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Access to drinkable water in Njombe District and in Iringa Region

Luogo : tanzania, Africa
Sustainable management of natural resources Sustainable management of natural resources
Budget totale: € 2.723.336,00 | Periodo: Da dicembre 2009 A novembre 2012

Sintesi

Protezione delle sorgenti in Tanzania
Il progetto ha permesso l’accesso all'acqua potabile a 16 villaggi del Distretto di Njombe (ora Regione di Njombe) per un totale di 46,180 utenti totale serviti dall'acquedotto tramite fontanelle pubbliche. Tutti i 16 villaggi collegati sono parte della Water Users Association (WUA), l’associazione locale che è proprietaria della rete e ne gestisce il servizio di distribuzione.
Inoltre, il progetto ha garantito la protezione delle sorgenti che forniscono acqua ai due invasi principali dell'acquedotto: in queste aree sono state piantumate oltre 70,000 piantine di specie endemiche (principalmente la specie Hagenia abyssinica) che garantiscono un ottima conservazione dei suoli e delle sorgenti d'acqua. Infine il progetto ha contribuito a migliorare le condizioni igienico-sanitarie in tutti i villaggi raggiunti dall'acquedotto del Tove: sono state realizzate 1120 latrine migliorate a livello famigliare e in 5 scuole primarie.

Partnership

Ministry of Foreign Affairs -Directorate General for Development Cooperation - Italia

Candidato guida

L’organizzazione delle attività di Cooperazione allo Sviluppo, componente essenziale della politica internazionale dell'Italia, fa parte dei compiti del Ministero degli Affari Esteri (MAE), che demanda tali attività alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) che è l’organo preposto ad attuare tale politica, in attuazione della legge n.49/87. La DGCS attua le linee di cooperazione e le politiche di settore nei diversi Paesi, stabilisce rapporti con le Organizzazioni Internazionali, con l’Unione Europea e con le Organizzazioni non governative; programma, elabora ed applica gli indirizzi della politica di cooperazione e le politiche di settore tra cui sanità, ambiente e sviluppo imprenditoria locale; realizza iniziative e progetti nei Pvs; effettua interventi di emergenza e fornisce aiuti alimentari; gestisce la cooperazione finanziaria e il sostegno all’imprenditoria privata e alla bilancia dei pagamenti dei Pvs; promuove e realizza la cooperazione universitaria.

Africa '70 Movement - Italia

Partner dell'iniziativa

Africa '70 è una ONG - ONLUS che da 40 anni opera per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni del Sud del Mondo. Nasce nel 1971 come movimento civile e culturale di aiuto alle lotte di liberazione nei paesi africani colonizzati. Comincia così un percorso di sensibilizzazione e impegno contro le enormi disuguaglianze tra nord e sud del mondo

Njombe Development Office - Tanzania

Partner dell'iniziativa

L’associazione Njombe Development Office (NDO) è nata ed opera sotto la Diocesi di Njombe con la finalità generale di promuovere lo sviluppo nei distretti di Makete, Njombe e Ludewa, senza pregiudizi di religione, genere, etnia. L’associazione è stata registrata come ONG nel 2004. NDO ha collaborato con diversi donatori internazionali quali C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana), Misereor, Cordaid Netherlands, Heifer International.

Southern Highlands Participatory Organisation - SHIPO - Tanzania

Partner dell'iniziativa

SHIPO è stata registrata il 7.05.2001 presso il Ministero tanzaniano degli Affari Interni, mentre ha ottenuto il riconoscimento come Organizzazione non governativa il 27.09.2005. SHIPO sostiene le popolazioni in ambito rurale, le organizzazioni a base comunitaria e le piccole imprese per realizzare progetti sostenibili di modeste dimensioni nei distretti di Njombe, Mufindi e Ludewa e si occupa della formazione di gruppi e individui. La missione di SHIPO è contribuire ad un miglioramento sostenibile delle condizioni di vita della popolazione vulnerabile della Tanzania, attraverso il sostegno a progetti di auto-aiuto in ambito educativo, di tutela ambientale e igienico-sanitaria, basati su priorità, bisogni e capacità di persone e organizzazioni della società civile.

