombricompostaggio e fertirrigazione con compost liquido).

L’aspetto innovativo principale promosso dall’esperienza dei MJ è l’introduzione come strumento di agricoltura urbana di una tecnica di produzione orticola slegata dalla quantità e dalla qualità di suolo disponibile. Essa consente a tutti di produrre e integrare la propria dieta con ortaggi freschi e di ottima qualità. Nel contesto di precarietà dell’accesso agli spazi tipico di una grande città in continua evoluzione i MJ sono amovibili e la loro costruzione, utilizzando materiali di recupero, è economica.
La coltivazione idroponica consente un intensificazione della mano d’opera e il raggiungimento di produttività per unità di superficie molto elevate. La tipologia di mano d’opera richiesta consente di valorizzare le capacità di tutte le classi di popolazione, donne, bambini e classi disagiate. La caratteristica peculiare dell’esperienza è dunque  la capacità del sistema di produzione MJ di valorizzare tutto ciò che è residuale in contesto urbano: il tempo, gli spazi, i materiali.

Microgiardinaggio e Microallevamento (avicolo o cunicolo) Durante gli anni di sviluppo della tecnica a Dakar, grazie all'iniziativa di alcuni intraprendenti produttori sono iniziate le sperimentazioni, oggetto anche della presente fase di progetto, dell'integrazione di allevamento e coltivazione orticola. Il recupero delle acque della coltivazione assicura la salubrità dell'allevamento e la lettiera degli animali è compostata per ottenere fertilizzanti naturali.
Piccola unità produttiva MJ in un cortile interno a Dakar La tecnica MJ, rendendo possibile utilizzare diverse tipologie di contenitori e di substrati, permette di valorizzare tutti gli spazi residuali della città trasformando per esempio un piccolo cortile interno in un orto. Le caratteristiche architettoniche delle case tipiche di Dakar presentano molti spazi di questo genere che sono spesso inutilizzati.
Tavolo di coltivazione MJ costruito con legno e plastica di recupero La tecnica MJ consente di applicare i principi dell'idroponica a sistemi semplici, ottenuti con il materiale di recupero a disposizione, in questo caso bottiglie di plastica e legno di pallet. I sistemi idroponici consentono un risparmio idrico fino al 70% rispetto alla coltivazione in terra.

Il Senegal, nonostante il favorevole, importa circa il 50% degli ortaggi freschi e l’unica zona valorizzata per la produzione è quella costiera (le Nyaies) dove però l’inquinamento della falda e l’uso eccessivo di prodotti chimici pongono seri problemi sanitari. La dieta tipica comprende numerosi ortaggi , costosi nella stagione umida. Dakar è la capitale e ha una popolazione di circa 1000000 abitanti (2500000 comprendendo l’interland).Il clima è sub-canariano. L’urbanizzazione  rapida e non pianificata ha causato una struttura urbana priva di spazi verdi. Le autorità sono schierate a favore dello sviluppo dell’agricoltura urbana come prova l’attivazione di uffici e team tecnici ad hoc (la Cellula di gestione MJ  nella Direction pour la planification du developpement durable a livello municipale e il Programma Nazionale Microjardins a livello statale). L’espansione della tecnica MJ è favorita dai caratteristici tetti di abitazioni e edifici pubblici, piatti, spesso non utilizzati.

