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Improvement of the food security for the poorest rural communities of the Gabiley district

Luogo : somalia, Africa
Sustainable development of small rural communities Sustainable development of small rural communities
Budget totale: € 431.207,00 | Periodo: Da ottobre 2012 A settembre 2013

Sintesi

Il progetto realizzato da ActionAid ha permesso di migliorare le condizioni di vita delle comunità rurali più povere e marginalizzate del Somaliland (Nordest Somalia), accrescendo la sicurezza alimentare di 1050 nuclei famigliari.
I beneficiari diretti del progetto sono stati 7.350 agricoltori e agro-pastori vittime dei cambiamenti climatici e delle siccità cicliche. I beneficiari indiretti sono stati 53.717, corrispondenti alla popolazione dell’area di intervento.
L’approccio strategico di ActionAid ha previsto un coinvolgimento attivo dei beneficiari e delle loro comunità, con l’obiettivo di rafforzare le loro capacità di interagire con le autorità locali per ottenere il rispetto dei loro diritti fondamentali. Tutte le attività del progetto, compresa la costruzione di piccole infrastrutture idriche e la fornitura di input agricoli, hanno mirato all’empowerment socio-economico delle popolazioni beneficiarie, in modo da garantire la sostenibilità dell’intervento nel lungo periodo

Partnership

Ministry of Foreign Affairs -Directorate General for Development Cooperation - Italia

Candidato guida

L’organizzazione delle attività di Cooperazione allo Sviluppo, componente essenziale della politica internazionale dell'Italia, fa parte dei compiti del Ministero degli Affari Esteri (MAE), che demanda tali attività alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) che è l’organo preposto ad attuare tale politica, in attuazione della legge n.49/87. La DGCS attua le linee di cooperazione e le politiche di settore nei diversi Paesi, stabilisce rapporti con le Organizzazioni Internazionali, con l’Unione Europea e con le Organizzazioni non governative; programma, elabora ed applica gli indirizzi della politica di cooperazione e le politiche di settore tra cui sanità, ambiente e sviluppo imprenditoria locale; realizza iniziative e progetti nei Pvs; effettua interventi di emergenza e fornisce aiuti alimentari; gestisce la cooperazione finanziaria e il sostegno all’imprenditoria privata e alla bilancia dei pagamenti dei Pvs; promuove e realizza la cooperazione universitaria.

Somaliland Hope Association - Somalia

Partner dell'iniziativa

Somaliland Hope Association è una ONG locale fondata nel maggio 2007 in Somaliland e legalmente registrata presso il Ministero della Pianificazione e dello sviluppo.Shoa ha sviluppato un approccio multidimensionale per contrastare la cause della povertà, lavorando al fianco delle comunità locali e in collaborazione con le autorità locali nelle regioni di Marodijeh, Gabileye e Sahil. SHOA lavora per ridurre l’insicurezza alimentare delle comunità agro-pastorali, garantire accesso all’acqua, promuovere l’empowerment delle donne e delle loro organizzazione e promuoverne la rappresentanza politica. Tutti i programmi realizzati da SOHA partono da processi di discussione partecipata attraverso incontri formali e contatti informali con gli attori locali, e lo stesso vale per la pianificazione, la valutazione e la selezione dei beneficiari.

Actionaid International Somaliland - Somalia

Partner dell'iniziativa

AASomaliland si è costituita nel 1992, dopo la proclamazione dell’indipendenza, e fa parte della Federazione Internazionale di ActionAid. Oggi è presente in 3 delle 6 macro-regioni e lavora al fianco delle comunità nomadi pastorali del Somaliland per promuovere il diritto al cibo in collaborazione con partner e istituzioni locali. AAS dispone di policy e di procedure che regolano la realizzazione dei programmi e la gestione economica e finanziaria dei progetti, e sono in parte comuni a tutto il network internazionale e in parte pensati specificamente per la situazione del Somaliland. La qualità tecnica e gestionale dei programmi è garantita dal sistema ALPS di monitoraggio e valutazione. Oltre al flusso dei finanziamenti privati, negli ultimi 5 anni, AAS ha gestito diversi progetti finanziati da donatori istituzionali, tra cui Cooperazione Inglese,Canadese,UNIFEM e varie fondazioni internazionali

