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Africa Milk Project: love your land, fight poverty, drink your milk

Luogo : tanzania, Africa
Sustainable development of small rural communities Sustainable development of small rural communities
Budget totale: € 1.826.705,27 | Periodo: Da gennaio 2007 A dicembre 2013

Sintesi

Se all'inizio iI progetto voleva migliorare la vita delle comunità rurali e sviluppare l'economia del distretto, oggi è un'impresa che fa utili. Ogni mattina l'azienda riceve 3200 litri di latte da circa 800 allevatori della zona - 5000 persone - che possiedono per lo più 2 o 3 vacche da latte. Una volta consegnato “a mano” o raccolto con un furgone, il latte è pastorizzato. Una volta la settimana e a prezzo contenuto una certa quantità è distribuita in 58 scuole del distretto, raggiungendo un bacino di utenza che è stato, fino al 2013, di 25 mila scolari. Il calcio contenuto nel latte è alimento fondamentale della dieta dei bambini. In parte il latte è venduto, e, in piccola quantità, donato a ospedali e orfanotrofi nei dintorni. Il rimanente diventa yogurt – distribuito nei mercati locali – e vari formaggi. Caciotta, provolone e specialmente mozzarella sono venduti nelle città più importanti e nell'isola di Zanzibar. I proventi dalla vendita hanno reso AMP sostenibile.

Partnership

Granarolo Group - Italia

Candidato guida

Il gruppo Granarolo, nato nel 1957 da una piccola cooperativa situata alle porte di Bologna, comprende due realtà diverse e sinergiche: un consorzio di produttori di latte - Granlatte - che opera nel settore agricolo e raccoglie la materia prima - e una società per azioni - Granarolo S.p.A. - che trasforma e commercializza il prodotto finito e conta 8 siti produttivi in Italia e 2 in Francia. Il gruppo rappresenta la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori associati in forma cooperativa. Riunisce circa 1.000 allevatori produttori di latte, un’organizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con 70 mezzi, 1.200 automezzi per la distribuzione, che movimentano 750 mila tonnellate/anno e servono quotidianamente più di 60 mila punti vendita nei quali 11 milioni di famiglie italiane acquistano prodotti Granarolo. Il gruppo conta circa 2100 dipendenti al 31/12/2013 con un fatturato di 993 milioni di euro.

Ministry of Foreign Affairs -Directorate General for Development Cooperation - Italia

Partner dell'iniziativa

L’organizzazione delle attività di Cooperazione allo Sviluppo, componente essenziale della politica internazionale dell'Italia, fa parte dei compiti del Ministero degli Affari Esteri (MAE), che demanda tali attività alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) che è l’organo preposto ad attuare tale politica, in attuazione della legge n.49/87. La DGCS attua le linee di cooperazione e le politiche di settore nei diversi Paesi, stabilisce rapporti con le Organizzazioni Internazionali, con l’Unione Europea e con le Organizzazioni non governative; programma, elabora ed applica gli indirizzi della politica di cooperazione e le politiche di settore tra cui sanità, ambiente e sviluppo imprenditoria locale; realizza iniziative e progetti nei Pvs; effettua interventi di emergenza e fornisce aiuti alimentari; gestisce la cooperazione finanziaria e il sostegno all’imprenditoria privata e alla bilancia dei pagamenti dei Pvs; promuove e realizza la cooperazione universitaria.

CEFA - The European Committee for Education and Agriculture - Italia

Partner dell'iniziativa

CEFA è l’ONG bolognese che lavora da oltre 40 anni per vincere fame e povertà. CEFA è stato fondato a Bologna il 23 settembre 1972 grazie a Giovanni Bersani e Padre Angelo Cavagna e a un gruppo di cooperative agricole di ispirazione cristiana della provincia di Bologna. Desiderio e volontà di CEFA è che ogni uomo sia protagonista dello sviluppo, non solo economico ma di tutta la persona, per essere soggetto attivo di democrazia e di pace. CEFA fonda la propria missione sullo sviluppo delle comunità e delle istituzioni locali in paesi tra i più poveri del mondo, attraverso il miglioramento delle economie familiari e comunitarie, la valorizzazione delle risorse umane, azioni di formazione e di riconoscimento dei diritti fondamentali dell'uomo. Raggiungere l'autosufficienza alimentare e il rispetto dei diritti fondamentali sono le priorità di CEFA.

NjoLIFA (Njombe Livestock Farmers Association - Tanzania

Partner dell'iniziativa

La maggior parte degli allevatori di mucche da latte del distretto di Njombe si sono riuniti nella suddetta NjoLiFA. Si tratta per lo più di piccoli allevamenti (1 o 2 mucche), gestiti da famiglie che si sono associate in gruppi di villaggio. Oggi il distretto conta circa 56 gruppi, con una media di 20-30 allevatori ciascuno (circa 1.400 famiglie coinvolte).