Diffusione della tecnica MJ in Senegal In Senegal la tecnica MJ è stata oggetto di numerosi progetti di cooperazione internazionale e di un intenso appoggio statale sotto forma del Programma Nazionale Microjardins. Negli anni dal 2001 al 2003 sono stati attivati centri di formazione in tutte le capoluoghi regionali senegalesi.
I tipici tetti piatti di Dakar I tipici edifici di Dakar (come in gran parte dell'Africa) presentano terrazze orizzontali sui tetti, dove compaiono le cisterne per lo stoccaggio dell'acqua della rete idrica (utili nel caso delle frequenti interruzioni del servizio) e le antenne satellitari. Spesso questi spazi sono inutilizzati se non per l'asciugatura del bucato e per lo sporadico allevamento di montoni. Queste superfici, anche senza competere con le menzionate attività, potrebbero essere ben valorizzate con la tecnica Microjardins.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Elementi sulla demografia di Dakar Breve presentazione che mostra i dati salienti dello sviluppo della popolazione della città (e della regione) di Dakar. Il rapido aumento della popolazione urbana ha dato luogo ad una struttura urbana disordinata con problemi alla rete di allontanamento delle acque reflue, e sovraccarico delle reti idriche ed elettriche.

Sono state formate circa 7000 persone attraverso la rete dei 12 Centri di Formazione (CFD) MJ. I produttori MJ continuano a praticare la coltivazione in proprio oppure riunendosi in Centri di Produzione Comunitaria (CPC, 134 al momento dell’ ultimo censimento, 2012). Nel 2013 alcuni CPC si sono ulteriormente aggregati formando 5 Poli di Produzione. Il principale destino dei prodotti MJ è l’autoconsumo ma le vendite del surplus permettono ai CPC di autosostenersi economicamente. Sia a livello municipale che a livello statale il microgiardinaggio è stato accolto dalle istituzioni che lo hanno integrato negli strumenti di sviluppo urbano e locale. I microgiardinieri sono dal 2012 riuniti in Associazione (nella presente fase oggetto del rinforzamento di capacità) e la domanda di formazione è forte . La tecnica di fertirrigazione con compost  liquido (da lombricompostaggio), utile ad autoprodurre i fertilizzanti, ha dato buoni risultati durante la prima sperimentazione effettuata (2013).

../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Presentazione Microjardins (in ITA) presso la Facoltà di Agraria di Milano Si riporta la presentazione effettuata dal responsabile di terreno delle attività svolte da UNIMI a Dakar. Ad integrazione delle attività svolte da ACRA e dal Comune di Dakar (Appoggio alla commercializzazione, strutturazione associazione, formazione tecnica), UNIMI ha lavorato sulla cartografia, sull'introduzione del lombricompostaggio e sulla sperimentazione del compost liquido in idroponica oltra che sull'identificazione di possibili canali commerciali non ancora valorizzati.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Restituzione finale in francese dell'ONG ACRA sulla fase 2010-2013 Durante la fase di progetto GDCP SEN/002/ITA FASE 2, l'ONG ACRA ha lavorato sull'identificazione di una strategia di miglioramento della visibilità dei centri di produzione e, in collaborazione con l'Università di Milano, sulle potenziali strategie di commercializzazione. Gli altri obbiettivi di questa fase erano la strutturazione di un’associazione e la continuazione della formazione tecnica (ad opera del Comune di Dakar).
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Restituzione finale in francese di UNIMI sulla fase 2010-2013 UNIMI ha lavorato su: -aggiornamento della cartografia tecnica e funzionale alla divulgazione del progetto (CFD, CPC, ecc); -sperimentazione del compost liquido(primi risultati positivi!) su 54 tavoli di coltivazione MJ attraverso un estrazione aerobica di fertilizzante liquido organico a partire da lombricompost e compost maturo -studio della domanda potenziale di prodotti MJ su tre tipologie di mercato (mercato di quartiere, distribuzione organizzata/ristorazione, gruppi di acquisto)

La fascia più povera della popolazione di Dakar è di recente urbanizzazione e conserva un bagaglio culturale rurale (competenze e abitudini alimentari). L’agricoltura urbana è d’atra parte già molto diffusa scontrandosi però con le problematiche legate all’inquinamento di suolo e acqua e all’accesso alla terra. La tecnica MJ permette di espandere le aree coltivate dove non è presente suolo e risponde perfettamente alla precarietà dell’accesso agli spazi (tavoli di coltivazione amovibili). I centri MJ svolgono inoltre un importante ruolo in termini di aggregazione sociale rendendo possibile l’instaurarsi di relazioni tra le figure della filiera. Questo genere di rapporti umani spesso è basato sul concetto di dono e di mutuo aiuto. Questo tipo di attività agricola, intensiva ma a piccola scala, rende possibile interagire con tutte le classi della popolazione (80% donne, di diversa estrazione sociale) e ha trovato grandi riscontri anche nelle scuole, negli ospedali e nei penitenziari.

