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Catholic University 4 Afghanistan

Luogo : afghanistan, Asia
Socio-economic dynamics and global markets Socio-economic dynamics and global markets
Budget totale: € 50.000,00 | Periodo: Da gennaio 2010 A

Sintesi

L’Università Cattolica ha avviato una collaborazione con la Herat University per migliorare la condizione della donna in Afghanistan con attenzione alle attività della comunicazione e media e allo sviluppo della comunità locale. Il progetto, parte delle attività di Centro di Ateneo per la Solidarietà Internazionale (CESI) volte a sostenere la figura della donna, realizza un corso di reportage giornalistico per 25 studenti, di cui 15 donne in cui sono anche tematizzati "Salute e Sicurezza alimentare" e "Produziione agricola". Partner: Fondazione Fondiaria SAI, Provincial Reconstruction Team (PRT) Esercito Italiano, SogniSolidali Onlus di TN, Scuola di Giornalismo della Cattolica, Missio Sui Iuris della Santa Sede e Associazione HAWCA di Kabul. Le giovani reporter hanno realizzato reportage con attenzione ai temi dello sviluppo, sanità e alimentazione sicura. Il progetto, in corso, ha continuato il training di 8 studentesse in Italia (2011 e 2012), con RAI, Corriere, Avvenire.

Partnership

The Catholic University of Sacred Heart - Italia

Candidato guida

Università Cattolica del Sacro Cuore (UCSC) is the only university in Italy operating on a national scale with its 4 campuses. Since its foundation in 1921, thousands of students have graduated from the university, many of whom having reached notable levels of achievement in diverse professional spheres. UCSC operates in both humanities and sciences with 38 bachelor degree programmes, 1 four years degree programme, 4 intensive-study degree programmes, 53 schools of specialization, almost 100 master degree programmes. Research activity draws on 54 institutes, 22 Depts and 70 research centres, and is aimed towards the study and understanding of crucial issues to life and society: new frontiers in economics and bioethics, changes in the field of law, family and cultural trends, mass media, changes in political systems, aims and goals of medicine, technological applications of mathematics and physics, and the most recent discoveries in environmental research.

School of Journalism of the Catholic University - Italia

Partner dell'iniziativa

La Scuola di Giornalismo (riconosciuta anche come master universitario) ha lo scopo di formare giornalisti della carta stampata, del settore radiotelevisivo e operanti nei nuovi media attraverso l'integrazione di attività formative e di una costante pratica redazionale svolta presso le testate cartacee, televisive, radiofoniche e online edite dalla Scuola. Le attività didattiche si compongono di corsi che affrontano i fondamenti e le tecniche della professione; laboratori; incontri con professionisti del settore di rilievo nazionale e internazionale; pratica redazionale. Il Master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale è riconosciuto dall'Ordine Nazionale dei Giornalisti (http://www.odg.it/site/?q=elenco_scuole). Gli studenti ammessi svolgono, presso le testate edite dal Master, diciotto mesi di praticantato riconosciuto ai fini dell'ammissione agli esami di idoneità professionale. Alla fine del biennio gli studenti sono abilitati a sostenere gli esami di idoneità professionale per giornalisti presso l'Ordine Nazionale dei Giornalisti. I diplomati della Scuola di giornalismo saranno in grado di lavorare come giornalisti professionisti nell'ambito di testate a stampa, televisive, radiofoniche e multimediali. Il Master, di durata biennale, è rivolto a laureati in possesso di Laurea quadriennale o triennale oppure un Diploma di laurea specialistica.

Missio sui iuris of Afghanistan - Afghanistan

Partner dell'iniziativa

La missione sui iuris, eretta da papa Giovanni Paolo II il 16 maggio 2002, comprende l'intero territorio dell'Afghanistan. Nel dicembre 2007 la piccola comunità cattolica afgana contava circa 250 persone: l'unica cappella di tutto il paese si trova all'interno dell'ambasciata italiana. Nel 2010 contava 200 battezzati su 22.000.000 di abitanti. La sede della missione è la città di Kabul. Mons. Giuseppe Moretti è a capo della Missio Sui Iuris.