GRAZIE A UN LAVORO COSTANTE E ALLA RICERCA CONTINUA DELLA QUALITÀ, LA NJOMBE MILK FACTORY (NMF) È RIUSCITA A ESSERE UNA FILIERA DEL LATTE (RACCOLTA, TRASFORMAZIONE, COMMERCIALIZZAZIONE). HA RAGGIUNTO UN FATTURATO ANNUO DI OLTRE UN MILIARDO DI SCELLINI, CIRCA CINQUECENTOMILA EURO, GRAZIE A UNA PRODUZIONE GIORNALIERA DI YOGURT, LATTE, QUEST’ULTIMO DISTRIBUITO IN MOLTE SCUOLE DEL DISTRETTO DI NJOMBE, E DI FORMAGGI, VENDUTI NELLE GRANDI CITTÀ DEL PAESE. L'AZIENDA HA SFRUTTATO LE RISORSE ENDOGENE DEL TERRITORIO MONTUOSO DI NJOMBE, DOVE ERANO PRESENTI ALLEVAMENTI DI BOVINI DA LATTE NON SFRUTTATI IN MODO ADEGUATO, MA ANCHE PER L'ASSENZA DI PRODOTTO DI QUALITÀ IN COMMERCIO E QUINDI DI COMPETITOR. DA DICEMBRE 2013 LA NMF È UNA REALTÀ AZIENDALE, UNA S.P.A FAMOSA IN TUTTA LA TANZANIA PER LA QUALITÀ E L’ECCELLENZA DEI PROPRI PRODOTTI.

La novità, per i locali, è il processo di pastorizzazione che elimina i batteri senza intaccare le proprietà del latte. Prima, questo era al massimo bollito e quindi impoverito. Inoltre, il latte era importato o in polvere e quindi non a portata della popolazione media. Questa novità “tecnica” ha creato un circolo virtuoso sociale e culturale. Il consumo di latte di qualità, non più veicolo di infezioni, è aumentato. Da una ricerca dell'Università Roma3, emerge che tra 274 compratori il 36% prima non acquistava latte, la metà di chi lo faceva lo comprava per strada, il resto lo prendeva importato. La dieta alimentare per battere la malnutrizione, a iniziare dai bambini, si è arricchita. È stato creato lavoro qualificato nella filiera produttiva. Non manca nemmeno l'innovazione economica: la NMF, oggi S.p.A, ha mantenuto la sua finalità sociale, dato che parte dei profitti è stato destinato ad attività di sostegno alla comunità ("Latte alle scuole"), unico esempio nel distretto.

1° Tutto ha inizio dal controllo del latte Il latte crudo, consegnato dagli allevatori, è sempre controllato dai tecnici di laboratorio: si verifica la presenza di possibili batteri patogeni e la qualità, in modo da inviare alla produzione solo il latte crudo migliore.
2° Attenzione a non superare la temperatura Il latte è pastorizzato nei doppifondi e portato a 68° per eliminare i microrganismi non idonei alla perfetta caseificazione (trasformazione in formaggio). Raffreddato a 40° al latte sono aggiunti il caglio e i fermenti lattici propri del formaggio che si vuole produrre.
3° La tecnologia a servizio della qualità Nel pastorizzatore (sulla sx) il latte arriva a 78° per 20/30 secondi e poi è portato a bassa temperatura, così da eliminare i microrganismi patogeni mantenendo, però inalterate, le proprietà organolettiche del latte: vitamine, proteine e sapore. La confezionatrice (sulla dx) sigilla il latte in buste che sono poi commercializzate e trasportate agevolmente in molte scuole del distretto.
4° Lo yogurt incontra tutti i gusti In latteria si trova un negozio dove si vendono i prodotti: dal latte allo yogurt ai formaggi. C'è un viavai continuo di persone che comprano soprattutto yogurt per lo più "alla spina". I tanzaniani portano con sé i contenitori per trasportarlo: in questo modo riciclano la plastica e pagano solo il prezzo del prodotto.
5° Scommettere sul futuro Il programma "Latte alle scuole" ha creato un cambiamento culturale: fornire latte sicuro ai bambini, ultimi nella scala sociale africana, ha significato scommettere sul futuro della nazione. Il cambiamento nella dieta alimentare dei scolari, parte del progetto "Latte alle scuole", ha "contagiato" anche i più grandi: i genitori oggi, quando comprano latte, lo acquistano pastorizzato.

Classificata al 152° posto (su 186 paesi) nell'Indice di Sviluppo Umano (2013), la Tanzania ha circa 45 milioni di abitanti, di cui circa 27, vivono con 2 dollari al giorno e il 39% è denutrito, vive cioè con fame cronica (FAO, 2011). Nelle aree rurali - dove risiede il 90% dei poveri - la metà della popolazione vive con 1$/g e il 60% non ha accesso a fonti d’acqua pulita. Nel distretto di Njombe, a sud, l'82% della popolazione - su un totale di oltre 300 mila persone - è impiegata in agricoltura e nell'allevamento di vacche da latte (45% del Pil), con la produzione di colture di sussistenza e per il commercio (tè, patate, mais). Più di 100 mila ettari di terreno rimangono però incolti e forti siccità, alternate a piogge torrenziali, aggravano l'insicurezza alimentare delle fasce più povere. Denutrizione, mancanza di igiene e acqua contaminata sono le principali cause di malattie e di morte, soprattutto tra i bambini da 0 a 5 anni: ne muoiono ogni anno 81 su 1000 (Tanz.in Cifre 2010).