Bambini e ragazzi beneficiari del progetto, 2009, Dakar La tecnica MJ consente il lavoro agricolo in prossimità delle case e per questo riesce a valorizzare l'impegno di bambini e ragazzi di ogni età che nei momenti di tempo libero possono aiutare i genitori in questa attività salutare ed educativa. Questo aspetto è stato tenuto in grande considerazione e numerose iniziative hanno infatti coinvolto anche le scuole primarie e secondarie di Dakar.
Riunione dell'Associazione A2MJ, aprile 2014, Dakar La foto è stata scattata durante una sessione di formazione in "gestione delle dinamiche di gruppo" a cui l'Associazione degli Attori Microjardins Milano-Dakar ha partecipato nel quadro di un rafforzamento delle capacità utili a gestire la filiera Microjardins dopo la fine dei finanziamenti. Oltre alla definizione dei valori che muovono l'operato dell'associazione, l'identificazione partecipativa dei problemi della filiera pone le basi alla ricerca di soluzioni efficaci.
Vendita di panieri e prodotti MJ presso il Parco di Hann, 2012, Dakar La tecnica MJ consente di auto-produrre ortaggi freschi e di qualità superiore direttamente a casa (o in prossimità). I surplus di produzione possono essere venduti contribuendo alla rendita familiare. I momenti di vendita coincidono spesso con eventi di carattere sociale organizzati da associazioni o istituzioni, come in questo caso : la giornata mondiale dell'ambiente 2013.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Analisi del contesto e dei bisogni dell'Agricoltura urbana a Dakar Il documento proposto è un estratto dalla Tesi di Dottorato di T. Sposito presentata presso al Facoltà di Agraria di Milano. L'analisi del contesto rende chiari i bisogni a cui la tecnica MJ ha saputo trovare soluzione grazie alle sue peculiarità: mobilità, economicità e salubrità.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Carta dei Centri di Formazione e Dimostrazione MJ a Dakar La tecnica MJ è stata diffusa a Dakar grazie alla rete di 11 centri di formazione avviati nel corso delle diverse fasi progettuali (5 nel biennio 2003-2005 e 6 nel 2007). A questi centri, gestiti da due formatori ciascuno, fanno riferimento i circa 130 centri di produzione comunitaria nonché i produttori individuali.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Serie di tavole illustrative della rete di centri di produzione comunitaria I circa 130 centri di produzione comunitaria MJ (di cui i più virtuosi identificati nella cartografia proposta) si dividono per vocazione tra quelli improntati all'autoconsumo dei prodotti e quelli vocati alla vendita e alla generazione di reddito. La capillarità della rete è importante per la tipologia di vendita diretta che costituisce il principale canale di diffusione di informazione e prodotti MJ.

Dal 1999 ad oggi l’esperienza MJ ha visto partecipare diversi partner.
Nelle ultime fasi (2004-2007 e 2009-2012) la FAO ha svolto il ruolo di Capofila Amministrativo e di consulenza tecnica (Profilo: esperto in orticolutra urbana), il Comune di Dakar (insieme alla Direzione dell’Orticoltura di Dakar, Profili: tecnici Orticultori) quello di Coordinamento Tecnico e l’ONG ACRA e l’Università degli Studi di Milano sono stati i partner tecnici (Profili: esperti in orticultura urbana e pianificazione del territorio). Il Comune di Milano ha partecipato con missioni di valutazione dello stato di avanzamento. Altri partner locali rilevanti sono: l’Associazione degli Attori MJ che sta acquisendo un crescente ruolo di interlocutore per la filiera MJ; le associazioni di quartiere, di donne e di giovani, le scuole primarie e secondarie e gli ospedali. Infine da sottolinea con l'Università (UCAD, stagisti) e l'ISRA (vari ricercatori) con i quali è in corso un profiquo trasferimento di competenze.