Protezione delle sorgenti in Tanzania Protezione delle sorgenti che forniscono acqua ai due invasi principali dell'acquedotto Tove per un accesso sostenibile all’acqua potabile a 16 villaggi del Distretto di Njombe (ora Regione di Njombe). In queste aree sono state piantumate oltre 70,000 piantine di specie endemiche (principalmente la specie Hagenia abyssinica) che garantiscono un ottima conservazione dei suoli e delle sorgenti d'acqua. Tutti i 16 villaggi collegati sono parte della Water Users Association (WUA), l’associazione locale che è proprietaria della rete e ne gestisce il servizio di distribuzione. La protezione delle sorgenti contribuisce inoltre a preservare la risorsa idrica che attraverso l'acquedotto e la fornitura di acqua presso le famiglie ha contribuito a migliorare le condizioni igienico-sanitarie in tutti i villaggi raggiunti dall'acquedotto del Tove.

La (grande) scommessa del progetto era dimostrare che comunità rurali siano in grado di gestire un impianto che distribuisce acqua a circa 50,000 utenti. Gli ingredienti sono stati la scelta di una tecnologia antica ed efficiente (gravità – tutto il sistema funziona per caduta senza bisogno di utilizzo di energia), una grande campagna di sensibilizzazione degli abitanti, investimento a lungo termine sulla formazione di risorse umane locali che garantissero stabilità e legame con il territorio e con gli utenti. C'è un altro elemento fortemente innovativo: parte degli utili dell'impianto vengono reinvestiti in piantumazione di alberi commerciali e nella protezione delle sorgenti tramite la reintroduzione di specie autoctone. Gli alberi commerciali garantiscono la possibilità di ulteriori investimenti nelle infrastrutture nel lungo periodo, mentre le specie endemiche aiutano la naturale protezione delle sorgenti d'acqua e garantiscono che la risorsa acqua si conservi nel tempo.

Acquedotto Acquedotto che porta l'acqua a 16 villaggio della Regione di Njombe, Tanzania
Area vicino alle sorgente_riforestata Area vicino alla sorgente che è stata riforestata per garantire la sostenibilità
Zona protetta Vista della zona protetta attorno alla presa in località Mnyolo, che fornisce oltre 1.3 milioni di litri d'acqua al giorno

La regione di Iringa, si estende per 56.864 Km quadrati ed è abitata da 1.490.892 persone e l’attività economica principale è l’agricoltura. In questa regione, considerata di carattere rurale, solo il 54% della popolazione ha accesso a fonti d’acqua potabile protette. Prima dell’intervento di ACRA-CCS la situazione dell’accesso all’acqua nei villaggi di Mhaji, Lusisi, Lulanzi, Itunduma, Mtwango avrebbe dovuto essere garantito da un esistente impianto a gravità che, però, si trovava in uno stato di scarsa manutenzione e la fonte produceva un ammontare inadeguato d’acqua. Inoltre la situazione igienico-sanitaria di tutti e 15 i villaggi era piuttosto grave. Questa era legata sicuramente alla risorsa idrica, ma anche alla scarsa presenza di servizi igienici, ed alle pratiche e consapevolezze della popolazione riguardo all’igiene. Infine, nella Regione di Iringa in generale vi era una carente gestione e utilizzo sostenibile della risorsa idrica e di tecnologie appropriate per il settore.

Area d'intervento Area della sorgente che è stata protetta attraverso attività di piantumazione

Accesso sostenibile ad acqua potabile grazie all’estensione dell’acquedotto Tove a un totale di 15 villaggi, portando il totale di nuovi utenti serviti a quota 20,869. Il miglioramento della portata dell'acquedotto di Makambako è stata tale da permettere un estensione a 20.000 ulteriori persone. Grazie ai suoi 480,000 litri/giorno aggiuntivi ricavati dai nuovi pozzi scavati e connessi al sistema esistente dell'acquedotto di Makambako si stima circa un 20% in più rispetto alla precedente capacità del sistema durante la stagione secca. Dalle analisi effettuate, sia per l’acquedotto Tove-Mtwango che per gli altri pozzi scavati in zona Wangingombe/Makambako l’acqua risulta potabile secondo gli standard tanzaniani e internazionali (WHO).1120 latrine migliorate  sono state realizzate, delle quali 1008 a livello famigliare e 7 latrine multi-pit in 5 scuole primarie dove si sono realizzati piloti utilizzando le nuove linee guida SWASH (School Water Santiation and Hygiene) a livello nazionale.