1° Ritornare alla terra L'agricoltura in Tanzania è quasi interamente in mano a piccoli agricoltori con la zappa e con animali che trainano l'aratro. Le donne rappresentano circa l'81% del settore agricolo, impegnate nella produzione di colture alimentari. (Tanzania Country Level Knowledge Network, 2013)
2° C'era una volta una colonia inglese Le immense distese di tè sono un panorama tipico della regione di Njombe: dicono il passato della Tanzania, colonia della corona britannica fino ai primi anni Sessanta. Pochi sono i raccoglitori di a tempo pieno, moltissimi, però, gli stagionali. Le condizioni lavorative di tutti sono piuttosto difficili. 8 ore di lavoro giornaliere fruttano circa 55 euro al mese.
3° Ingrediente indispensabile Tra le pietanze tipiche della cucina tradizionale tanzaniana c'è il kande, zuppa di mais e fagioli. A questa poi si aggiungono anche altri cereali, un po' quello che rimane, quando avanza...
4° Serve anche da cucchiaio L'ugali, farina di mais bianca, è un altro piatto tipico tanzaniano, ben conosciuto in Italia come polenta. Si usa anche come cucchiaio - schiacciandola in mezzo - per portare alla bocca alcuni cibi più cremosi.
5° Pensando ai più piccoli Su 100 bambini sotto i 5 anni più di 15 sono denutriti,​ (Tanzania in Cifre 2010). Essi hanno quindi un arresto della crescita a causa della malnutrizione che è più preponderante nelle zone rurali della Tanzania, come il distretto di Njombe.
"Never give up" La Tanzania vive una costante crescita economica grazie alla stabilità politica e a investimenti internazionali. Dal 2006 il suo tasso di crescita annuale è stato intorno al 7%. Tuttavia quasi il 60% di più di 45 milioni di abitanti vive con meno di 2 dollari al giorno, significa che più di 27 milioni di persone vivono in povertà. Nelle zone rurali, la metà della popolazione vive con meno di 1 dollaro al giorno, in condizioni di estrema povertà. (Tanzania in Cifre, 2010). Questo paese, però, come tutta l'Africa è giovane: il 60% della popolazione africana è costituita di giovani sotto i 25 anni, con tante aspettative ed enormi potenzialità.

Secondo una ricerca dell’Università Roma3, il reddito degli 800 allevatori, fornitori della NMF, in soli 3 anni è aumentato del 140%. È stato creato lavoro per 39 tanzaniani, con un’età media di 30 anni, che seguono le attività dell'azienda: raccolta del latte, controllo, produzione e commercializzazione. La sostenibilità economica-finanziaria dell'impresa, in grado di far fronte alle spese, è stata quasi raggiunta: si riescono a pagare i fornitori e gli stipendi dei dipendenti. Dal 2010 i ricavi sono aumentati in maniera costante, anche se contenuta. La nascita della NMF, come realtà industriale, ha generato un indotto importante: punti vendita e servizi di trasporto. Grazie al "Latte alle scuole", gli insegnanti hanno dichiarato un miglioramento del rendimento e un incremento della presenza degli alunni. Sono cresciute le adesioni al programma e ora è tangibile la miglior sensibilizzazione di presidi, maestre/i e famiglie al consumo di latte pastorizzato.

1° Un nuovo stile di vita Grazie al conferimento quotidiano del latte crudo alla NMF, molti allevatori hanno aumentato il numero dei capi nella loro stalla e grazie a un'entrata economica certa (ogni 2 settimane) la vita offre nuove opportunità: oltre a conquistare alcune comodità quotidiane, si riesce a dare lavoro (per lo più di mungitura) ai vicini oltre che permettersi le spese sanitarie, completamente a carico dei cittadini.
2° A servizio della comunità La NMF offre i propri prodotti, oltre che nello spaccio dell'azienda, anche in un negozio in centro a Njombe e un altro a Mtwango (25 km). Ci sono anche 2 negozi a Makambako (60 km da Njombe) che comprano i prodotti della NMF e li rivendono.
3° La kiwanda cha maziwa (fabbrica del latte, in swahili) non si ferma mai Si lavora tutti i giorni della settimana perché le vacche da latte producono latte senza sosta: nell'azienda vige la regola che il latte crudo venga lavorato entro le 24 ore. E' previsto un giorno di riposo alla settimana per i lavoratori
4° Oltre a nutrire incentiva ad andare a scuola Il "Latte alle scuole" garantisce la disponibilità di latte intero fresco e pastorizzato a 25 mila alunni (28 mila nel 2014) delle 58 scuole primarie del distretto ogni settimana in razioni da ¼ di litro di latte, secondo modalità e calendari stabiliti dal personale dell'azienda insieme all'ufficio distrettuale dell'istruzione, i presidi e gli insegnanti delle scuole oltre ai comitati dei genitori.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf 1° La ricetta per il successo: controllo dei costi e efficienza produttiva Dal documento sui risultati economici si evince che l'azienda ha un trend di crescita costante e positivo ed è facile che nel breve possa raggiungere il pareggio di bilancio.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf 2° Andamento del "Latte alle scuole" ll programma "Latte alle scuole" - nato già nel 2007 in forma sperimentale - solo negli ultimi anni è documentabile. Rispetto al numero di pacchetti distribuiti agli scolari nel 2012 c'è un decremento rispetto al 2011 dovuto all'aumento di prezzo per pacchetto, necessario però a garantire la sostenibilità dell'intervento (ultima tabella: Trend numero pacchetti latte).
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf 3° Ricerca Università Roma3: come aumenta il reddito degli allevatori Il ricavo medio mensile dell’attività zootecnica (att.zoo) per 1 famiglia contadina, depurato dall'inflazione, è di 67.250 tsh (circa €30). Il ricavo da att.zoo. equivale a 72% del totale delle attività reddituali della famiglia. Prima del progetto, il ricavo medio da att.zoo.era il 35% del ricavo totale delle attività agricole, ora è aumentato al 66%. La produttività per vacca passa, grazie al progetto, da 93 a 220 litri/mese. (fig. 10, 11, 14 da pag.27 a 30 (leggere da “However, we” a “by Cefa”, pag.29-30).
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf 4° Ricerca Università Roma3: aumento dei bimbi che bevono latte Con il "Latte alle scuole", il numero dei bambini che consumano latte ogni giorno e per il quale il latte è diventato elemento integrante della dieta è il 76% degli intervistati. (2° foglio, pag.10 "Main results"). Facendo riferimento alla ricchezza delle famiglie intervistate, si constata che grazie al progetto la proporzione di genitori che acquista latte è superiore nel periodo post-intervento rispetto al pre-intervento, ma questa differenza è molto superiore nel 1°quintile (suddivisione della popolazione in 5 parti), che è il 20% più povero, rispetto al 5° quintile, cioé il 20% più ricco. Ciò dimostra come le fasce svantaggiate della popolazione sono quelle che hanno avuto maggiori benefici dal progetto (3° foglio pag.12), visibile anche in fig.3 pag.18 dell'intera ricerca allegata al punto 3°: "Come aumenta il reddito degli allevatori".​ Vedi anche fig. 4, 5 e 6 pag.19-20-21 (sempre della ricerca allegata punto 3°)