Atelier di restituzione finale della fase GDCP/SEN/002/ITA L'atelier finale di restituzione del progetto della FAO GDCP/SEN/002/ITA ha avuto luogo a dicembre 2013. Nella foto si possono vedere i referenti di quasi tutti i partner di progetto: FAO, Comune di MIlano, Università di Milano, ACRACCS, Comune di Dakar, Università di Dakar, ISRA (istituto di ricerca agricola senegalese), COOPI e Associazione A2MJ (associazione dei Microgiardinieri Dakar).
Mama Africa: una delle formatrici e coltivatrici MJ più dinamiche! Mama Africa, soprannome di Mame Penda, è la fromatrice MJ che di sua iniziativa ha creato contatti diretti tra beneficiari del progetto MJ e altre istituzioni, locali e internazionali. Il fatto che il contatto sia diretto prova il riconoscimento dell'Associazione A2MJ come soggetto detentore della tecnica MJ da parte delle istituzioni e in generale a livello locale. Questo è un importante risultato!
Partner tecnici al lavoro: formazione in lombricompostaggio Questo scatto è preso durante una delle sessioni di formazione intraprese da UNIMI, in collaborazione con ACRACCS e alcuni partner locali (associazione APESVE Sénégal, Association pour la Promotion de l’Énergie Solaire et la Valorisation de l’Éolienne). L'oggetto del corso è la tecnica di lombricompostaggio con successiva estrazione aerobia di compost liquido.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Serie di slide sulle risorse messe in campo dai partners (e tempistiche) Nel corso degli anni i partner di progetto hanno svolto diversi ruoli (e nuovi partner sono subentrati). Nelle ultime fasi i partner hanno messo in campo le risorse umane schematizzate nella prima slide e la partecipazione dei diversi partner alle attività ha seguito la cronologia indicata nelle slide seguenti. Infine l'ultima slide descrive il contributo di UNIMI.

L’identificazione degli ostacoli delle fasi concluse è confermata dallo studio in corso sulla filiera MJ a Dakar (marzo-maggio 2014). L’analisi della filiera condotta secondo il metodo del RMA (Rapid Market Appraisal) e attraverso strumenti quali l’osservazione partecipativa, i focus groups, le interviste alle figure chiave e le inchieste di terreno, ha infatti identificato i seguenti ostacoli:
1. Scarsa visibilità della produzione urbana MJ.
Soluzione: miglioramento della visibilità dei centri MJ, creazione partecipativa del logo MJ e sua collocazione. Organizzazione di giornate “a porte aperte” nei centri MJ.
2. Scarsa coordinazione della filiera MJ (approvvigionamento di input, produzione, commercializzazione).
Soluzione: creazione dell’Associazione A2MJ.
In appoggio a A2MJ, sono state prodotte le linee guida per la calendarizzazione della produzione.
3. Furti nei centri di produzione.
Soluzione: sensibilizzazione della popolazione e investimenti per la sicurezza.

