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"Ruralia: woman's Agricoltural development in Bosnia and Herzegovina" - INNOVATION TRADITIONAL STRENGTHS: to innovate and transform enhancing traditional products.

Luogo : bosnia-herzegovina, Europe
Quantitative & qualitative enhancement of crop products Quantitative & qualitative enhancement of crop products
Budget totale: € 0,00 | Periodo: Da aprile 2012 A luglio 2013

Sintesi

L'obiettivo dell'azione è stato supportare il miglioramento della condizione socio-economica tramite il miglioramento qualitativo e quantitativo delle produzioni agroalimentari di un gruppo di donne agricoltrici di Stolac (BiH), vulnerabili in quanto residenti in un area post bellica ancora non perfettamente normalizzata e alcune anche con disabilità. L’idea vincente è stata quella di investire sulle persone – attraverso la formazione – e sul potenziamento della cooperativa in termini di tecnologie non altamente specializzate ma alla portata del target e quindi sostenibili. L’elemento di forza è stata la scelta di una produzione che ha legato tradizione ad innovazione rispondendo a nuove aree di mercato non conosciute dalle donne agricoltrici. Il supporto è stato costante sia dal punto di vista tecnico che formativo. Si è lavorato nel rispetto delle tradizioni locali utilizzando elementi di innovazione che hanno permesso non solo di ottenere i risultati attesi ma anche di superarli. 

Partnership

Tamat - Italia

Candidato guida

Tamat interviene attraverso attività di cooperazione internazionale e decentrata, nei Paesi in Via di Sviluppo e nei Balcani con una logica bottom-up, per implementare soluzioni di sviluppo sostenibile in ambito sociale, ambientale, culturale ed economico. Nei PVS le principali attività di Tamat sono: I principali ambiti di intervento sono: • Agricoltura, turismo, ambiente, in un’ottica di sviluppo armonico, equo e sostenibile; • Creazione d’impresa, in particolare microimpresa femminile, anche sostenuta da microcredito; • Formazione professionale; • Empowerment e diritti umani, con particolare riferimento alle pari opportunità, al diritto allo studio, alla food security, al lavoro. A livello nazionale ed europeo, Tamat implementa attività di educazione allo sviluppo, e sensibilizzazione sui temi della cooperazione allo sviluppo e della cittadinanza globale, dello sviluppo sostenibile, dei diritti umani; realizza, inoltre, attività di formazione (formazione superiore e permanente).

OZZ “Hercegovka” - Bosnia-Erzegovina

Partner dell'iniziativa

Produzione e trasformazione di prodotti agricoli

Ministry of Foreign Affairs - Directorate General for Development Cooperation - Italia

Partner dell'iniziativa

L’organizzazione delle attività di Cooperazione allo Sviluppo, componente essenziale della politica internazionale dell'Italia, fa parte dei compiti del Ministero degli Affari Esteri (MAE), che demanda tali attività alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) che è l’organo preposto ad attuare tale politica, in attuazione della legge n.49/87. La DGCS attua le linee di cooperazione e le politiche di settore nei diversi Paesi, stabilisce rapporti con le Organizzazioni Internazionali, con l’Unione Europea e con le Organizzazioni non governative; programma, elabora ed applica gli indirizzi della politica di cooperazione e le politiche di settore tra cui sanità, ambiente e sviluppo imprenditoria locale; realizza iniziative e progetti nei Pvs; effettua interventi di emergenza e fornisce aiuti alimentari; gestisce la cooperazione finanziaria e il sostegno all’imprenditoria privata e alla bilancia dei pagamenti dei Pvs; promuove e realizza la cooperazione universitaria.

ARCS - ARCI - Italia

Partner dell'iniziativa

ARCS, ong associativa, ha come mission il coinvolgimento delle comunità di cittadine e cittadini dei vari Nord e Sud del mondo nella costruzione di una cooperazione condivisa tra territori e comunità di relazioni e attività basate su: scambi e dialogo interculturale,giustizia e coesione sociale, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale,difesa dei beni comuni e diffusione di stili di vita socialmente sostenibili,affermazione dei diritti delle giovani generazioni, empowerment di genere, legalità, lavoro dignitoso.

INNOVAZIONE NELLA TRADIZIONE: innovare e trasformare valorizzando le produzioni tradizionali. In una area dove la crisi economica ora e la guerra prima hanno creato disoccupazione e insicurezza alimentare Ruralia si è proposto di creare lavoro, supportando la produzione e la trasformazione dei prodotti agricoli locali, valorizzando la tradizione ma inserendo nel contempo elementi innovativi. I prodotti tradizionali locali sono stati trasformati permettendo un diverso posizionamento sul mercato . Si è partito dalla formazione delle donne beneficiarie e si è lavorato con loro per identificare le produzioni che avevano bisogno di essere supportate per dare loro un valore aggiunto che rendesse remunerativo coltivarle e trasformare. La trasformazione dei prodotti ha non solo migliorato il prezzo di vendita ma ha favorito l’allungamento della vita del prodotto ed il raggiungimento di mercati non legati solo allo stretto territorio di produzione.

