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To know, to guard and to cultivate: the best for your territory

Luogo : Milano, italy, Europe
Sustainable management of natural resources Sustainable management of natural resources
Budget totale: € 0,00 | Periodo: Da gennaio 2011 A settembre 2013

Sintesi

“Le 3C del territorio” ha come obbiettivo principale la riduzione del consumo di suolo attraverso la messa a custodia di territori privati. La costituzione di una rete di custodi che, insieme, intraprendono un percorso di presa consapevolezza del valore del territorio e lo sviluppo di filiere del gusto con prodotti a km 0, rendendo i privati cittadini protagonisti attivi per la salvaguardia del loro territorio.

Partnership

ZooPlantLab - Italia

Candidato guida

Lo ZooPlantLab si occupa di ricerca di base e applicata in ambito vegetale ed animale. I principali progetti prevedono l'utilizzo di un approccio molecolare; tuttavia la formazione e la propensione dei diversi membri del gruppo permette lo sviluppo sia di una linea di ricerca su campo, sia di una linea di educazione ambientale diretta alla formazione dei cittadini per la tutela dell’ambiente e della biodiversità. Nel settore agroalimentare lo ZPL è stato capofila del progetto “Riduzione degli Sprechi Domestici in Casa” supportato da Regione Lombardia e finalizzato a sviluppare pratiche virtuose per ridurre gli sprechi energetici e alimentari degli Italiani; ha partecipato al progetto “Verso la filiera del gusto”, finalizzato ad incentivare lo sviluppo di una filiera di prodotti locali a km0 che valorizzi la qualità dei prodotti. Lo ZPL mette le proprie competenze al servizio dei vari progetti a cui aderisce al fine di veicolare i dati della ricerca scientifica agli utenti dei progetti.

KWA KUSAIDIA - Italia

Partner dell'iniziativa

Kwa Kusaidia è una cooperativa sociale onlus che promuove le attività didattico-formative dell’agriturismo “Forte di Fuentes” di Colico. L’agriturismo è Fattoria Didattica accreditata dalla Regione Lombardia. L’agriturismo pratica e promuove attivamente la sostenibilità della filiera alimentare attraverso la produzione in situ e improntando su questa realtà auto-sostenibile attività formative, ludiche, di intrattenimento e didattiche ai diversi target sopracitati. Le attività proposte al pubblico sono atte al coinvolgimento diretto e attivo di questo, avvicinandolo alle diverse forme di sostentamento su cui la realtà si basa: l’allevamento (api, capre, maiali, animali di bassa corte), l’orticoltura (oltre mezzo ettaro, e la frutticoltura (con 250 piante di antiche varietà tradizionali) a orientamento biologico e con l’utilizzo in percentuali sempre più consistenti di propri prodotti primari e trasformati nel ristorante e nello spaccio agricolo.

Legambiente Lombardia - Italia

Partner dell'iniziativa

L'origine di Legambiente è strettamente collegata alla lotta contro l'inquinamento industriale: oggi è impegnata su vari settori quali rifiuti, acqua, legalità, turismo, energia, cooperazione. L’associazione si prende cura del territorio attraverso iniziative e manifestazioni in favore degli spazi aperti e delle aree protette lombarde, dalla cintura verde di Milano all'intero arco alpino, ai grandi laghi e fiumi. Sostiene le azioni locali contro le speculazioni immobiliari e il consumo di suolo. Pianta boschi e gestisce aree naturali attraverso la rete dei Custodi del territorio. Rafforza la Rete ecologica Regionale attraverso progettazioni e realizzazioni di corridoi ecologici. Realizza manifestazioni in bicicletta a sostegno dei mezzi pubblici e della mobilità dolce. La scuola e la formazione sono obiettivi privilegiati di lavoro attraverso diverse e creative attività realizzate con il coinvolgimento delle comunità scolastiche.

FEM2-Ambiente srl - Italia

Partner dell'iniziativa

Ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione di prodotti e servizi diretti alla conoscenza e tutela delle risorse ambientali e alla salvaguardia della biodiversità

Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera – Regional Park of Grigna Settentrionale - Italia

Partner dell'iniziativa

La Comunità Montana Valsassina opera sul territorio locale con lo scopo di valorizzare il paesaggio e l’ambiente montano, esaltando gli aspetti legati alla produzione locale come l’agricoltura, la fruizione e lo sviluppo turistico. Ciò avviene principalmente attraverso la conservazione dell'ambiente naturale e la rivalutazione dei mestieri, dei prodotti e dello stile di vita delle popolazioni montane. Il parco regionale della Grigna Settentrionale, gestito dalla stessa Comunità Montana, nasce con legge istitutiva regionale n. 11 del 2 marzo 2005, per perseguire le seguenti finalità: conservazione di specie animali o vegetali, importanti sul piano della biodiversità e dell’equilibrio ecologico del territorio, conservazione di singolarità geologiche e di formazioni paleontologiche, salvaguardia di valori paesaggistici, legati anche alle attività antropiche, promozione delle attività agro-silvopastorali, fruizione turistica e didattico-ambientale.