Gli 800 allevatori che consegnano il latte alla NMF si sono riuniti nella Njolifa (Njombe Livestock Farmers Association). Grazie a CEFA, sono stati loro offerti seminari sull’amministrazione dell'attività, sulla gestione della filiera e sugli standard di qualità del latte, oltre un piano di profilassi e controllo per tubercolosi e brucellosi per il bestiame. Dei 40 lavoratori che gestiscono gli impianti nessuno aveva un’istruzione specifica, tutti sono stati formati grazie a corsi tenuti da esperti di zootecnia di CEFA e da tecnici locali, concordando il programma con la Sokoine University of Agriculture di Morogoro. Hanno anche beneficiato di tirocini ai caseifici di Santorso di Vicenza e di Granarolo a Bologna. 25mila alunni hanno potuto ricevere ¼ di litro di latte pastorizzato, rispondendo in parte al problema della malnutrizione, freno alla capacità d'apprendimento. La NMF, attraverso visite guidate, educa ai temi nutrizionali gli scolari e 2 impiegate formano gli insegnanti.

1° Chi ben comincia... La produzione di latte - in passato destinata all'autoconsumo degli allevatori - grazie a quest'esperienza di organizzazione e commercializzazione della Njombe Milk Factory (NMF), è oggi una delle attività più remunerative per le famiglie: gli allevatori conferiscono quasi tutto il latte alla NMF, ricavandone un compenso. I piccoli allevatori seguono corsi di aggiornamento o seminari organizzati da CEFA con le istituzioni locali.
2° Senza di loro non si può nulla Le donne hanno un ruolo fondamentale nella associazione di allevatori (Njolifa): oggi la percentuale di allevatrici titolari presenti sfiora il 50% anche se, in realtà, le donne impegnate in questo settore sono molte di più. Di solito il titolare dell'azienda agricola è il marito ma di fatto è la moglie che ci lavora.
3° Al centro il futuro del paese, i bambini La NMF risponde anche all’esigenza di sensibilizzazione sulle tematiche nutrizionali: l’attività "Latte alle scuole" infatti prevede visite dei bambini che assistono alla preparazione dei formaggi e al ciclo di lavorazione del latte. C'è anche l'impegno per l’educazione alimentare attraverso programmi rivolti agli abitanti delle aree rurali e c'è un grande impegno per garantire i prodotti della NMF a fasce sempre più ampie della popolazione locale.
4° Solo l'unione fa la forza Il risultato più importante è che oggi tutte le attività dell'azienda (dalla raccolta del latte, al controllo in laboratorio, la produzione, il confezionamento, la ricezione degli ordini, la spedizione, la fatturazione) vengono svolte esclusivamente e autonomamente da personale tanzaniano.
"Milk makes you happy" 800 agricoltori forniscono latte crudo alla NMF, circa 3200 litri ogni giorni. 39 giovani lavoratori tanzaniani seguono tutta la produzione dell'impresa locale: nessuno di loro possedeva una formazione specifica e sono stati formati attraverso corsi tenuti da esperti. Fino al 2013 più di 25 mila studenti (nel 2014 sono circa 28 mila) hanno avuto accesso a ¼ di litro di latte pastorizzato, che risponde in parte al problema della malnutrizione.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Ne beneficia tutta la comunità di Njombe Importante è ricordare che il distretto di Njombe, quindi oltre 300 mila persone, ha la possibilità di usufruire del "servizio" del latte pastorizzato, che non esisteva prima che sorgesse la Njombe Milk Factory.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Ricerca Università Roma 3: Analisi degli obiettivi del "Latte alle scuole" E' interessante vedere come il consumo di latte nelle scuole del distretto abbia creato un circolo virtuoso: dà maggiore consapevolezza ai bambini delle scuole e anche alle famiglie sulle tematiche della nutrizione, la conoscenza crea quindi "desiderio di acquisto" e va da sé l' "abitudine al consumo".
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Ricerca Università Roma3: interconnessioni tra beneficiari E' interessante capire come i beneficiari del progetto siano legati tra di loro grazie al latte pastorizzato prodotto dalla NMF e come questo porti reddito grazie ai consumatori (bambini, famiglie, altri soggetti) all'azienda e da questa agli allevatori. Ovviamente i bambini e le loro famiglie, bevendo latte e yogurt, creano domanda e grazie a questa gli allevatori continuano a consegnare il latte crudo ogni giorno alla NMF.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Staff della latteria Attualmente i lavoratori della NMF sono 39, tutti tanzaniani. Il settore più numeroso è quello degli ordini e del marketing (10 persone assunte) e quello della produzione (7 persone assunte).