Inaugurazione Il presidente della Tanzania J. M. Kikwete durante l'inaugurazione dell'acquedotto il 13 Nov. 2011
Latrina pit School 1120 latrine migliorate sono state realizzate e i comportamenti igienico sanitari sono migliorati

Gli abitanti dei villaggi di Mhaji, Lusisi,Lulanzi, Itunduma e Mtwango sono stati selezionati per la particolare criticità della loro condizione attuale di accesso all’acqua potabile. Inoltre un criterio guida fondamentale nella loro selezione rispetto è stato quello della fattibilità tecnica dell’estensione dell’acquedotto del Tove a questi; questa condizione permette un facile coordinamento consortile per la gestione sostenibile della risorsa acqua. Secondo i dati raccolti dal dipartimento dell’acqua del distretto, le aree di Makambako e Wangingombe sono quelle in cui l’accesso all’acqua è più scarso nell’intero distretto di Njombe. Il Dipartimento Idrogeologico Regionale, INCOMET e IDYDC sono organizzazioni della società civile già impegnate nel settore idrico nelle rispettive aree. Per tutti e tre questi beneficiari il rafforzamento delle loro competenze è stato identificato come una condizione per la sostenibilità futura del progetto.

Accesso Acqua Njombe Tanzania Grazie all'acquedotto le popolazioni hanno accesso all'acqua in un area prossima alle abitazioni
Comportamenti igienico sanitari Alunni delle scuole coinvolte migliorano i loro comportamenti igienico sanitari grazie all'accesso all'acqua
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Documento Water SchemeAsBuilt
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Tabella Villaggi Beneficiari

Un Capo Progetto espatriato, responsabile del progetto nel suo complesso
Un Amministratore, responsabile dell’amministrazione nel suo complesso e del rispetto di tutte le procedure amministrative da parte di tutti gli attori e i partner coinvolti nel progetto in loco.Tra le figure tecniche, le principali sono state:

Consulente tecnico per acquedotto che ha definito il progetto esecutivo dell'acquedotto.

Consulente geo-fisico che ha formato e rafforzato le capacità allo staff del dipartimento regionale di Iringa di geofisica. Facilitatore locale che ha facilitato l'implementa le attività sociali sul campo, in particolare quelle relative alle formazioni sull’igiene e quelle rivolte al rafforzamento della WUA

Ingegnere Idraulico, responsabile locale per i lavori di costruzione dell’acquedotto.

T3 tecnici idraulici rispettivamente per costruzione opere civili, costruzione tanks, verifica livelli e posa tubi

 

Staff ACRA_CCS staff and Water User Association General Manager
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Organigramma Organigramma

Ci sono state diverse difficoltà nel corso del progetto. Le principali credo siano state far capire ai beneficiari che l'impianto costruito è loro e non di ACRA-CCS o del governo, insieme al fatto di credere davvero che un impianto con oltre 300 km di tubazioni possa essere gestito da semplici contadini con un livello di educazione medio-bassa. La grande sfida è stata vinta quando abbiamo deciso insieme alla WUA di iniziare una fase di startup senza nessun capitale donato dal progetto. Gli utenti hanno fatto una donazione che ha consentito di assumere 3 persone (1 manager, 1 contabile, 1 tecnico idraulico). Da li' sono cresciuti e si sono resi sempre più indipendenti. E poi c'è un personaggio chiave: William K. Kingazi (il facilitatore delle Regione di Iringa) che ha capito l'importanza di andare a parlare con la gente casa per casa, per spiegare in modo capillare il “sogno del progetto”. Ci è riuscito. La gente ha capito, ha preso coraggio ed ha capito che era possibile realizzarlo.