SogniSolidali Onlus - Italia

Partner dell'iniziativa

L’Associazione Sognisolidali è un’associazione di volontariato di Trento, senza scopo di lucro. Opera in campo locale, nazionale e estero. Ha lo scopo di favorire la solidarietà come stile di vita attraverso azioni e progetti, anche a livello internazionale, di sostegno, informazione e formazione, verso persone, soprattutto verso donne e bambini che si trovano in uno stato di disagio sociale o di bisogno economico. L’associazione SOGNISOLIDALI è stata costituita in data 5/9/2008 quale associazione di volontariato anche internazionale, senza scopo di lucro. Ha sede a Trento, in via Grazioli 89 ed è contattabile al n.3381459843 o all’indirizzo e-mail sognisolidali@gmail.com. È gestita da un Consiglio composto da 3 membri, il legale rappresentante pro tempore è la signora Michela Furlani. In essa prestano attività solo volontari e non vi sono dipendenti. L’attività svolta comprende sia la raccolta di fondi, attraverso la promozione di prodotti artigianali o eseguiti dalle stesse socie e l’organizzazione di cene ed eventi, sia più in generale la sensibilizzazione verso progetti di solidarietà e di cooperazione che vedono coinvolte le donne, partecipando ai mercatini di Natale organizzati dal comune di Trento, gestendo bancarelle durante le fiere di S. Giuseppe e S. Lucia a Trento e a Caldonazzo, Nomi e nei Centri Commerciali (a Pergine) e contribuendo alla realizzazione di progetti per i paesi dell’Africa.

Humanitarian Assistance for the Women and Children of Afghanistan - Afghanistan

Partner dell'iniziativa

Hawca è un’organizzazione umanitaria, non governativa, gestita da donne afghane, con il contributo di uomini che condividono la stessa battaglia per i diritti umani, la giustizia e la democrazia. La loro storia nasce nel 1992, da un gruppo di giovani volontari che lavorano nei campi profughi afghani, in Pakistan. Dopo 7 anni decidono di strutturarsi in modo più stabile, fondando un’ organizzazione. HAWCA nasce dunque nel 1999 per cercare di rimediare alla tragica condizione di donne e bambini, prime vittime della guerra e del fondamentalismo, in Afghanistan e nei campi profughi pakistani.

Through your Eyes – Attraverso i vostri occhi Il progetto è focalizzato su tre temi: il supporto alle donne, l’intervento in area di crisi, l’utilizzo delle risorse locali per la sicurezza e la produzione alimentare. L’Afghanistan è il luogo dove queste criticità emergono in modo significativo e dunque target dell’iniziativa. La filosofia è quella di rendere la popolazione locale capace di “raccontarsi” - avendo identificato come limite la stereotipo afghano dei media occidentali – e dunque: mettere in grado 15 giovani donne di in-formare le altre donne su come avere comportamenti “sani/sicuri” nella gestione della casa e degli alimenti e di come è possibile sostenere la famiglia coltivando lo zafferano (l’oro afghano). Il primo risultato è stata la realizzazione di alcuni semplici reportage, il secondo – legato alla sostenibilità professionale – ha permesso alle giovani giornaliste di collaborare professionalmente con alcuni media italiani che documentano le vicende afghane.

All’interno del più ampio percorso formativo, i due reportage proposti riguardano “Salute Pubblica in Afghanistan" (e versione inglese: "Public Health in Afghanistan") e “La coltivazione dello zafferano”. Il risultato ottenuto nel primo caso è stato educativo, per mostrare in che modo e con quale attenzione è necessario gestire la casa tradizionale afghana per avere “il minimo” di sicurezza nella preparazione dei cibi, nel consumo dell’acqua e nella pulizia. Nel secondo caso, sono state date sia alcune indicazioni sulla coltivazione dello zafferano e si è voluto mostrare come una coltivazione “permessa” e femminile possa contribuire alla emancipazione della donna garantendo un minimo di reddito personale. A questi due primi risultati sul campo si aggiunge il fatto che per la prima volta in Herat 15 donne hanno assunto strumenti professionali e legittimazione sociale ad agire come giornaliste. Il video allegato presenta in generale le attività in Afghanistan dell'Università Cattolica.