Identificazione delle criticità della filiera Microjardins a Dakar I risultati qui mostrati sono emersi dall'inchiesta sullo stato della filiera Microjardins a Dakar effettuata durante la corrente fase progettuale (2014). Alcune di queste problematiche vengono affrontate correntemente come obbiettivi da risolvere nella presente fase di progetto.
Problema-discussione-soluzione La principale tecnica utilizzata dall'Associazione dei Microgiardinieri e dall'equipe di progetto per la risoluzione dei problemi è l'approccio partecipativo alla ricerca di soluzioni condivise. Focus group sono stati convocati e continueranno ad essere utilizzati come strumento per la risoluzione delle criticità della filiera Microjardins.
Vandalismo al Centro di Formazione di Grand Yoff, Dakar Tra i problemi principali c’è la sicurezza dei Centri di Formazione che, nonostante siano ospitati in edifici pubblici, restano senza personale di guardia notturno. Spesso si verificano casi di furto o vandalismo come in questa foto scattata al CFD di Grand Dakar.

Il progetto MJ ha numerosi risvolti ambientali positivi:
1. Il recupero di materiali di scarto per la produzione orticola e per l'autoproduzione di fertilizzanti (Legno, substrati, contenitori, rifiuti umidi per lombricompostaggio) rende possibile integrare strutturalmente la tecnica di produzione agricola MJ con lo stile di vita e le risorse disponibili in città.
2. Efficienza idrica della produzione (risparmio del 70%).
3. Filiera corta: il consumo di ortaggi prodotti in loco riduce enormemente il loro costo energetico ed ambientale (riduzione emissioni di CO2 stimata del 50%).
4. La produzione MJ è esente da fitofarmaci chimici.
5. Secondo studi FAO la presenza di unità produttive sui tetti delle abitazioni riduce la temperatura interna di circa 2°C (effetto coibentante).
6. La produzione MJ è molto varia in termini di specie coltivate e gli scambi di sementi tra produttori contribuiscono ulteriormente alla biodiversità urbana (specie coltivate mediamente nei centri MJ: 15).

Il risparmio idrico dei Microjardins Non solo la tecnica idroponica consente un utilizzo oculato dell'acqua di irrigazione (risparmio del 50%). La struttura dei Microjardins consente il vero e proprio recupero dell'acqua da un tavolo di coltivazione all'altro. Con l'osservazione delle caratteristiche di assorbimento delle diverse specie è possibile utilizzare al meglio le soluzioni nutritive collocando diversi tavoli in sequenza, fertirrigando il primo e lasciando che la soluzione circoli di tavolo in tavolo.
L'effetto coibentante di uno strato verde sui tetti delle case La presenza di uno strato di coltivazione sui tetti delle case (che in Senegal sono terrazzati) oltre a fornire cibo agli abitanti,crea uno strato isolante termico. I materiali che costituiscono i Microjardins sono infatti isolanti: legno, substrati umidi, piante. Questo effetto secondario aumenta l'integrazione della tecnica in un contesto urbano in cui la percentuale di superficie sviluppata dai tetti delle case è enorme.
La biodiversità dei Microjardins Nei centri di produzione Microjardins vengono coltivate mediamente più di 15 specie orticole senza contare la diversità delle varietà per ciascuan specie! Questa biodiversità è supportata dallo spirito dei microgiardinieri che hanno anche stretto contatti con reti internazionali di scambio e moltiplicazione di sementi come la rinomata Cocopelli.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf I risvolti ecologici della tecnica Microjardins Difficile identificare un solo impatto ambientale positivo della tecnica MJ in quanto la valenza ecologica è composta da diversi risvolti.

La tecnica MJ, proveniente dalle esperienze di agricoltura urbana sudamericana, è caratterizzata da un basso costo di investimento, da alta produttività e da forti risvolti positivi ecologici, economici e sociali.
La coltivazione MJ continua a Dakar dal 1999, a prescindere dai lunghi periodi di assenza di finanziamento (2004-2006 e 2010-2012).
I formatori MJ di Dakar sono ormai riconosciuti dalle istituzioni locali ma anche degli altri stati dell’Africa Occidentale (Egitto, Gambia, Mali, Burkina Faso, Niger, Ghana) e vengono spesso contattati per l’erogazione di corsi di formazione.
Questi risultati, già prova di sostenibilità raggiunta, sono ottenuti con un costo/beneficiario molto basso (circa 70 €), presupposto per la replicabilità in altri paesi (questa disseminazione è già avviata).
Il progetto MJ ha inoltre ricevuto due riconoscimenti internazionali:
• Il premio “Dubai Award for Best Practice in Food Security”, nel 2008.
• La menzione “City to City Award FAD Barcelona”, nel 2010.