ActionAid International Italy Onlus - Italia

Partner dell'iniziativa

ActionAid è un’organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta alle cause della fame nel mondo,della povertà e dell’esclusione sociale. Da oltre 40 anni AA lavora con persone, comunità,soci e partner in oltre 40 paesi in Africa, Asia, Americhe, Oceania ed Europa, condividendo con loro visione, missione, valori, priorità, per un mondo migliore.AA sviluppa progetti di cooperazione internazionale con partner pubblici e privati;campagne sul tema dei diritti umani e della lotta alla povertà in Italia e in Europa;azioni di advocacy nei confronti dei Governi per rimuovere gli ostacoli allo sviluppo umano e sociale a livello globale;iniziative di radicamento territoriale in Italia in favore di una cittadinanza attiva e responsabile;reti tra organizzazioni della società civile del Nord e del Sud del Mondo per lo scambio di esperienze e la promozione del dialogo interculturale. Il nostro lavoro sul campo coinvolge circa 15milioni di persone attraverso 800 progetti

Per contribuire a migliorare la sicurezza alimentare della famiglie che vivono nelle aree rurali del Somaliland ActionAid ha fornito corsi di formazioni per i piccoli agricoltori e le istituzioni locali in materia di tecniche di produzione e commercializzazione dei prodotti agricoli; ha garantito la fornitura di servizi (costruzione di pozzi, barriere per l’irrigazione e distribuzione di input agricoli) e ha rafforzato le associazioni di agricoltori mettendole in rete, promuovendo il dialogo con le autorità locali e realizzando campagne di sensibilizzazione sul diritto al cibo. Garantire l’autosufficienza alimentare ha contribuito non solo al miglioramento delle condizioni sanitarie e nutrizionali dei beneficiari ma ha anche innescato processi virtuosi per l’economia locale attraverso la promozione di mezzi di sussistenza alternativi, l’immissione di nuovi prodotti sul mercato, l’uso sostenibile delle risorse naturali (idriche, suoli) e l’aumento dei redditi a livello famigliare

L’elemento principale di innovazione è rappresentato dall’approccio basato sulla promozione dei diritti umani (HRBA) che ha guidato tutte le attività. Accompagnando i beneficiari nella comprensione delle reali cause della povertà e dell’esclusione sociale, il progetto ha messo le reti comunitarie nelle condizioni di monitorare nel lungo periodo i rischi legati alla propria sicurezza alimentare. I piccoli agricoltori hanno appreso le metodologie più appropriate per elaborare le loro domande di servizi nei confronti dei soggetti erogatori, pubblici e privati, e hanno potuto così ottenere delle risposte concrete ai loro bisogni.
L’innovazione socio-culturale di questo approccio ha permesso di far uscire dal circolo della povertà 1050 famiglie di agricoltori di una delle regioni più povere e dimenticate dell’Africa, grazie al superamento del gap tecnologico e alla messa in rete di esperienze associative per collegare una produzione agricola di sussistenza ai mercati locali.

Il progetto ha interessato i distretti di Gabiley e Allaybaday, nel nord della Somalia. In questa regione semi-desertica, i cambiamenti climatici, l’accaparramento delle terre e le fluttuazioni del prezzo dei generi alimentari hanno spinto i pastori più poveri a diventare coltivatori nei territori dove le precipitazioni lo consentivano. La produzione agricola serve principalmente per la sussistenza famigliare, ma le frequenti siccità provocano spesso la perdita dei raccolti, con gravi conseguenze per la sopravvivenza dei nuclei più poveri. Le precipitazioni annuali, spesso soggette a variazioni, non garantiscono una produzione costante di generi alimentari. I piccoli agricoltori dipendono dai pozzi scavati manualmente che spesso durante la stagione delle piogge, a causa delle inondazioni, vengono distrutti e dunque ricostruiti più volte all’anno. Questa operazione oltre che costosa in termini economici impedisce agli agricoltori il lavoro nei campi specialmente durante il raccolto.