LE 3C DEL TERRITORIO: Conoscere, Custodire e Coltivare. La buona pratica del progetto è "Rendere protagonista il privato cittadino della salvaguardia del suolo" garantendo tre strumenti essenziali: i) la CONOSCENZA tecnico-scientifica del territorio per quantificare il valore e il suo uso potenziale; ii) gli strumenti gestionali per la CUSTODIA generati grazie ad una rete associativa; iii) la COLTIVAZIONE di piante compatibili con il territorio e la realizzazione di filiere locali di prodotti a km 0. Le istituzioni territoriali, le università e le associazioni sono fondamentali per realizzare gli strumenti delle 3C. Il privato cittadino diventa così custode consapevole e capace di salvaguardare il suo territorio.

La principale innovazione è di carattere sociale, dal momento che il privato cittadino si sostituisce all'istituzione pubblica nel custodire il territorio, contribuendo sostanzialmente alla riduzione del tasso di consumo di suolo che colpisce le aree urbane e periurbane di tutte le città industrializzate. 
La costituzione di un network di custodi del territorio (www.custodiadelterritorio.it) e la messa in rete di strumenti educativi da parte delle università e dei centri di ricerca, permettono di raggiungere rapidamente i cittadini-custodi.
Inoltre viene garantito l'abbattimento dei costi pubblici per la custodia del territorio. Infatti il cittadino potrà gestire il proprio terreno ricavando autonomamente reddito, dalla coltivazione di prodotti agricoli di qualità, sfruttando la rete di supporto pubblico-privata.

Logo Custodia del territorio Logo realizzato appositamente per il progetto della custodia del territorio che fonde in una singola immagine sia la componente urbana che ambientale del progetto.

L'esperienza progettuale è stata sviluppata in un conteso geografico altamente industrializzato come quello della Regione Lombardia e risponde a due necesità principali: i) salvaguardare il suolo come bene non rinnovabile e ii) coltivare prodotti agricoli a filiera corta compatibili con le condizioni pedo-climatiche locali. "Nutrire il pianeta" significa infatti tutelare le risorse naturali primarie e utilizzarle per produrre alimenti di qualità in equilibrio con il contesto territoriale. Una filiera corta, in un contesto urbano e periurbano, fornisce valore aggiunto in termini di qualità dei prodotti agricoli e, al tempo stesso, risorse per la tutela di un bene prezioso come il suolo. 

Uso suolo in Lombardia L’immagine, tratta dal sito di Ersaf (http://www.ersaf.lombardia.it) mostra il livello di urbanizzazione della Regione Lombardia (in grigio). Dal 1955 al 2007 (ultimo aggiornamento) si è avuto un incremento delle aree antropizzate del 10%.

L'iniziativa ha permesso di:

  • Strutturare una rete di custodi del territorio, supportata da associazioni ambientaliste e da centri di ricerca ed educazione
  • Sviluppare filiere del gusto capaci di tracciare percorsi dal campo alla tavola, realizzando incontri formativi e di supporto per i cittadini interessati ad iniziative legate alla coltivazione a km 0
  • Realizzare, grazie al supporto di un’azienda, prodotti educativi e formativi per i cittadini-custodi e coltivatori

 

I beneficiari del progetto sono:

  • Cittadini proprietari di aree agricole, giardini o comunque di terreni edificabili e rurali.
  • Consumatori in prossimità delle aree oggetto del progetto. In Valsassina sono stati coinvolti circa 1000 cittadini, studenti e ristoratori per la strutturazione della filiera corta.
  • I Custodi del Territorio, ovvero privati che hanno sottoscritto un accordo di custodia. Attualmente sono 47 i custodi per un totale di 8.620.696 mq di terreno messi a custodia.
  • Pubblica amministrazione. La rete di custodi rappresenta l'interlocutore chiave per la gestione delle aree private integrate a quelle pubbliche.

Il progetto ha cercato di soddisfare le richieste di numerosi cittadini riguardo il miglioramento della qualità ambientale e la valorizzazione dell’identità culturale locale attraverso azioni di sensibilizzazione.