../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf AWARDS e menzioni ricevute dal progetto Microjardins Ecco i link ai due siti che testimoniano l'attribuzione del Dubai Award for Best Practices in Food Security (2008) e la menzione da parte del City to City award FAD Barcellona (2010).
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Roll-up espositivo del progetto Microjardins di ONG Live in Slums al Cairo La diffusione della tecnica MJ in Africa è già il risultato della moltiplicazione del modello sudamericano ad opera della FAO. In più la tecnica sperimentata e perfezionata a Dakar vine correntemente riproposta e adattata ad altre città africane, in particolare in Egitto e in Niger. In fine anche a Milano sarà avviato il primo centro di formazione Microjardins. In ogni contesto la tecnica viene modificata utilizzando i materiali locali e acquisendo una sfumatura di significato differente.

Il progetto MJ è stato presentato in numerosi convegni ed è stato oggetto di tesi di laurea e di dottorato in Italia e in Senegal. Il progetto è presente dal 2010 alla FIARA di Dakar, la più grande fiera agricola dell’Africa occidentale con un grande stand dimostrativo. Da sottolineare l’iniziativa di alcuni produttori MJ che, dopo la partecipazione del 2010 finanziata dal progetto, hanno reso continuativa la presenza con risorse proprie. L’ONG ACRA in collaborazione con il Comune di Milano e la FAO ha realizzato alcune pubblicazioni e nel 2013 grazie anche alla prestazione volontaria dell’Associazione Dévelo della Facoltà di Agraria di Milano il progetto è stato più volte presentato a Milano:
Si segnalano in particolare i workshop realizzati presso la stessa Facoltà di Agraria, la fiera ORTICOLA 2014, il festival di Cinema “Films that feed 2014” e la GMA 2014 di Milano.
Infine il progetto è stato presentato al seminario internazionale “Urban Cooking and Gardening” l’11 giugno 2014.

Roll-up espositivo del progetto Microjardins a Dakar Questo Roll-up è stato pubblicato per l'iniziativa di divulgazione organizzata all'interno della fiera ORTICOLA 2014 a Milano. Anche in quest'occasione l'Associazione Dévelo ha organizzato un workshop dimostrativo della tecnica MJ riscuotendo grande interesse nel pubblico.
Workshop Microjardins al festival Films that feed 2014 La tecnica Microjardins assume a Milano alcune caratteristiche particolari. Ferma restando la necessità di una ricerca inerente i substrati e materiali di recupero reperibili in loco (es: trucioli di legno dai mobilifici della Brianza e scarti del riso dal Parco Sud di Milano) i Microjardins si prestano anche allo sviluppo estetico della Milano del Design.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Depliant pubblicato a Dakar (in francese) nel 2012 La pubblicazione volontaria dei numeri di telefono dei responsabili dei centri MJ di Dakar mira alla creazione di contatti diretti tra la popolazione e l'Associazione A2MJ.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf La Cooperazione internazionale del Comune di Milano in Senegal Il progetto Microjardins si inserisce nel contesto di un'intensa cooperazione tra la città di Milano e quella di Dakar. Questo roll-up è stato prodotto per le giornate della cooperazione italo-senegalese del 2012.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Workshops in occasione delle GMA 2014 a Milano L'associazione Dévelo - Laboratorio di Cooperazione internazionale ha preso a cuore la diffusione della tecnica MJ a MIlano e supportando il lavoro dei partner del progetto propone un workshop sulla tecnica MJ in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2014.