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Creation and restoration of date palms in the Region of Rjim Maatoug

Luogo : tunisia, Africa
Quantitative & qualitative enhancement of crop products Quantitative & qualitative enhancement of crop products
Budget totale: € 22.265.000,00 | Periodo: Da gennaio 1990 A dicembre 2015

Sintesi

Rijm Maatoug è situata nel sud-ovest del deserto tunisino ed è oggi un'oasi rigogliosa grazie al programma di creazione e riabilitazione di palmeti da dattero sostenuto dalla Cooperazione Italiana. La messa a coltura di circa 2500ha di palmeti è stata possibile sfruttando i giacimenti di acqua fossile presenti nel sottosuolo della regione ed ha contribuito efficacemente alla lotta contro la desertificazione. Alle popolazioni nomadi e seminomadi è stata offerta la possibilità di stabilizzarsi beneficiando, oltre che delle parcelle produttive di palme da datteri nelle quali sono possibili anche altre coltivazioni, del micro-clima dell'oasi, di alloggi e infrastrutture e di servizi socio-economici. Tutte le componenti della sicurezza alimentare sono state così garantite, in un contesto di sostenibilità ambientale e socio-economica.
 

Partnership

Ministry of Foreign Affairs -Directorate General for Development Cooperation - Italia

Candidato guida

L’organizzazione delle attività di Cooperazione allo Sviluppo, componente essenziale della politica internazionale dell'Italia, fa parte dei compiti del Ministero degli Affari Esteri (MAE), che demanda tali attività alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) che è l’organo preposto ad attuare tale politica, in attuazione della legge n.49/87. La DGCS attua le linee di cooperazione e le politiche di settore nei diversi Paesi, stabilisce rapporti con le Organizzazioni Internazionali, con l’Unione Europea e con le Organizzazioni non governative; programma, elabora ed applica gli indirizzi della politica di cooperazione e le politiche di settore tra cui sanità, ambiente e sviluppo imprenditoria locale; realizza iniziative e progetti nei Pvs; effettua interventi di emergenza e fornisce aiuti alimentari; gestisce la cooperazione finanziaria e il sostegno all’imprenditoria privata e alla bilancia dei pagamenti dei Pvs; promuove e realizza la cooperazione universitaria.

Regional Commissionership of agricultural development - Kebili - Tunisia

Partner dell'iniziativa

ll Commissariato Regionale allo sviluppo agricolo é incaricato dell'attuazione della politica agricola del governo. Vigila sull'applicazione della legislazione in materia di terreni agricoli, politica forestale, delle acque, della sanità animale e vegetale. Segue le operazioni di assegnazione dei terreni agricoli e la riforma delle strutture agrarie, intraprende le azioni di divulgazione agricola e di assistenza tecnica, autorizza le sovvenzioni e assicura il corretto svolgimento delle campagne agricole.

Office of Rjim Maatoug Development - Tunisia

Partner dell'iniziativa

Esecuzione del progetto di creazione e riabilitazione di palmeti da dattero nella Regione di Rjim Maatoug, gestione dei bandi di gara per l'esecuzione delle attività del progetto, gestione dell' inserimento dei beneficiari e dell' assegnazione degli appezzamenti; gestione del Centro di sperimentazione

Il deserto che fiorisce - Riabilitazione e creazione di palmeti da dattero nella regione di Rjim Maatoug. Oltre 2.500 ettari di terreno sono stati strappati al deserto grazie all'irrigazione con acqua fossile ed oggi costituiscono l'oasi di Rjim Maatoug, nel sud-ovest della Tunisia, una barriera verde di 25 km2 che ospita 4 centri urbani, dotati di adeguati servizi sociali con più di 7.000 abitanti, appartenenti alla tribù seminomade Ghrib o provenienti dalle oasi circostanti in stato di sovraffollamento,che, grazie alle realizzazioni del progetto, hanno profondamente modificato il loro stile e tenore di vita.

Il progetto è innovatore poiché il modello di sviluppo su cui si basa può essere considerato un precursore degli indirizzi poi emersi da Rio+20 avendo applicato efficacemente a favore di un area depressa misure per garantire la sicurezza alimentare, assicurandone anche la sostenibilità ambientale, sociale ed economica. L'acqua fossile presente in profondità viene pompata per irrigare i palmeti da dattero della pregiata cultivar Deglet Nour, una coltivazione remunerativa la cui domanda è in costante aumento. Il micro-clima generato dal palmeto è alla base di una multi-funzionalità agricola che permette alcune coltivazioni a livello intermedio, come fichi, agrumi, melograni e olivi, e l'utilizzo di piccole aiuole ai piedi degli alberi per produrre cereali, foraggio, cipolle, aglio. Inoltre, il sistema che ha creato la comunità di questa oasi e che ne garantisce la preservazione, si basa sulla distribuzione delle parcelle coltivabili secondo criteri e meccanismi chiari e condivisi.