Lo staff tecnico proponente è composto da:

  • 2 Ricercatori Universitari esperti di ecologia e biologia del territorio
  • 3 assegnisti di ricerca per lo sviluppo dei percorsi educativi e della filiera
  • 1 Tecnico di laboratorio esperto di analisi ambientali
  • 5 educatori con esperienze in campo ambientale
  • 1 avvocato per gli aspetti legislativi

I partecipanti alle esperienze e attività sono stati:

  • 250 studenti universitari provenienti da corsi di laurea scientifici
  • 25 classi di scuole medie inferiori
  • 100 volontari di associazioni ambientaliste
  • 50 proprietari di aree agricole, giardini, ecc
  • 500 cittadini a cui sono stati consegnati kit educativi

Gli ostacoli incontrati sono stati:

  • Criticità di tipo legislativo-amministrativo: formalizzare un contratto che sancisse l’impegno del custode a non consumare la propria terra in progetti di edificazione, è stato un aspetto con molte difficoltà in quanto si richiedeva lo sviluppo di una nuova forma contrattuale e la sua valutazione a livello legislativo. Nonostante l’allungamento delle tempistiche prefissate si è riusciti a redigere un contratto chiaro e di semplice comprensione per i custodi.
  • Disseminazione dell’iniziativa: primo obiettivo del progetto è stato la formalizzazione della rete di custodia; l’iniziativa si rivolgeva specificamente a proprietari di aree che erano difficili da individuare e da aggregare. Per superare il problema sono stati incrementati gli incontri territoriali con i cittadini.
  • Crescita della rete di prodotti a km 0. Sebbene questa sia strutturata e la sua diffusione lenta, questa richiede ancora un consolidamento.

In termini di sostenibilità ambientale il progetto, nella sua globalità, ha permesso di raggiungere tre importanti obiettivi:

  • Ridurre il consumo di suolo nel tempo. Questo garantisce la tutela delle risorse naturali primarie come il suolo e l' acqua che, attraverso il terreno, chiude il suo ciclo.
  • Custodire il territorio. Questo significa anche proteggere gli organismi che lo popolano e quindi tutelare la biodiversità. Si sottolinea che nella rete dei custodi è stata prestata particolare attenzione ai quei territori localizzati in aree corridoio, ovvero zone posizionate tra parchi e riserve. Proteggere queste zone significa garantire agli organismi viventi la possibilità di spostarsi tra aree protette.
  • Lo sviluppo di un’agricoltura a km 0, secondo pratiche di sostenibilità . Questo riduce i costi ambientali legati al trasporto delle merci e ai trattamenti fitosanitari e di fertilizzazione. Significa nutrire il pianeta in modo sostenibile.

Il progetto è stato sin da subito pensato come un processo sostenibile nel tempo e trasferibile a molti contesti. Nello specifico, il ruolo dei proponenti è stato quello di realizzare materiale conoscitivo e strumenti di supporto alle reti di privati cittadini ed enti interessati a proteggere il territorio e i prodotti locali sostenibili. Tutto il materiale formativo, divulgativo e gli aspetti legislativi sono facilmente accessibili dai siti web dei progetti (http://www.custodiadelterritorio.it/ , http://gustosostenibile.valsassinaexpo.it/).
La rete di custodi è oggi coordinata da Legambiente Lombardia anche attraverso una rete internazionale che vede coinvolti, tra gli altri, i custodi del territorio di Spagna e Germania. Questo garantirà sia la sostenibilità nel tempo dell’iniziativa sia la sua crescita a livello globale. La filiera a Km 0 è oggi coordinata dalle comunità montane locali che hanno il ruolo di promuovere i prodotti agricoli e la sostenibilità di processo.

Le attività di formazione e divulgazione della proposta progettuale sia della fase I (realizzazione della rete di custodi), che della fase II (filiere a km 0) hanno utilizzato strumenti analoghi:

  • Sito web e promozione dell’iniziativa mediante social network
  • Incontri pubblici con la cittadinanza
  • Incontri mirati con i target del progetto cioè con i responsabili del cambiamento
  • Coordinamento delle attività con le istituzioni e promozione dell’iniziativa mediante canali istituzionali

Per quanto riguarda il materiale di disseminazione sono stati realizzati kit educativi per le diverse figure. Per esempio il "kit del custode" contenente materiale informativo di carattere legislativo e tecnico-scientifico e il "kit dell’orto a km 0", contenente tutto il materiale per iniziare a coltivare piante locali.