L’innovazione principale è stata tecnologica ma soprattutto culturale. Il progetto ha acquistato, tra i vari macchinari, un distillatore per ottenere oli essenziali dalle piante officinali  presenti in quantità sul territorio e un forno per aiutare la disidratazione della frutta e delle verdure. Le tradizioni sono fortemente radicate e spesso le donne coinvolte hanno dimostrato diffidenza verso nuovi prodotti agroalimentari. Per esempio, l’aglio è stato prodotto in quantità ma si è rilevato difficile da vendere a prezzi remunerativi. Si è quindi pensato di produrre la crema d’aglio e l’aglio marinato che, unito ad un  packaging accattivante , hanno permesso di vendere l'intera produzione e di aumentare di molto il margine di ricavo del prodotto. Inoltre, ha convinto le donne beneficiarie che i loro prodotti potevano avere una “nuova” vita sulle tavole locali che tradizionalmente fanno grande uso di tale bulbo.

Ciliegie disidratate Preparazione delle ciliegie da essiccare nel forno a legna, Sullo sfondo la salvia pronta per produrre l'olio nel distillatore.
Forno per disidratare Il forno per disidratare a legna permette di riempire fino a 10 vassoi anche con differenti tipi di frutta e verdura; un occhio all'ambiente e uno all'economicità e velocità
Scetticismo sconfitto: l'aglio marinato avrà un futuro Le donne della cooperativa Hercegovka erano scettiche sulla trasformazione delle eccedenze di aglio in aglio marinato, ma si sono ricredute assaggiandolo

La situazione che si è trovata è stata piuttosto complessa visto anche  il contesto che risente ancora delle divisioni etniche e delle conseguenze della guerra. Pur trovandoci in una situazione climatica simile a quella italiana, le scarse risorse economiche e la depauperazione delle risorse e dei mezzi di produzione che si è verificata durante l'evento bellico recente, non sono certo condizioni favorevoli per uno sviluppo economico e sociale della popolazione. Anzi si è determinato  un forte arretramento delle condizioni sanitarie e di nutrizione dei giovani e non solo. Questo si riflette sulle condizioni di salute e sulle aspettative di vita che sono più basse rispetto ai paesi della UE. E' stato difficile convincere le donne della cooperativa a sviluppare nuovi prodotti,  come ad esempio la zucca candita al cioccolato. I bambini della vicina scuola sono accorsi ad assaggiarla ed hanno voluto  confezionare pacchetti dono per fare una sorpresa ai genitori a Natale.

I bambini diventano protagonisti nella diffusione delle novità I bambini della vicina scuola hanno saputo che lì si fanno dei cioccolatini buonissimi ed allora vogliono confezionarli in pacchetti dono per fare una sorpresa ai genitori a Natale
La zucca si trasforma in .. cioccolatini Taglio della zucca che poi dopo vari passaggi si trasformerà in prelibati dolcetti rivestiti di cioccolata
Zucca candita al cioccolato La zucca candita al cioccolato viene confezionata in scatole da spedire ai negozi di Sarajevo

L’aumento della produzione è stato notevole: l’incremento si è verificato per una serie di azioni concomitanti, quali  l’acquisto di macchinari, di input agricoli, di sementi, di semenzali - quasi 5.000 piantine di pomodoro, melanzane e peperoni che hanno portato nuove produzioni pari a circa 270 quintali. Anche i prodotti trasformati sono aumentati, sia quantitativamente, sia qualitativamente di più del 10%. I nuovi prodotti sono dettagliati in un allegato e qui ne citiamo solo alcuni, come pomodori secchi sottolio, spicchi d’aglio sottolio, crema d’aglio, zucca candita, fichi secchi al cioccolato, visner, aceto balsamico di fichi, marmellata di pesche e lavanda, di prugna e cannella, biscotti, olio di salvia, di lavanda,etc. Inoltre, è stata ampliato anche il raggio di copertura del mercato, che prima era limitato alla stretta cerchia comunale e che ora si è esteso anche alla turistica città di Mostar ed alla capitale Sarajevo. In totale l’aumento degli incassi è stato del 400%.

