loading

Burundi project of University of Palermo

Luogo : burundi, Africa
Quantitative & qualitative enhancement of crop products Quantitative & qualitative enhancement of crop products
Budget totale: € 150.000,00 | Periodo: Da gennaio 2006 A gennaio 2011

Sintesi

L’ex Facoltà di Agraria di Palermo ha avviato, sin dal 2006, una collaborazione con diverse realtà burundesi. L’obiettivo generale è stato quello di contribuire allo sviluppo culturale, sociale ed economico del Paese africano, fornendo nel contempo ai propri studenti, attraverso il contributo economico dell'ERSU, una straordinaria opportunità di formazione umana e professionale.
L’intesa stabilita con l’ONG Maison Shalom di Ruyigi, presieduta da Marguerite Barankitse, ha permesso di utilizzare parte delle aziende agricole dell’ONG, estese complessivamente circa 100 ha e che impiegano circa 1000 agricoltori locali, per garantire sia l’autosufficienza alimentare dell’ospedale Rema di Ruyigi che di una parte della popolazione, attualmente assistita mediante il ricorso ad aiuti esterni. Il progetto è stato sviluppato con fondi reperiti da Enti Pubblici, Società Scientifiche, associazioni culturali e soggetti privati.

Partnership

Department of Agricultural and Forest Sciences - University of Palermo - Italia

Candidato guida

Attività didattica e di ricerca nel campo generale dell'agricoltura, delle produzioni agrarie e zootecniche, della difesa, della conservazione e della trasformazione dei prodotti agricoli Ricerca e sviluppo sugli aspetti connessi all'economia, il marketing e la progettazione degli impianti di produzione.

ERSU - Regional Agency for the rights to study in Sicily - Italia

Partner dell'iniziativa

Servizi culturali e sostegno economico agli student universitari

Maison Shalom Burundi - Burundi

Partner dell'iniziativa

socio-educational, socio-medical, socio-economic and cultural activities

L'analisi preliminare del contesto ambientale e delle potenzialità del territorio, la comprensione dei fabbisogni e delle aspettative dei beneficiari, unitamente ad un processo di formazione sulle buone pratiche AGRO-ambientali da attivare "in loco" rappresentano fattori imprescindibili per l'avvio di processi di sviluppo sostenibile duraturi nel tempo.

Proporre un modello di sviluppo teso al miglioramento e alla gestione sostenibile dei sistemi di produzione agricola in Burundi.
Nell'ambito delle attività svolte, sono stati acquistati un trattore ed un minicaseificio, installato in locali dell’ONG preventivamente ristrutturati e caratterizzato da una potenzialità di circa 280 litri/ciclo. L'azienda inoltre è stata dotata di sette bovine da latte di razza autoctona, per garantire la produzione minima  richiesta dall’impianto di trasformazione. Al contempo si è provveduto a realizzare un sistema di accumulo e distribuzione dell’acqua irrigua, per rendere possibili le produzioni agricole anche nei mesi della stagione secca, quando il decorso naturale delle piogge non permette le coltivazioni. L’incremento e la razionalizzazione delle produzioni foraggere aziendali, unitamente all’impiego di tecniche di conservazione dei foraggi a basso costo, hanno permesso l’alimentazione delle bovine e l’uso dell’impianto di trasformazione realizzato.

Schema del modello di sviluppo proposto Schema delle diverse fasi realizzative del modello di sviluppo proposto
Video Progetto Burundi Attività svolte nell'ambito del Progetto Burundi. Azienda di Nyamutobo, Ruyigi.

Il Burundi, con una popolazione di circa 10M di abitanti (densità di 290 ab/kmq), è uno tra gli stati più popolati dell’Africa sub-sahariana. La storia del Paese è stata caratterizzata da guerre tribali e tra fazioni, culminata nella guerra civile tra Hutu e Tutsi i cui devastanti effetti sono ancora oggi visibili. Il lungo conflitto etnico ne ha influenzato negativamente l’economia, basata in generale su un’agricoltura estensiva di sussistenza, condizionata dal clima ed inadeguata a sopperire ai fabbisogni alimentari, lasciando che lo stesso raggiungesse gli ultimi posti della classifica ONU riguardante l’indice di sviluppo umano. Solo dopo il 2004 la situazione politica si è stabilizzata, anche se sono ancora presenti sacche di instabilità. Sia l’incremento demografico che il costante degrado dei suoli hanno prodotto una progressiva riduzione della produttività agricola, inducendo la popolazione verso un circolo vizioso di ulteriore povertà e degrado ambientale.