Ufficio WUA La Water User Association che gestisce la distribuzione dell'acqua e la conservazione dell'ambiente nelle sorgenti

La priorità del progetto è stata la protezione delle sorgenti che forniscono acqua ai due invasi principali dell'acquedotto (località Mnyolo e Tove presso il villaggio di Mwilamba). In queste aree sono state piantumate oltre 70,000 piantine di specie endemiche (principalmente la specie Hagenia abyssinica) che garantiscono un ottima conservazione dei suoli e delle sorgenti d'acqua. Circa il 30% delle piante sono sopravvissute, vale a dire attorno a 25,000 unità. La zona inoltre essendo isolata agli incendi e non soggetta a pascolo di bestiame, sta sperimentando una veloce ricrescita naturale della copertura erbacea e forestale. Nel corso del 2012 è stato realizzato uno studio legato che ha mostrato l'importanza di istituire una zona cuscinetto tra la coltivazione intensiva e le sorgenti di Mnyolo e Tove; inoltre è emersa l'importanza di investire sul coinvolgimento delle popolazioni locali nella protezione delle sorgenti.

Area vicino alle sorgente riforestata Area vicino alla sorgente che è stata riforestata per garantire la sostenibilità
Piantumazione ll progetto ha garantito la protezione delle sorgenti che forniscono acqua ai due invasi principali dell'acquedotto: in queste aree sono state piantumate oltre 70,000 piantine di specie endemiche (principalmente la specie Hagenia abyssinica)
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Contamination of Community Potable Water from Land Grabbing Contamination of Community Potable Water from Land Grabbing: A Case Study from Rural Tanzania
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Mappa coltivazioni nella sorgente Mappa coltivazioni nella sorgente

Ad oggi l'acquedotto è gestito dalla WUA, serve circa 50,000 abitanti, gestisce un budget annuale di circa 70,000 Euro, ci sono 5 impiegati a tempo pieno, un board attivo di 8 persone e 16 comitati dell'acqua (1 per ogni villaggio). Gli utili vengono reinvestiti per un miglioramento del servizio oppure vengono accantonati per futuri investimenti in nuove infrastrutture. Inoltre circa 100 ettari sono stati piantumati dall'associazione con specie di alberi commerciali ed oltre 350 vengono protetti attorno alle sorgenti dell'acquedotto. Dopo la fine del progetto numerose linee sono state estese e nuove fontanelle sono state aggiunte, inoltre il management sta continuando ad investire sul training dello staff e dei membri del board.
Tove-Mtwango WUA è uno degli esempi di maggior successo in ambito rurale in Tanzania ed è spesso utilizzato dal governo locale e nazionale come caso studio.

E’ stato realizzato un programma radio come mezzo di formazione igienico/sanitaria; durante il programma è stato istituito una sorta di microfono aperto e sono stati raccolti oltre 700 messaggi via sms in circa 2 mesi.
23 scuole primarie all’interno dell’area di progetto sono state coinvolte in una formazione su pratiche igieniche corrette, utilizzando  il toolkit SWASH (School Water Sanitation and Hygiene)
E’ stato realizzato un incontro organizzato in collaborazione con la rete nazionale di ONG del settore WASH, TAWASANET, al quale hanno partecipato rappresentanti di 30 ONG del settore, rappresentanti delle autorità locali (Regione di Njombe, Songea e Mbeya, Distretto di Njombe e Mufindi) e dell’autorità di bacino. Nell’incontro sono state inoltre presentate le principali caratteristiche tecniche delle rope-pump e di altre tecnologie appropriate per self-supply e per trattamento e potabilizzazione dell’acqua in aree rurali.

Un acquedotto per la Tanzania Un acquedotto per la Tanzania
../file-system/small/ppt ../file-system/small/ppt Presentazione Rope Pumps Presentazione Rope Pumps
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Schools WASH guidelines Schools WASH guidelines