Set bucolico per pubblicizzare i nuovi prodotti Si è scelto di fare un servizio fotografico alle star del momento: i nuovi prodotti delle campagne dell'assolata Erzegovina
Si annotano le piantine consegnate ad ogni socio Le piantine vengono consegnate dalla serra che le ha fatte crescere dal seme speciale importato dall'Italia
Si fa l'inventario del magazzino Ormai la produzione è avviata alla grande e si deve tenere aggiornato il magazzino, con l'uso del pc
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Elenco Produzioni Coop. Hercegovka Elenco Produzioni Coop. Hercegovka

I beneficiari del progetto sono state 33 donne agricoltrici della  Cooperativa Hercegovka, fondata nel giugno 2007 grazie alla volontà di un gruppo di socie, unitesi per rispondere alle problematiche della disoccupazione femminile. A queste si sono aggiunte donne con disabilità, in genere legate a problematiche sorte durante la guerra. Queste donne sono, da una parte, forti e determinate, dall’altra, molto tradizionali e poco inclini all’innovazione. La scommessa del progetto è stata di renderle coscienti delle proprie potenzialità e di accompagnarla in un percorso imprenditoriale. Soprattutto rispetto alla fase di vendita erano molto restie a mettersi in gioco, temendo un rifiuto. Inoltre, non erano abituate a spaziare in altri mercati e questo le rendeva molto restie. Il viaggio in Italia, organizzato per la presidente, è stato sicuramente un momento importante per il confronto con delle altre realtà femminili imprenditoriali che hanno fornito  interessanti esempi di successo.

Prima riunione della cooperativa Hercegovka Si inizia il progetto Ruralia. Le donne della cooperativa Hercegovka affrontano questa avventura con fiducia e timore allo stesso tempo. Poi si scioglieranno col passare dei giorni
Visita ad aziende italiane per apprendere nuove tecnologie Il viaggio che la presidente della cooperativa ha fatto in Italia, ha permesso di incontrare realtà molto diverse. L'esperienza è stata molto formativa
../file-system/small/pptx ../file-system/small/pptx Album foto Ruralia TamaT

La figura principale è stata quella del capo progetto, esperto agronomo, supportato da un agronomo locale esperto di marketing. Questa persona,  con anni di esperienza in progetti di sviluppo in Bosnia Erzegovina, che ha svolto anche funzioni di esperto di marketing, è stata fondamentale per convincere le beneficiarie a fare delle scelte innovative Hanno fatto parte dello staff anche un esperto del settore sociale dell’ARCS, e un’esperta locale.  Ha poi lavorato assiduamente la presidente della cooperativa supportata dalla contabile. Alcune donne della cooperativa hanno fatto parte dello staff soprattutto nella parte di sperimentazione di nuove coltivazioni e nuovi prodotti, che altrimenti sarebbe stato difficile convincere a produrre.

Contabilità ... in piedi Inizia la stagione agricola. Si prende nota dei prodotti conferiti dai soci
Italia e Bosnia a confronto La presidente della cooperativa bosniaca e il capoprogetto italiano si confrontano durante una riunione
Riunioni di lavoro con l'immancabile caffè bosniaco Le riunioni di lavoro si svoglono sempre davanti ad una fumante tazzina di caffè bosniaco. La tradizione va rispettata

Il fattore più problematico è stato la difficoltà di sensibilizzazione della società civile sull’inserimento lavorativo di soggetti disabili. Fondamentale, in questo caso, è stato il lavoro di collaborazione instauratosi tra lo staff di progetto e gli stakeholder locali e poi l’ottimo rapporto  sviluppatosi con l’assistente sociale del Comune di Stolac che ha supportato il progetto per tutta la sua durata, aiutando addirittura l’inserimento lavorativo, grazie a fondi statali, di una donna disabile: Fatima.  Altro elemento di difficoltà è stato dato dal fatto che il Sindaco di Stolac non ha mai voluto partecipare in prima persona alle iniziative promosse dal progetto, sottolineando così un rifiuto alla partecipazione ad attività realizzate da ONG di etnia diversa, benché la cooperativa seppure a prevalenza musulmana è aperta a persone di qualsiasi etnia.