Di ritorno dal lavoro Donne che ritornano dopo una giornata di lavoro nei campi, portando i figli e la zappa
Lavoro nei campi Attività agricole nei campi inondati dalle esondazioni nella stagione delle piogge
Raccolta dell'acqua dopo una pioggia La raccolta dell'acqua dalle pozzanghere dopo una pioggia consente di evitare le lunghe percorrenze solitamente necessarie per l'approvvigionamento idrico.
Volti e colori Contesto nel quale sono state sviluppate le iniziative.

Il progetto realizzato ha contribuito alla meccanizzazione aziendale dell’ONG Maison Shalom, alla razionalizzazione delle produzioni foraggere ed alle tecniche sostenibili di conservazione dei prodotti agricoli a basso costo, all’incremento delle produzioni attraverso l’irrigazione da praticare durante la stagione secca e nei periodi di siccità, alle condizioni di benessere animale e di igiene della stalla, all’incremento delle produzioni di latte ed alla sua trasformazione, alla formazione di tecnici nella valutazione delle razioni alimentari animali e per la stesura di bilanci aziendali.

Il trattore Il trattore contribuisce alla meccanizzazione ed ad una più efficace lavorazione dei terreni
Polivalente all'interno del mini-caseificio I locali destinati al mini-caseificio sono stati ristrutturati, dotati di energia elettrica ed attrezzati un refrigeratore, una vasca polivalente e dei tavoli da lavoro.
Vista della stalla Sono state acquistate bovine di razza autoctona al fine di implementare la produzione di latte per la trasformazione

I principali beneficiari diretti dell’intervento realizzato nell’azienda di Nyamutobo sono rappresentati dalle famiglie di operai impiegate presso le aziende dell’ONG Maison Shalom, mentre sono considerati beneficiari indiretti gli infermi ricoverati presso l’Ospedale Rema di Ruyigi.
Il progetto ha permesso di garantire un significativo incremento del reddito della popolazione coinvolta, in precedenza inferiore ad 1 €/giorno, consentendo così un generale miglioramento delle condizioni di vita.
E’ stata inoltre impiegata una unità di personale tecnico locale specializzato al quale è stato garantito lo stipendio richiesto di 250 €/mese per la durata del progetto, oltre a circa cento agricoltori stagionali (3500 giornate lavorative per ciascun anno), in relazione alle esigenze, per le operazioni di gestione dell’azienda e dell’allevamento.

L’iniziativa, della quale i proff. Bagarello e Provenzano sono i responsabili, ha coinvolto diversi docenti, agronomi ed ingegneri, dell’ex Facoltà di Agraria (oggi Dipartimento Scienze Agrarie e Forestali) dell’Università di Palermo che volontariamente hanno scelto di collaborare con l’ONG Maison Shalom di Ruyigi, che ha rappresentato il presidio locale. La collaborazione di dieci studenti dei corsi di laurea in Scienze Agrarie e Forestali, che hanno svolto in Burundi le attività di tirocinio pratico-applicativo necessarie al conseguimento del titolo di studio, ha permesso di acquisire le informazioni utili per l’analisi del contesto e dei fabbisogni e di garantire la continuità del progetto nelle diverse fasi realizzative. Inoltre, il coinvolgimento di musicisti, pittori, fotografi ha permesso di acquisire la parte più consistente delle risorse economiche impiegate a sostegno dell’iniziativa, mediante l’organizzazione di concerti, seminari, mostre fotografiche e di pittura.

La principale difficoltà è stata quella di reperire i fondi per l'acquisto delle apparecchiature e per la realizzazione delle opere. Inoltre, è stata riscontrata una certa sfiducia della popolazione, inclusi coloro che si trovano in condizioni meno disagiate, nel credere che l'agricoltura possa rappresentare una reale fonte di sviluppo locale e che possa permettere il conseguimento di redditi capaci di garantire condizioni di vita migliori. Infine, i tecnici locali più esperti nella gestione delle risorse agricole interagiscono poco con il territorio e svolgono prevalentemente attività di ufficio, interfacciandosi poco o nulla con chi lavora nei campi.