Le persone coinvolte sono state 52: i cooperanti di CEFA (esperti di produzione, amministrativi, zootecnici, agricoli ed edili in loco), coordinati da responsabili di Bologna; il presidente CEFA Trustee Tanzania, che ha coinvolto le istituzioni locali; un missionario che, negli anni '80, per la diocesi di Njombe, ha chiesto "collaboratori" nel sud della Tanzania al senatore Giovanni Bersani, fondatore di CEFA, che ha, quindi, creato progetti di sviluppo agricolo e sociale in tutta la zona; alcuni esperti tecnici e manutentori, per la parte strutturale della NMF, del gruppo CEFA di Santorso (VI); il management di Granarolo, sia quello attuale sia il precedente, che nei primi anni 2000 ha deliberato un impegno economico iniziale di 50 mila euro per la creazione di una piccola latteria-caseificio nel distretto di Njombe; l'ex assessore all'educazione del distretto di Njombe, che ha diffuso il progetto a livello istituzionale.

1° "Una forza incredibile ti danno i bambini" Dato l’elevato numero di bambini orfani e disagiati, CEFA ha creato un fondo di sostegno perché le famiglie dei bambini delle scuole primarie coinvolte nel programma "Latte alle scuole" possano acquistare il latte a prezzo agevolato e sia garantito gratuitamente ai bimbi più bisognosi. Dal 2009 questo fondo viene sostenuto da Granarolo e da coloro che aderiscono al SAD (Sostegno a Distanza) di CEFA (www.cefaonlus.it/sostegno-a-distanza/sostegno-a-distanza.asp)
2° Da sempre al servizio della latteria Fabrizio Lucchin, esperto manutentore di impianti lattiero-caseari, è una figura di riferimento importante sia per i lavoratori della NMF che per molti altri volontari che con lui, circa una volta l'anno, si recano alla NMF per mettere a punto gli impianti e risolvere i mille problemi che sorgono ogni giorno.
3° Professione: cooperante! Non si fermano mai i lavori di formazione nelle scuole con i bambini e gli insegnanti, attività indispensabile per far capire l'importanza del consumo di latte pastorizzato in una dieta alimentare variata. Federico Pirola, nella foto, è da più di tre anni a Njombe e, oltre a coinvolgere sempre più scuole nel progetto "Latte alle scuole" perché responsabile delle attività sociali, è anche responsabile amministrativo della NMF.
Se non ci fosse stato... "Baba" Camillo, alias padre Camillo Calliari, amico di Nierere, padre della Tanzania, è missionario della Consolata e vive a Kipengere da 45 anni. E' stato proprio lui che nei primi anni Ottanta, ha chiesto al senatore Giovanni Bersani, fondatore di CEFA, di pensare a nuovi modalità per lo sviluppo agricolo sostenibile della zona meridionale della Tanzania. Da quest'incontro è nata l'idea della Njombe Milk Factory.
"For the sake of all" ​Molti esperti sono stati coinvolti in Africa Milk Project: cooperanti CEFA tra esperti agricoli ed edili, di produzione, amministrazione, allevamento, responsabili di Bologna e tanzaniani, oltre che personaggi delle istituzioni locali. Altri volontari sono del gruppo CEFA di Santorso (VI), esperti manutentori, figure tecniche per lo più. Granarolo ha offerto invece l'esperienza del suo management, a partire dal suo presidente.​
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Tutte le risorse umane coinvolte CEFA ha inviato alla Njombe Milk Factory 17 cooperanti con diverse specializzazioni e 2 giovani in servizio civile, coordinati da responsabili nella sede di Bologna. Rapporto privilegato è stata creato con la diocesi di Njombe che ha aperto la strada a CEFA in quella zona della Tanzania. Le risorse del gruppo CEFA di Santorso (Vi) sono state tutte volontarie e hanno svolto una funzione tecnica, mentre i volontari di Granarolo per lo più una funzione strategica.

La mancanza di competenze tecniche è stata una delle maggiori difficoltà. Si è creata quindi una rete di rapporti con la Sokoine University of Agriculture per trasferire le conoscenze specifiche. Il “learning by doing”, confronto continuo dei lavoratori con un tutor, è stata un’altra strategia importante. Per la cura delle vacche ci si è rivolti a veterinari esperti, oltre alla formazione costante negli stabilimenti di Granarolo e nelle aziende dei soci allevatori per apprendere tecniche produttive e di gestione della stalla. Per fidelizzare gli allevatori alla consegna quotidiana del latte, si è scelto un pagamento quindicinale. Prima, poiché vendere il latte per strada fruttava pochi scellini al giorno, per loro era impossibile una pianificazione a lungo termine delle spese familiari. Ora, oltre a far fronte alle spese quotidiane o alle emergenze, possono accantonare anche il denaro per le tasse scolastiche dei figli per dar loro una migliore opportunità di vita.