L'Università Cattolica in Afghanistan Il video illustra il corso di giornalismo realizzato a Herat, nell'ambito del quale sono stati realizzati i due reportage sulla Salute e sicurezza alimentare e sulla Coltivazione dello Zafferano.

L’Afghanistan è un paese in conflitto da decenni, classificato agli ultimi posti per libertà individuali, ricchezza e aspettative di vita. A ciò si aggiunge la massiccia produzione di oppio (oltre 5000 ton anno) Il progetto, avviato durante il periodo della transizione dalle autorità militari (internazionali) a quelle locali civili (nazionali), ha operativamente affiancato soprattutto il Provincial Reconstruction Team dell’Esercito Italiano (Herat) nel “passaggio delle consegne”, favorendo lo sviluppo di competenze presso le autorità civili e alla stessa popolazione locale. In Herat era funzionante l’Università di Herat che è stato partner fornendo aule e studentesse alla iniziativa. Oltre che strumenti di diffusione anche attraverso la radio locale. Un plus del contesto è stata la produzione locale di zafferano, considerato tra i migliori al mondo, che nelle strategie internazionali è anche vista come possibile attività per la sostituzione della coltivazione del papavero da oppio.

Donne di Herat e i loro figli Donne di Herat e i loro figli
Herat city Herat city
L'ospedale A Herat l'ospedale è forse il bene più prezioso
Le difese Le difese alle case di Herat
Ospedale di Herat Ospedale di Herat: i segni della guerra
Università di Herat Università di Herat
Vie di Herat Vie di Herat
Vie di Herat Vie di Herat
Herat dal finestrino Il video mostra alcuni passaggi della città di Herat dal finestrino del lince messo a disposizione dalla forze armate italiane al gruppo di lavoro.
I militari promuovono la coltivazione dello zafferano Prima di realizzare il reportage è stata condotta una attività di ricognizione nei campi di zafferano della provincia di Herat, per valutare il potenziale della coltivazione e nel contesto della attività di promozione dello zafferano avviata dall'esercito italiano, per sostituire questo prodotto al "più comune" oppio.

I risultati ottenuti sono stati:
-la formazione di 15 donne come giornaliste, successivamente impiegate dai media italiani come reporter
-la realizzazione di due (tra i numerosi) video per la promozione della sicurezza in casa e la coltivazione dello zafferano, diffusi tra la popolazione di Herat
-la penetrazione di queste buone pratiche in  numerose famiglie della provincia
-l’incremento della presenza femminile nella coltivazione dello zafferano
- la sensibilizzazione delle autorità locali sulla utilita della comunicazione pubblica e sulle libertà femminili.

In allegato i video dei due reportage e alcune immagini che illustrano i risultati ottenuti,

Acqua sicura Acqua sicura per le faccende domestiche e la cucina
Acqua sicura Acqua sicura per l'alimentazione
Acqua sicura Acqua sicura per mantenersi puliti
L'oro afghano Lo zafferano è l'oro "pulito" afghano: ciò su cui abbiamo investito per dare una possibilità alle donne
Sicurezza in casa Sicurezza in casa
Sicurezza in casa Sicurezza in casa
Public Health in Afghanistan Il video, qui presentato nella sua versione breve, è stato fatto circolare per promuovere aspetti di salute e sicurezza alimentare nelle famiglia afghane di Herat.
Public Health in Afghanistan (lungo) Il video, qui presentato nella sua versione lunga, da cui è stata postprodotta la versione breve che è stata fatto circolare per promuovere aspetti di salute e sicurezza alimentare nelle famiglia afghane di Herat.
The afghan cultivation of saffron Il video promuove la coltivazione dello zafferano nella provincia di Herat, come strumento di emancipazione e autonomia per le donne locali.