Se i problemi economici sono stati superati attraverso l'organizzazione di attività culturali (concerti, seminari, mostre fotografiche e di pittura) finalizzate all'acqusizione di fondi, più difficile è stato superare il retaggio culturale della popolazione e convicere i tecnici verso una interazione più incisiva con il mondo rurale. 

 

La realizzazione dell'impianto irriguo e la razionalizzazione dei consumi idrici delle colture destinate al consumo umano ed animale, unitamente alla possibilità di disporre di una terza stagione produttiva nel periodo secco (normalmente in assenza di precipitazioni) garantisce una migliore gestione delle risorse naturali finalizzata all'incremento delle produzioni agricole. Le tecniche di coltivazione adottate in azienda, attraverso la realizzazione di fosse livellari e la limitazione delle pendenze dei versanti coltivati consentono altresì di limitare i processi erosivi e la conseguente riduzione dello strato di suolo lavorato.

L'auspicio è quello di potere proseguire, anche nel prossimo futuro, le iniziative già completate ed avviarne di nuove ad esse collegate. Certamente l'assunzione di una generale consapevolezza da parte dei tecnici locali coinvolti e del personale dell'ONG sui problemi agricoli e sugli aspetti connessi alla razionalizzazione delle produzioni ed ai vincoli ambientali, rappresentano risultati tangibili e destinati a perdurare in futuro.

Al Progetto Burundi ha fatto seguito un'iniziativa formativa, supportata dall'Università di Palermo e dall'Ente per il diritto allo studio universitario della Regione Sicilia ed economicamente supportata dalla Fondazione Onlus Rita Levi Montalcini, finalizzata a garantire la formazione presso l'ateneo di Palermo di tre studentesse burundesi che a breve conseguiranno la laurea in Agroingegneria,  Tecniche di radiologia medica ed Ostetricia. Le studentesse hanno il vincolo  di ritornare in Burundi al termine degli studi.

Tutte le iniziative sono state presentate sia nel corso di convegni organizzati presso la sede dell'ex Facoltà di Agraria o dell'Ateneo di Palermo che durante tutti gli eventi culturali finalizzati alla raccolta fondi a sostegno del progetto. Sono stati in particolare diffusi i risultati, anche parziali, delle diverse iniziative sviluppate in Burundi, unitamente all'analisi di contesto. Alla presenza della dott. Marguerite Barankitse, Presidente dell'ONG Maison Shalom e personalità di riconosciuto prestigio internazionale, sono stati annualmente presentati gli avanzamenti del progetto. 

Inoltre, sul sito web http://www.climateofburundi.altervista.org/ , realizzato dallo studente Simone Di Prima è riportata, in modo da essere liberamente fruibile, l'elaborazione dei dati climatici del territorio burundese.

Concerto del M. Calogero Di Liberto Il concerto, svoltosi presso la sala magna di Palazzo Steri nel dicembre 2010, è stata una delle occasioni per presentare il Progetto Burundi
Invito al seminario 12 maggio 2007 Secondo dei seminari alla presenza della Dott. Marguerite Barankitse dell'ONG Maison Shalom, organizzato nel 2007 presso l'ex Facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Palermo.
Litografia del M. Gaetano Porcasi Litografia in omaggio al Burundi. Un folder dal titolo "Burundi: I volti e i colori" contenente quattro serigrafie realizzate su dipinti del Maestro Gaetano Porcasi è stato venduto per contribuire all'acquisto del trattore fornito alla ONG Maison Shalom. Le serigrafie sono state realizzate su dipinti omaggiati dal pittore alla ex Facoltà di Agraria.
Notturno Chopin, Op. 9 n.2 Dal Concerto Omaggio a Frédéric Chopin - Sala Magna Palazzo Steri Università di Palermo, 18 dicembre 2010, tenutosi nell'ambito delle manifestazioni "Musica e Solidarietà, pensando al Burundi" della Facoltà di Agraria.