1° L'università in latteria Nel maggio 2013, per una settimana, si è svolto un corso di aggiornamento sui processi di produzione e le pratiche di igiene, tenuto dal prof. Yahaya Watuta della Sokoine University of Agriculture di Morogoro, proprio nei locali della NMF.
2° Learning by doing Apprendere attraverso il fare, l’operare e le azioni. Gli obiettivi di apprendimento si configurano sotto forma di “sapere come fare a”, piuttosto che di “conoscere che”: in questo modo i lavoratori prendono coscienza anche del perché un'azione deve essere realizzata.
3° Venire in Italia per formarsi Nel dicembre 2010 una delegazione tanzaniana, composta da allevatori, un manutentore e il manager della NMF, ha ricevuto a Bologna una settimana di formazione: gli allevatori nelle aziende agricole dei soci di Granlatte (proprietario di Granarolo), per apprenderne tecniche produttive e strategie; il manutentore e il manager negli stabilimenti del gruppo. Negli anni altri lavoratori tanzaniani si sono succeduti in questa formazione in Italia.
4° Bisogna saper perdere Nel 2009 l'associazione degli allevatori (Njolifa) aveva deciso di incrementare del 42% (da 350 Tsh a 500 Tsh) il prezzo del latte pagato agli allevatori: questo ha portato la NMF in una condizione finanziaria difficile, dalla quale, se n'è usciti soltanto negli ultimi mesi del 2012 grazie al contributo degli allevatori nell’avere accettato, nel maggio del 2010, una ritrattazione al ribasso del prezzo del latte crudo (da 500 Tsh a 425 Tsh).
5° Passo dopo passo Oggi la maggioranza degli allevatori porta il latte sulla strada principale dove passa un camion della NMF che lo raccoglie. Il pagamento quindicinale ha in qualche modo "costretto" queste persone a progettare e a pianificare le spese importanti della famiglia: dalle tasse scolastiche dei figli alle spese alimentari a quelle per trasformare la capanna in casa di mattoni.

La produzione di formaggio crea 2000 l/giorno di siero. Per produrre ricotta se ne usano 1000 l/settimana. Il rimanente è scremato e inviato a due tank esterni da 4000 l. Il grasso ricavato permetterà a breve la produzione di burro, 18/20 kg/giorno. Il siero “scremato” è destinato gratuitamente all'alimentazione dei suini e altri animali. Un serbatoio da 3000 l è stato comprato in comproprietà con una ditta che distribuisce a domicilio il siero, abbattendo i costi per la NMF. Per diffondere l'iniziativa è stato trasmesso uno speciale alla radio. Le acque reflue di lavaggio dei macchinari, una volta portate a ph neutro, sono convogliate in tre bacini di raccolta, in attesa dell'installazione di un depuratore, già in budget, che renderà il composto adatto all’immissione nelle fogne. E' stato  installato sul tetto dell'azienda un impianto fotovoltaico da 11 kilowatt (kwp) che copre le necessità energetiche degli uffici amministrativi e delle celle frigorifere. 

Freschissima e deliziosa Con il siero in esubero si produce la ricotta, un latticino di valore alimentare, culinario ed economico significativo che però ha una scadenza (shelf-life) breve, perché è un formaggio delicato. Gli ingredienti sono siero, sale e aceto o limone. L'obiettivo della NMF è di produrla tutti i giorni.
Nulla va sprecato Il siero è il sottoprodotto della produzione dei formaggi. Come avviene in Italia, anche in Tanzania è utilizzato per l'alimentazione animale, rendendo l'impatto ambientale quasi nullo: il siero in questo modo è recuperato, senza costi, dagli allevatori della zona.
Pullman di linea per far giungere il formaggio a destinazione La NMF consegna circa 60 kg di vari tipi di formaggio due o tre volte la settimana a diverse pizzerie e ristoranti di Dar Es Salaam (circa 704 km) e di Arusha (via Dar Es Salaam, 646 km), due grandi città tanzaniane. Non muove però il camion frigo ma usa i pullman di linea – partono verso le 6 del mattino – che arrivano a Dar, e poi ad Arusha, grazie ai "cool boxes" che conservano integri i formaggi. L'impatto ambientale, per quanto riguarda la commercializzazione dei formaggi, è quindi azzerato.
"In tune with Nature" Il progetto è formalmente concluso, ma continua a migliorare la propria efficienza perché vuole ridurre al minimo l'impatto ambientale. Lo realizza puntando sul risparmio energetico negli stabilimenti della NMF. L'azienda offre agli allevatori il siero per gli animali ma anche l'opportunità di capire come si crea biogas e quindi energia pulita (come combustibile per cucinare ed elettricità) a partire dal trattamento di rifiuti organici, nel caso specifico attraverso lo scarto organico del bestiame.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Con l'impianto fotovoltaico a regime La tabella mostra l'energia prodotta (kwh) dal nuovo impianto fotovoltaico (a regime tra qualche mese) da 11 kwp (kilowatt di picco) che permetterà alla NMF di ridurre la quantità d'energia chiesta attualmente alla TANESCO (azienda di rifornimento dell'elettricità) e quindi i costi in bolletta (recuperati dalle bollette dell'anno scorso). Questa riduzione genererà per la NMF dei ricavi, in euro, pari ai valori riportati nell'ultima colonna a destra della tabella (circa 2.000 euro annui).
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Impianto fotovoltaico su misura Il progetto della NMF è formalmente concluso, ma si continua a migliorarne l'efficienza. Si sta appunto rafforzando il risparmio energetico con l'installazione a breve di un impianto fotovoltaico sul tetto della NMF. I pannelli sono appena arrivati a Njombe. Nel file allegato sono descritte le specifiche tecniche dell'impianto pensato proprio per la NMF.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Nessuna produzione di CO2 Nella tabella viene calcolato quanto è il "risparmio" di emissioni di CO2 grazie al fatto che la NMF, per commercializzare i formaggi nelle grandi città, lontane da Njombe, non usa i camion frigo ma i pullman di linea. Dal grafico si evince che in un anno il risparmio è di circa 20 t di CO2 fino a Dar Es Salaam (con 2 viaggi a sett.) e circa 18 t di CO2 fino ad Arusha (con 2 viaggi a sett.)

