loading

Wine Waste integrated biorefinery

Luogo : Udine, italy, Europe
Sustainable management of natural resources Sustainable management of natural resources
Budget totale: € 1.000.000,00 | Periodo: Da ottobre 2011 A

Sintesi

Il progetto intende creare un nuovo sistema integrato di bioraffineria applicato alla gestione, utilizzazione e valorizzazione dei sottoprodotti della vinificazione. Durante i processi di vinificazione viene prodotto un notevole volume di residui solidi (circa il 20% di materia secca dell’uva raccolta). La valorizzazione integrata dei sottoprodotti enologici rappresenta uno smaltimento ‘intelligente’ di rifiuti ad alto impatto ambientale.
La riforma dell’OCM delinea per i sottoprodotti della vinificazione uno scenario che prevede la diminuzione, fino alla scomparsa, dell’aiuto al settore tramite distillazione. In questo contesto è indispensabile creare una nuova filiera e un sistema integrato sostenibile e standardizzato.
Nello svolgimento del progetto di ricerca si intende applicare ai sottoprodotti della vinificazione il moderno concetto di ‘bioraffineria, , metodologia che integra i processi di trasformazione della biomassa per la produzione di bioprodotti, biopolimeri ed energia. 

Partnership

Politecnico of Milano Foundation - Italia

Partner dell'iniziativa

University of Milan - Italia

Partner dell'iniziativa

Politecnico of Milano - Italia

Partner dell'iniziativa

Politecnico of Milano is a scientific-technological university which trains engineers, architects and industrial designers. The University has always focused on the quality and innovation of its teaching and research, developing a fruitful relationship with business and productive world by means of experimental research and technological transfer.

University of Parma - Italia

Partner dell'iniziativa

University of Bologna - Italia

Partner dell'iniziativa

University of Udine - Italia

Partner dell'iniziativa

reddito da uva: vino? si, ma anche bioraffineria dei sottoprodotti! non sprechiamo i rifiuti! Per loro una seconda vita come preziosi alimenti, cosmetici, farmaci, polimeri a tanto altro.

L’innovazione principale prodotta è la creazione di un modello integrato con approccio a ‘cascata’ di bioraffineria applicato al settore enologico e perseguito attraverso l’utilizzazione di ‘Tecnologie Verdi’ eco-compatibili per assicurare sostenibilità ambientale alla filiera.
I risultati ottenuti dimostrano l’applicabilità del modello e la sua elevata rimuneratività per lo smaltimento “intelligente” dei sottoprodotti dell’industria enologica caratterizzati da alto impatto ambientale. Questa soluzione si allinea con quanto prevede la legislazione dell’Unione Europea sullo smaltimento dei rifiuti.
L’applicazione della Bioraffineria prevede lo sfruttamento ottimale e la valorizzazione dei sottoprodotti dell’industria enologica in settori industriali non in concorrenza con quello del ‘vino’. I mercati alimentare, cosmetico e farmaceutico sono interessati ai composti bioattivi, quello dei materiali ai biopolimeri ed il settore energetico alla produzione di bioidrogeno e biometano

Foto Attrezzatura laboratorio Foto da uno dei laboratori di ricerca coinvolti nel progetto
Sottoprodotti Foto dei sottoprodotti con SEM
Strumento di laboratorio Foto da uno dei laboratori di ricerca coinvolti nel progetto

Questa idea progettuale è stata realizzata per trovare una soluzione moderna, eco-compatibile ed eco-sostenibile alla problematica emersa per tutti i Paesi produttori di vino, nell’ambito della Comunità Europea, con la riforma della Organizzazione Comune di Mercato (OCM) del settore vitivinicolo. Tale riforma si è concretizzata con l’emanazione del Regolamento 479/2008/CE che ha delineato per i sottoprodotti della vinificazione, uno scenario che prevede la progressiva diminuzione, fino alla scomparsa, dell’aiuto al settore tramite distillazione.
Inoltre, la legislazione generale dell’Unione Europea sui rifiuti (Direttiva 2006/12/CE) prevede che gli Stati membri devono adottare le misure necessarie per assicurare che gli scarti siano smaltiti o riciclati senza mettere a rischio la salute umana e senza usare processi o metodi dannosi per l’ambiente.  