I primi beneficiari sono state le giovani donne formate come giornaliste, in Herat e in Italia presso i media nazionali, le quali hanno trovato professionalità e impiego.
Del risultato della comunicazione hanno beneficiato:
-le famiglie locali che hanno visto una possibilità di miglioramento della qualità della vita
-le donne afghane a cui è stato indicato un indirizzo di emancipazione attraverso l’agricoltura e, di conseguenza, la comunità locale che ha sviluppato pratiche di sostentamento economico
-le autorità locali, con le quali si è collaborato in termini di campagna sociale informativa

A lezione La nostra classe
A lezione i docenti Ma si insegna anche ai colleghi di Herat
Anziano Ulteriori beneficiari di pratiche salutari sono gli anziani
I bambini delle borse alimentari I bambini delle borse alimentari
Il diploma Gli studenti ottengono il loro diploma
La consegna delle borse di studio alimentari La consegna delle borse di studio alimentari
Le borse di studio alimentari Le borse di studio alimentari offerte dal Rotary Club
Le famiglie Le famiglie sono le destinatarie dei reportage sulla sicurezza alimentare e la produzione dello zafferano
Lezione di regia Lezione di regia
Studentesse Studentesse reporter

Le attività si sono svolte in Afghanistan con 9 missioni dal 2010 a oggi, tute assistite sul piano logistico dalle autorità militari italiane, e con 2 missioni di formazione in Italia che hanno coinvolto 8 giornaliste afghane. Il gruppo di lavoro è stato composto da un team dell’Università Cattolica (si sono alternati sul campo oltre 10 docenti, competenti sul piano della formazione, comunicazione e sviluppo) coordinati dal prof. Marco Lombardi, i rappresentanti dei partner associati (dr.ssa Giulia Ligresti, assessore Stefano Maullu di Regione Lombardia) direttamente la Missio Sui Iuris di Kabul nella persona di Mons. Moretti, i comandanti dei PRT italiani (col. Antonio Inturri in particolare). In Italia i direttori di Corriere, Avvenire, Stampa, RaiNews direttamente coinvolti e Sogni Solidali, ONG di Trento col coordinamento del progetto di Francesca Rizzoli. 

A lezione Il team della Cattolica a lezione
Al PRT Il team della Cattolica alla base del Provincial Reconstruction Team a Herat
Il team va a lezione Il team va a lezione
Si va a lezione Pronti per andare a lezione
Si va a lezione Pronti per andare a lezione
Let's go to class Il video mostra la routine quotidiana, quando il tema di docenti si reca in Università a Herat con la scorta obbligatoria fornita dell'esercito italiano-.

In un’area di crisi come l’Afghanistan le difficoltà affrontate sono state numerose. Si indicano le principali:
-la sicurezza e la logistica: si lavora in un’area in guerra, la sicurezza è stata garantita – trasporti militari da/per Afghanistan e interni al paese, ospitalità e logistica – dalla forze armate italiane presenti
-la mancanza di strumenti tecnologici adeguati – videocamere, fotocamere, strumenti di post-produzione – che sono stati procurati da Fondazione Fondiaria SAI
-la diffidenza culturale e politica, soprattutto verso il tema delicato della promozione della donna, che è stata superata modificando il progetto iniziale che prevedeva corsi ricolti solo alle donne, per fare dei corsi rivolti a una maggioranza di donne (nello specifico 15 donne e 10 uomini)

Emblema delle difficoltà Il burka: per alcune un obbligo, per altre uno strumento di sicurezza. La realtà sotto e fuori dal burka è complessa ed è la difficoltà da comprendere e superare