La sostenibilità è concreta con la trasformazione della NMF da progetto finanziato a S.p.A i cui azionisti sono i partner/beneficiari. Ora si stanno cercando partner industriali locali per assegnare le azioni ancora libere. La presenza delle istituzioni garantisce attenzione al territorio e alla comunità (programma “Latte alle scuole”). Il progetto ha influenzato l’agenda politica della regione di Njombe: per incoraggiare l’allevamento nella zona, dal 2010 il governo ha distribuito migliaia di bovini da latte (pezzati). La visibilità del progetto ha toccato il suo picco con la visita del Presidente della Repubblica Kikwete nel 2009. La creazione di un tavolo permanente regionale per la promozione del "Latte alle scuole" e l’organizzazione della Giornata del Latte, svoltasi a Njombe a settembre 2012 e per la prima volta celebrata a livello nazionale, confermano che la NMF costituisce una realtà importante per il settore del latte.

1° Il progetto è diventato un'azienda S.p.A Il 3 di Marzo 2013 la NMF è diventata una "Company Limited By Shares" che mantiene una rappresentanza di quelli che erano i partner/beneficiari (Njombe Livestock Farmers Association, Njombe Catholic Diocese, Njombe District Council, Njombe Town Council), ma la novità è che si stanno cercando partner industriali locali. La presenza delle istituzioni locali garantisce attenzione per le fasce più deboli della comunità.
2° Asante sana (Grazie mille) Presidente! Il Presidente della Repubblica di Tanzania, Jakaya Mrisho Kikwete, in visita a Njombe, ha voluto visitare la Njombe Milk Factory ("Kiwanda cha Maziwa" in kiswahili)» nell'ottobre 2009. La sua segue la visita del Ministro per lo sviluppo degli allevamenti, Anthony Diallo, per l'inaugurazione della NMF nel gennaio 2007. La sua presenza testimonia l'amicizia, la collaborazione e l'apprezzamento delle istituzioni tanzaniane per il lavoro svolto dalla NMF.
3° E che festa sia! Oltre 2500 alunni hanno sfilato per le strade di Njombe il 26 settembre 2012. Erano presenti tutte le 12 scuole della città di Njombe (parte del progetto "Latte alle scuole") con gli scolari di 4°, 5° e 6° e per questioni logistiche le 46 scuole esterne alla città hanno partecipato solo attraverso la rappresentanza di due studenti e un maestro. Dietro lo striscione della propria scuola, gli alunni reggevano cartelloni nei quali si parlava dei benefici derivanti dal latte.
../file-system/small/ppt ../file-system/small/ppt Latte alle scuole: ecco la proposta di legge E' un programma stilato dal Ministero dell'Allevamento e Pesca. E' del 26 settembre 2012 e coincide con la Giornata Nazionale del Latte festeggiata a Njombe. La Njombe Milk Factory ha riunito i delegati del Ministero e altri soggetti quali ASAS Dairies Ltd, TDB (Tanzania Dairy Board) e TAMPA (Tanzania Milk Processors Association) e che ha avuto il sostegno anche di ONG internazionali quali Land O’ Lakes e DANIDA.

In Italia AMP è stato pubblicizzato sulle bottiglie di latte fresco Alta Qualità (AQ) (2009) e parz. scremato (2012), sulle conf. di mozzarelle AQ (2012) e 2 volte sul latte UHT Granarolo (2011-2013). Sono stati creati un CD musicale, un FlashMob, che ha coinvolto la GDO, e il concorso "Diventa amico di AMP" con Tetra Pak e Comieco. Granarolo ha poi raccontato il progetto al Summilk, convegno mondiale del latte nel 2011. A Njombe sono stati messi in onda spot pubblicitari su AMP sia in TV che alla radio e invitati ballerini e comici in grandi eventi promozionali. La NMF ha partecipato a diverse fiere agricole per promuovere i suoi prodotti ed è sempre presente al Farmers' Market di Dar Es Salaam con i suoi formaggi. Il programma "Latte alla scuole" è stato veicolo importante per far conoscere AMP: tramite gli alunni si è arrivati ai genitori e a incidere sulla dieta alimentare di tutti. La NMF è citata nella guida turistica "Lonely Planet", dove i suoi formaggi sono detti eccellenti.