L’obiettivo primario del progetto è stato quello di realizzare la Bioraffineria e, conseguentemente, rendere note agli operatori del settore enologico le nuove strategie esistenti per la gestione intelligente e remunerativa dei sottoprodotti. Questi non potranno essere più trattati tradizionalmente in seguito alla riforma europea di settore (Reg CE 479/2008) e alla normativa UE sui rifiuti (Dir. 2006/12/CE).
L’approccio innovativo di filiera integrata proposta è stato presentato in diverse occasioni dedicate alla ‘disseminazione dei risultati’ agli operatori di settore. Le Aziende sono risultate, come previsto, impreparate e poco consapevoli del problema che le investirà. L’interesse appare solo concentrato sul ‘vino’ mentre emerge oggi il pericolo che, a breve, in assenza di provvedimenti come quelli suggeriti dal progetto,  il costo dello smaltimento dei sottoprodotti sia trasferito sul costo finale della bottiglia con gravi impatti su tutto il settore.

Tutti i Paesi produttori di vino nell’ambito della Comunità Europea sono effettivi beneficiari dei risultati del progetto in quanto la riforma della Organizzazione Comune di Mercato (OCM) del settore vitivinicolo, concretizzatasi con l’emanazione del Regolamento 479/2008/CE ha delineato per i sottoprodotti della vinificazione, uno scenario che prevede la progressiva diminuzione, fino alla scomparsa, dell’aiuto al settore tramite distillazione.
Inoltre, la legislazione generale dell’Unione Europea sui rifiuti (Direttiva 2006/12/CE) prevede che gli Stati membri devono adottare le misure necessarie per assicurare che gli scarti siano smaltiti o riciclati senza mettere a rischio la salute umana e senza usare processi o metodi dannosi per l’ambiente

Il progetto WW-IBR è risultato vincitore del bando AGER-Enologia. AGER è il primo progetto di collaborazione tra Fondazioni bancarie finalizzato allo sviluppo del settore agroalimentare.
Il progetto è stato coordinato dall’Università di Udine, e vi hanno partecipato le Università di Milano, Bologna, Parma, Roma Tor-Vergata, il Politecnico di Milano e la Fondazione del Politecnico di Milano. 
Ogni unità ha messo a disposizione i suoi ricercatori, i suoi laboratori e le sue strutture.              
Il responsabile del progetto è la Prof. Aggregato Carla Da Porto dell’Università degli Studi di Udine. Autrice di oltre 80 pubblicazioni su riviste scientifiche è stata coordinatrice e partecipante in numerosi progetti nazionali ed internazionali. Da diversi anni il suo principale settore di ricerca riguarda l’applicazione di fluidi supercritici (SFE) per il recupero di componenti bioattivi da prodotti e sottoprodotti naturali. 

L’ottimo affiatamento del gruppo di lavoro e le sue competenze multidisciplinari altamente qualificate hanno permesso di risolvere brillantemente le difficoltà incontrate.

Il modello integrato con approccio a ‘cascata’ di bioraffineria applicato al settore enologico e perseguito attraverso l’utilizzazione di ‘Tecnologie Verdi’ eco-compatibili è in grado di assicurare sostenibilità ambientale all’ intera filiera del vino (prodotto) e ne valorizza i sottoprodotti che diventano co-prodotti.
Gli sforzi attuali dovrebbero essere indirizzati all'elaborazione di politiche e strategie appropriate nel contesto specifico. Una politica integrata del ‘vino’, nel tentare di ridurre gli impatti ambientali generati lungo l'intero ciclo di vita del prodotto, può costituire uno strumento politico molto incisivo per quanto riguarda l'uso delle risorse e la prevenzione degli scarti. Inoltre, la strategia di prevenzione e di riciclo dei sottoprodotti  può svolgere un ruolo importante nel ridurre impatti ambientali correlati.

La nostra esperienza di bioraffineria applicata al settore enologico, perseguita attraverso l’utilizzazione di ‘Tecnologie Verdi’ è stata ‘pionieristica’. Abbiamo dimostrato la possibilità di adottare una strategia di valorizzazione dei sottoprodotti di settore atta a sviluppare una politica integrata volta all'uso sostenibile delle risorse naturali.
I contattai più interessanti si sono avuti soprattutto all’estero, con Università ed Aziende di Paesi produttori di vino con i quali si stanno avviando collaborazioni ed iniziative atte ad implementare i risultati ottenuti. Non si escludono iniziative analoghe da applicare ad atre filiere dell’agro-almentare.
L’esperienza si prevede che potrà, quindi, essere proseguita da un lato sensibilizzando ed instaurando rapporti diretti con le aziende per l’applicazione pratica delle tecnologie e dall’altra con gruppi di ricerca di carattere internazionale per proporre ulteriori studi nell’ambito di progettualità di carattere europeo.

 

Trasmissioni radiofoniche e allestimento del sito web: http://www.ww-ibr.it/

Inoltre il progetto è stato presentato in ambienti non usuali quali la fiera Vinitaly di Verona.