In merito al rispetto per l’ambiente e la sostenibilità ambientale, per esempio, si è intervenuto – con il reportage sulla sicurezza in casa e alimentare – sull’acqua e il suo uso “pulito” e parsimonioso, considerata la scarsità in Afghanistan. Egualmente, per quanto riguarda lo zafferano, si è insistito sulla produzione biologica del prodotto che ne preserva la qualità e ne migliora la commercializzazione. Nel complesso, l’intervento intervento comunicativo ha assunto un valore formativo complessivo che ha introdotto per la prima volta, in Afghanistan, il concetto di sostenibilità ambientale, di rispetto per la natura, etc. Un tema che, in un paese in guerra immediatamente può apparire superfluo, rispetto ad altri problemi, ma che in Afghanistan ha trovato, nella iniziativa, occasione di nuova promozione e diffusione

Fabbro La tradizionale attività dei piccoli fabbri
Il lustrascarpe Il lustrascarpe
Il mulino Il mulino... a mano
Macelleria Macelleria
Produzione tessile Produzione tessile
Strumenti musicali Strumenti musicali
Tessitura Tessitura
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Diversamente abili I piccoli lavori a Herat per i diversamente abili
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Le piastrelle La lavorazione delle piastrelle tradizionale a Herat
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Marmellata di carote La produzione casalinga di marmellata di carote per un piccolo commercio.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Produzione di tappeti L'artigianato dei tappeti

La prima fase del progetto specifico (realizzazione dei due video a tema della nostra proposta) è conclusa ma il progetto ha delle conseguenze che continuano in Afghanistan e non solo. In Afghanistan la relazione con le giovani reporter continua in Herat e Italia, ma anche generato un follow up nella suola di Tanji Kalay (a nord di Kabul) dove stiamo sostenendo con un programma alimentare e borse di studio le famiglie che garantiscono la scolarizzazione delle bambine. Nella medesima scuola abbiamo avviato un programma di formazione agli insegnanti sui temi dell’educazione in genere, ed educazione alimentare nello specifico. Al di fuori dell’Afghanistan un programma simile è stato realizzato on un intervento breve di due settimane presso l’Università Araba di Gaza nel 2013 ed è allo studio per realizzarlo nei prossimi mesi in Somalia.

A pranzo coi maestri della scuola A pranzo coi maestri della scuola
Avvio della nuove iniziative a Tanji Kalay Avvio della nuove iniziative a Tanji Kalay
Avvio della nuove iniziative a Tanji Kalay Avvio della nuove iniziative a Tanji Kalay coi rappresentanti delle istituzioni afghane e italiane
Lezione ai maestri della scuola Lezione ai maestri della scuola

Nella prima fase del programma, 2010 – 2012, è stato aperto uno specifico sito (www.womentobe.org) in cui si è dato spazio a tutti i prodotti comunicativi realizzati. Eguale diffusione, estesa a tutte le iniziative in Afghanistan dell’Università Cattolica, è presente sul sito del Centro di Ateneo CESI: http://centridiateneo.unicatt.it/solidarieta-l-universita-cattolica-per-l-afghanistan-presentazione
I media nazionali hammo molto seguito l’iniziativa, in particolare con articoli e servizi pubblicati su: Il Corriere, La Stampa, RaiNews, Il Sole 24 Ore, Radio Vaticano, gli organi di comunicazione del Ministero della Difesa, Radio Rai, Donna Moderna, famiglia Cristiana, etc. Sul Corriere del Trentino le giornaliste afghane ospiti in Italia hanno tenuto una rubrica per tutta la loro permanenza. Si allegano alcuni pezzi a titolo di esempio tra gli oltre 100 pubblicati in formato stampa, radiofonico, televisivo e web.

Trentino - prima pagina Il Trentino pubblica in prima pagina la rubrica lanciate dalla studentesse afghane
Trentino settimanale Il Trentino lancia sul settimanale il progetto in Afghanistan
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Avvenire lancia la cattolica in Afghanistan Avvenire illustra i progetti dell'Università Cattolica avviati in Afghanistan
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Donna Moderna Donna Moderna parla della mostra realizzata dalle giornaliste afghane a Herat
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Il Sole 24 Ore Il Sole parla del progetto delle giovani reporter in Afghanistan
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf La Stampa La Stampa lancia il progetto di formazione delle giornaliste afghane