Apertura di un nuovo pozzo Apertura di un nuovo pozzo: la troupe della RAI con il Direttore dell' UTL assistono all'apertura di uno dei nuovi pozzi
Canalizzazione dell'acqua per irrigazione Canalizzazione dell'acqua per irrigazione di palme da dattero recentemente messe a dimora e siepi di protezione contro l'insabbiamento della parcella
Palmeto Palmeto

Trenta anni fa Rjim Maatoug era una zona desertica, a ridosso dell'instabile frontiera con l'Algeria, in quel periodo afflitta da un sanguinoso conflitto interno, con scarse opportunità occupazionali nonostante il concomitante sviluppo del turismo nelle aree limitrofe della Tunisia Meridionale. La maggior parte della popolazione pastorale, in particolare i giovani, era quindi costretta a emigrare o a svolgere lavori occasionali mal retribuiti. Il deserto non poteva assicurare una fonte di sopravvivenza ai nomadi che lo frequentavano. A partire dagli anni '70, è stato scoperto un enorme giacimento di acqua fossile che si estende per 1.000.000 di km2  tra la Tunisia, l'Algeria e la Libia.  Questa scoperta attivò la realizzazione di tre pozzi nel 1984 che permisero di piantare un palmeto di 300 ettari nella zona di “Matrouha”. Il successo di questo primo esperimento diede il via al grande progetto che ha permesso il recupero di 2.500 ettari di deserto.
 

Tunisia Oasi Rijim Maatoug Filmato1 oasi di rijm maatoug

Garantire la sicurezza alimentare e la resilienza all'avanzata del deserto, stabilizzando la popolazione nomade e frenando l'esodo rurale. Inizialmente le assegnazioni miravano a decongestionare le oasi circostanti ma solo un 50-60% dei coloni si stabilì nell'area. In seguito, privilegiando le assegnazioni a giovani diplomati e grazie allo sviluppo di adeguati servizi, la popolazione stanziale ha raggiunto i 10.000 abitanti. Oltre a 5-6 mln DT di salari pagati a manodopera locale per i lavori di messa a coltura, la valorizzazione di circa 2.000 ha di palmeto ha creato un reddito che raggiungerà 90 mln DT nel 2020, circa 2.000 impieghi permanenti e nuova occupazione nell'indotto derivante dalla produzione di datteri e dalla colonizzazione dei nuovi villaggi. La produzione animale raggiungerà, nel 2020, 70.000 unità tra ovini e caprini, con un introito di circa 10 mln DT. L'autoconsumo di frutta e verdura (circa 50/70 DT per lotto all'anno) ha un valore di mercato di 1 mln DT.
 

I beneficiari appartengono a popolazioni nomadi e seminomadi della tribù Ghrib e comprendono abitanti dei villaggi circostanti con limitate possibilità di sviluppo. Ai beneficiari, bisognosi di una fonte duratura di sostentamento per migliorare la propria condizione socio-economica, viene assegnato un appezzamento e vengono garantite delle sovvenzioni finché non diventa produttivo (il ciclo delle palme da dattero richiede 7-8 anni per entrare in produzione). In tale periodo i beneficiari vengono sostenuti con corsi di formazione e mediante la fornitura delle attrezzature e del materiale necessari. Nella prima fase del progetto gli assegnatari residenti nel settore agricolo sono stati 728 e quelli del settore ingegneristico 9. Nella seconda e nella fase integrativa sono stati stabilizzati 351assegnatari , di cui 42 donne, suun totale di 1500 assegnatari e 7000 abitanti, raggiungendo un tasso di residenza nei villaggi dell'oasi del 96%.
 

Beneficiari del programma impegnati nella raccolta dei datteri Beneficiari del programma impegnati nella raccolta dei datteri
I datteri vengono sgranati dai racemi e caricati in cassette I datteri vengono sgranati dai racemi e caricati in cassette
Le cassette di datteri vengono caricate sui camion Le cassette di datteri vengono caricate sui camion
Servizi sociali a favore dei beneficiari del programma: aula scolastica acc Servizi sociali a favore dei beneficiari del programma: aula scolastica accessibile ai diversamente abili
Una delle 5 scuole realizzate nell'area di Rjim Maatoug per ragazze e ragaz Una delle 5 scuole realizzate nell'area di Rjim Maatoug per ragazze e ragazzi fino ai 15 anni
Tunisia Oasi Rijim Maatoug Filmato5 centro ricreativo

Il progetto vede impegnate diverse professionalità per un totale di 130 persone cosi suddivise:
- i quadri superiori che si occupano della direzione e gestione generale del progetto, in tutto 20 persone con formazione ingegneristica e amministrativa;
-i quadri intermedi che si occupano di controllare e seguire le attività, sono una trentina tra tecnici e amministratori;
- gli incaricati dell'esecuzione dei lavori, circa 80 persone tra operai, autisti ed altri lavoratori.
Inoltre, un team di agronomi lavora nel centro di sperimentazione dell'ODRM