Baci a tutti... Le donne con varie disabilità si sono molto impegnate nel progetto pilota per l'inserimento nel mondo del lavoro. Alcune di loro erano sentitamente coinvolte e si sono molto dispiaciute che il progetto terminasse
Collana di ciliegie La donna assunta con il contributo per la lotta alla disabilità del governo bosniaco, si prova la collana di ciliegie secche. E' usanza tradizionale fare trecce e collane di ciliegie
Riunione delle donne disabili Il progetto pilota che prevede il reinserimento delle donne disabili nel mondo del lavoro, ha avuto molto successo, soprattutto per l'imopegno profuso dalle donne che hanno saputo utilizzare questa opportunità

In generale in Bosnia Erzegovina c’è attenzione per l’ambiente, anche se a volte più a parole che a fatti. Le donne, però, tengono molto all’alimentazione sana della famiglia e questo le porta ad essere delle agricoltrici più attente. Il progetto ha lavorato in maniera artigianale, e quindi non ci sono stati grossi dispendi energetici, anche perché, anche per far quadrare i conti, si è sempre cercato un percorso produttivo al risparmio. Per esempio, pur avendo comprato un forno che è stato molto utilizzato, nel periodo più caldo i pomodori si sono fatti seccare prima al sole, per dare poi solo la rifinitura nel forno. Sicuramente il progetto ha supportato il mantenimento della biodiversità, offrendo soluzioni per non abbandonare determinate coltivazioni ormai non più remunerative (visciole e visner) e dando un valore aggiunto ad altre (oli essenziali ottenute da erbe officinali). Un occhio di riguardo poi è sempre stato dato al riciclo, specialmente per quanto riguarda il packaging.

Gli alberi di melograni Gli alberi di melograni ricoprono le colline dell'Erzegovina e si spingono vicino al fiume. Da questi frutti si ottiene un succo prodigioso, ricco di proprietà benefiche riconosciute
Il fiume fonte di vita Nonostante la Bosnia sia ricca di fiumi, durante il periodo estivo, la siccità prolungata diventa un problema per gli agricoltori

La sostenibilità finanziaria del progetto è stata garantita dal  fatto che il progetto ha aumentato i profitti della cooperativa. La formazione ricevuta così come l’acquisto di nuovi materiali ed attrezzature, ha permesso la sperimentazione di nuovi prodotti che sono ormai realizzati e venduti autonomamente dalle socie. Questo ha anche favorito l’identificazione di nuovi clienti e ora Hercegovka vende anche a Mostar e Sarajevo ed ha stipulato accordi con tour operator (Rick Steven/Green Vision) i cui turisti vanno da Dubrovnik a Sarajevo e si fermano a Stolac per acquistare  souvenir, fare degustazioni e/o pranzi.
Dopo 6 mesi  dalla fine del progetto, in occasione di un incontro con i soci della cooperativa ci sono state presentate nuove attività di sviluppo di mercati e  di prodotti che la cooperativa ha in animo di realizzare, per avere il nostro parere, dimostrando così che il percorso avviato può andare avanti da solo. Sicuramente il progetto è trasferibile in altre realtà simili.

Sono state realizzate un insieme di attività di disseminazione, articoli sul web (Famiglia Cristiana, Osservatorio dei Balcani), informazioni sul sito di Tamat, i social networks, un convegno finale, una mostra delle piu belle fotografie del progetto. . A livello locale ha funzionato bene il fatto di essere stati citati in un articolo su un settimanale locale molto diffuso,  DANI, anche se indirettamente, perche il pezzo ha presentato uno dei negozi di cui la cooperativa è fornitrice e su Novine Klanak, un quotidiano locale. Inoltre, un’intervista realizzata da Al Jazeera e il fatto che le donne sono state scelte da Oxfam Italia per fare un servizio hanno sicuramente dato visibilità all’iniziativa a livello locale. Inoltre, sono serviti per dare sicurezza alle donne e far loro capire piu profondamente la portata del loro impegno e dei loro risultati. 

Articolo Dani 19lug2013_1 Articolo della rivista Dani, che pubblica un servizio sul negozio di Sarajevo Ujedinjena Hercegovina, che acquista gran parte della produzione della cooperativa Hercegovka
Articolo Dani 19lug2013_2 Seconda parte dell'interessante articolo che riferisce di come vengono apprezzati dai clienti di Sarajevo i prodotti dell'Erzegovina
Giornale Umbria_25lug2013 I giornalisti del Giornale dell'Umbria sono venuti alla conferenza stampa di Tamat che riportava la conclusione dell'esperienza della ONG in Bosnia. Molte domande per soddisfare la curiosità di sapere come si può cooperare tra paesi vicini
novine clanak-7sett2013 Articolo del giornale Novine Clanak dove viene descritta l'attività della cooperativa Hercegovka e, nell'ultima parte viene menzionato l'intervento di Tamat e della DGCS
"Follow me Ruralia" Il video è una versione tagliata delle riprese fatte durante il viaggio premio di COIN organizzato da Oxfam Italia, in Bosnia. La cooperativa Herzegovka nasce da una costola dell'associazione Orchidea trovando nel cibo una fonte di dialogo tra le diverse comunità, oltre alla loro sostenibilità.
Video Video intervista AlJazeera