Njombe: Ballerini per vendere più prodotti! Le strategia di marketing che funziona in Tanzania sono i ballerini di strada! Se si vuole una pubblicità efficace bisogna noleggiare un camioncino, attrezzarlo con un impianto stereo e un dj affermato e far danzare ballerini per la strada al fine di attirare l'attenzione delle persone. Per la prima volta lo ha fatto anche la latteria sabato 20 luglio 2013 a Makambako, una grossa città a 60 km da Njombe.
Njombe: L'ironia ha il colore del latte A conclusione della Giornata del Latte, il 26 settembre 2012 - per la prima volta celebrata a livello nazionale - c’è stato lo show di un famoso comico e cantante gospel tanzaniano, Masanja, così da attirare anche gli adulti, non solo i bambini, incentrato sull’importanza del latte pastorizzato. Egli ha anche partecipato ad un programma radiofonico il giorno prima dell'evento.
Un bel riconoscimento per la latteria La NMF era presente alla fiera del latte di Mochi a giugno 2012, nel centro-nord della Tanzania, dove ogni due anni il comitato TAMPA (Tanzanian Milk Processor Association) si riunisce. La latteria ha esposto provolone, ricotta e caciotta, tutti e tre valutati prodotti di qualità: il provolone ha ricevuto il primo posto, mentre ricotta e caciotta il terzo a causa del packaging poco accattivante. Alla fiera l'assessore all'educazione ha raccontato del programma "Latte alle scuole"
"Cammino Diritto" Questo video in realtà è un file audio: è il pezzo forte del CD creato dai Marea per AMP nel 2009 con il titolo "Cammino Diritto". Proprio questo pezzo è stato poi "comprato" da Biagio Antonacci ed è diventata la musica della canzone "Non vivo più senza te", il tormentone dell'estate 2012
"Diventa amico di AMP" Ecco il video di presentazione del concorso al quale hanno partecipato circa 10 mila persone. In questo video parlano i protagonisti di Granarolo, Tetra Pak e Comieco durante la presentazione del concorso suddetto nel giugno 2013 a Milano.
AMP al Biografilm Festival: "Suoni e colori della Tanzania" E' stato presentato un film musicale il 14 giugno 2011 al Biografilm Festival con una performance live di Cisco, ex voce dei Modena City Ramblers, che si è esibito con un complesso "etnico" diretto da Francesco Magnelli. Il film musicale racconta l'esperienza di Cisco in Tanzania e alla NMF ed è diviso in due parti, ecco la seconda parte: https://www.youtube.com/watch?v=nriA8oYoBjA
Applausi a scena aperta Per il Natale 2012, sabato 24 novembre alle 10 al "Centro Lame" di Bologna, Granarolo e CEFA hanno organizzato un "FlashMob", un evento improvvisato, per sensibilizzare ai bisogni della NMF. È stato allestito un banchetto di solidarietà nell’atrio del centro commerciale. Solo quando un’anziana ha fatto un’offerta al banchetto del progetto, tutti hanno applaudito. Sono stati 30 secondi di applausi generali.
Bevi sano! La Njombe Milk Factory ha creato questo video che ha diffuso in internet e in coda a un film tanzaniano di successo. Racconta con ironia quanto sia importante bere latte sicuro, cioè pastorizzato e in coda pubblicizza i prodotti della NMF.
Dai un bicchiere di latte... Questo breve video è stato lo spot del progetto AMP dall'inizio della collaborazione tra Granarolo e CEFA onlus. Esso contiene l'essenza del modo di lavorare sia della onlus che della grande impresa italiana e dell'idea di "fare cooperazione".
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf 1° AMP sul latte fresco Alta Qualità Granarolo La campagna primaverile sulle bottiglie da litro, realizzata nel 2009, è stata lanciata in occasione della campagna di raccolta fondi (5x1000) di CEFA onlus. Sono state stampate 11,5 milioni di etichette su altrettante bottiglie.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf 2° AMP sul latte Granarolo UHT La campagna è stata realizzata 2 volte, questa è del 2011 in occasione del 5x1000 da devolvere a CEFA onlus con una distribuzione di 10,2 milioni di confezioni.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf 3° AMP sulle Mozzarelle Granarolo Alta Qualità La campagna primaverile del 2012 è stata diffusa sulle buste di 3 mozzarelle Granarolo ed è avvenuta in occasione della campagna del 5x1000 di CEFA onlus. Sono state stampate 1.583.000 di buste.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf 4° AMP su latte fresco Granarolo (parz. scremato) La campagna è stata lanciata nel 2012 in occasione del 5x1000 di CEFA. Sono state prodotte 2.582.089 etichette su altrettante bottiglie.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf 5° AMP su latte Granarolo UHT La campagna realizzata nel 2013 (per la 2° volta su latte UHT) è partita in concomitanza alla diffusione data dai canali CEFA (Fb di AMP e sito dedicato: www.africamilkproject.org) per far conoscere il concorso "Diventa amico di Africa Milk Project". Sono stati distribuiti 27,6 milioni di confezioni di latte UHT.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf 6° Concorso "Diventa amico di AMP" Il concorso è durato fino al 31 dicembre 2013. Registrandosi sul sito www.africamilkproject.org si poteva partecipare al concorso. In palio 300 premi solidali: collane tanzaniane e tele "tinga tinga". E come estrazione finale erano in palio 3 viaggio per 2 persone in Tanzania per conoscere la NMF. Grazie a questo progetto, Tetra Pak Italia ha distribuito 25 mila quaderni e penne agli scolari delle scuole di Njombe, tutto riciclato in carta latte Tetra Pak.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf AMP al Summilk, fiera mondiale del latte Granarolo ha partecipato a Parma al Summilk nell'ottobre del 2011 e in quell'occasione ha inaugurato “La Fabbrica del Latte”, mostra fotografica dedicata ad Africa Milk Project, oltre a presentare i risultati socio-economici della NMF, commissionata all'Università Roma3 da Granarolo stessa tra fine 2010 e inizio 2011.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf CD musicale "Music for AMP" Il 5 marzo 2010 è stato presentato alla Cantina Bentivoglio di Bologna in prima assoluta il CD musicato e scritto dal gruppo Marea. I componenti sono: Massimo Tagliata, fisarmonica, Andrea Dessì, chitarra, Mirco Menna, voce, Massimiliano Turone, basso elettrico e Roberto "Red" Rossi, batteria.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Vinto l'Ethic Award della GDO Il premio, vinto da Africa Milk Project, è stato organizzato da GDO WEEK, rivista del Sole24ore, che informa sull'industria e sulla distribuzione moderna, nella sede del Gruppo editoriale a Milano, il 25 novembre 2010. La latteria sociale ha vinto la sezione "Sud del mondo" e, grazie al premio, il progetto è stato pubblicizzato sulle riviste del gruppo. L'importante riconoscimento è avvenuto perché la NMF emancipa la popolazione locale dall'indigenza.