Le professionalità coinvolte nel progetto Le professionalità coinvolte nel progetto, dall'ingegneria alla costruzione, dalla sperimentazione agricola ai lavori di manutenzione
Le professionalità coinvolte nel progetto Le professionalità coinvolte nel progetto, dall'ingegneria alla costruzione, dalla sperimentazione agricola ai lavori di manutenzione
Tunisia Filmato3 oasi di rijm maatoug2
Tunisia Oasi Rijim Maatoug Filmato2 intervista ambasciatore
Tunisia Oasi Rijim Maatoug Filmato4 impollinazione

Nel 2002 una Commissione di valutazione regionale ha constatato che gli obiettivi prefissati di incremento della produzione dei datteri e di rendimento degli appezzamenti, che avrebbero permesso agli assegnatari di diventare stanziali non erano stati completamente raggiunti. Grazie alla diagnostica sul terreno e a una valutazione partecipativa gli appezzamenti sono stati classificati in base al livello di produzione ed è stato messo in atto un programma di recupero (nuovi rigetti, palizzate e livellamento). E' stato, inoltre, fornito un sostegno agli assegnatari -chiamati a responsabilizzarsi dell'appezzamento già dalla piantumazione (premi mensili e distribuzione utensili)- e si sono razionalizzati il sistema irriguo, ottimizzando l'uso dell'acqua e la  disposizione degli appezzamenti intorno ai villaggi, migliorandone l'accessibilità. Dal 2004 sono riprese a pieno ritmo le attività ottenendo un sensibile incremento della produzione di datteri e della stabilizzazione dei beneficiari.

Dettaglio adduzione idrica Dettaglio adduzione idrica
Lavori di livellamento delle parcelle Lavori di livellamento delle parcelle
Processo di recupero delle parcelle e di stabilizzazione dei beneficiari. Processo di recupero delle parcelle e di stabilizzazione dei beneficiari. Sistema di distribuzione dell'acqua
Processo di recupero delle parcelle e di stabilizzazione dei beneficiari. Processo di recupero delle parcelle e di stabilizzazione dei beneficiari. Nuova parcella messa a coltura con palme da dattero
Processo di recupero delle parcelle e di stabilizzazione dei beneficiari. Processo di recupero delle parcelle e di stabilizzazione dei beneficiari. Barriere di protezione contro l'insabbiamento di nuove parcelle messe a coltura
Processo di recupero delle parcelle e di stabilizzazione dei beneficiari. Processo di recupero delle parcelle e di stabilizzazione dei beneficiari. Coltivazione di foraggio ai piedi delle palme da dattero

La creazione di un palmeto dove prima c'era solo deserto ha naturalmente un forte impatto sull'ambiente dell'area d'intervento e di quella circostante. Il microclima dell'oasi è protetto dall'erosione e dall'insabbiamento da un complesso sistema di siepi e i differenti strati di colture impiantate (palmeto, alberi da frutto, arbusti, foraggio e ortaggi) permettono di limitare l'evaporazione dell'acqua irrigua garantendo un sistema efficace di lotta alla desertificazione. Nel contempo gli abitanti della regione acquisiscono competenze su questo tipo di multifunzionalità agricola, sulle possibilità di diversificazione dell'economia, sulla gestione responsabile delle risorse idriche, il che permette di sviluppare la resilienza di queste popolazioni all'avanzare del deserto.
 

L'utilizzo di acqua fossile, una risorsa finita, è indicato soprattutto per la rinaturalizzazione. Le stime indicano che la riserva idrica durerà fino al 2030-2035. Nel frattempo, la ricerca sulle capacità di rigenerazione dell'ecosistema permetterà d'identificare soluzioni di approvvigionamento idrico di lungo periodo anche col contributo del centro di sperimentazione dell'ODRM, un incubatore di esperienze, di circa 10ha, dove diverse tecniche colturali e di allevamento vengono testate alla ricerca di soluzioni sostenibili. La sostenibilità sociale è garantita da processi decisionali partecipativi e da adeguate strutture sociali e comunitarie. Quella economica lo è, da un lato, dai proventi della produzione agricola e dall'altro dall'ownership delle autorità tunisine che finanziano 55% del programma. L'esperienza è facilmente trasferibile e duplicabile in altre zone desertiche con giacimenti di acqua fossile. Sono in corso studi di fattibilità per la realizzazione di altre oasi.
 

Sono state realizzate delle iniziative di disseminazione a livello locale, in particolare attraverso la realizzazione di due video da parte dell'ufficio incaricato di gestire il progetto. Più recentemente, il progetto è stato oggetto di vari articoli di stampa, tra cui un articolo dettagliato sul bollettino mensile del Ministero degli Affari Esteri, “La cooperazione italiana informa” (N.04 aprile 2014). Il progetto ha raggiunto la sua massima visibilità mediatica grazie a una puntata del programma Linea Verde,  andato in onda su Rai Uno il 30 marzo 2014, che ha condotto gli spettatori in un viaggio attraverso il sud della Tunisia presentando alcuni progetti della cooperazione italiana, primo fra tutti quello di Rjim Maatoug.
 

../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Articolo sul bollettino Articolo sul bollettino "La Cooperazione Italiana informa" dell'aprile 2014 (pag.35)
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