Grazie alla formazione ricevuta, 455 agricoltori hanno acquisito nuove conoscenze migliorando le loro pratiche di coltivazione e la resa dei terreni ed hanno attuato strategie volte alla prevenzione degli sprechi; hanno appreso tecniche per il corretto utilizzo dei pesticidi e i processi per la preparazione e l’utilizzo di fertilizzante biologico che ha contribuito, insieme alla maggiore disponibilità di acqua, ad un notevole incremento della produttività del terreno generando un surplus per la vendita sul mercato locale. Parallelamente, il rafforzamento e la messa in rete delle associazioni di agricoltori (20 di nuova formazione) ha favorito l’attuazione di sistemi embrionali di vendita collettiva che hanno permesso l’ottenimento di prezzi più vantaggiosi e l’incremento dei redditi familiari.Inoltre,risultano diminuite del 50% le malattie legate alla qualità dell’acqua ed incrementata l’attenzione e l’impegno degli attori istituzionali e non istituzionali sul tema del diritto al cibo.

Foto 1 Un beneficiario del progetto mentre irriga il suo appezzamento di terra. Grazie alla costruzione di pozzi e barriere in sabbia contro l’erosione del terreno gli agricoltori hanno beneficiato di un aumento nella disponibilità di acqua che ha influito positivamente sulla produzione.

I beneficiari diretti del nostro intervento sono stati 1.050 nuclei famigliari selezionati tra quelli più poveri e marginalizzati risiedenti nei due distretti di  Gabiley e Allaybaday. Con una media di 7 componenti per ciascun nucleo, il numero totale dei beneficiari diretti è stato di 7.350 raggiunto sia grazie ai corsi di formazioni sia grazie alla costruzione dei pozzi, delle dighe e alla fornitura di input e attrezzature.La scelta di ActionaAid è stata orientata al coinvolgimento delle comunità più povere e marginalizzate rispondendo all’esigenza di dare la precedenza ai gruppi più vulnerabili. Si è inoltre prestata particolare attenzione alla componente di genere: la formazione di 20 nuove associazioni di agricoltori ha visto l’iscrizione di 224 donne che rappresentano il 49% dei membri. Si stima inoltre che i beneficiari indiretti dell’azione siano circa 50.000 pari al numero di abitanti dell’area, prevalentemente agricoltori.

Foto 2 La donna, proprietaria di un piccolo appezzamento di terra, ha ricevuto sementi potenziate e formazione grazie ai quali è riuscita ad avere un buon raccolto. Inoltre, nelle vicinanze del suo campo è stato costruito un pozzo che ha aumentato la disponibilità di acqua per coltivare i campi. Prima del progetto la sussistenza della donne, vedova e con 3 figlie, dipendeva dalla generosità dei sui fratelli poiché il suo raccolto era talmente modesto da non riuscire a sfamare l’intera famiglia

Il progetto ha visto il coinvolgimento di 4 persone responsabili dell’implementazione sul capo: il capo progetto responsabile locale, l’ amministratore in loco, 1 Field coordinator responsabile dell’esecuzione e del monitoraggio delle attività sul territorio ed 1 Field Officer responsabile del collegamento con le comunità locali e le organizzazioni di base. Sono state coinvolte 3 figure di alto profilo interne allo staff della controparte locale: un Coordinatore Paese che si è occupato della rappresentanza del progetto nei confronti del Governo locale, un Amministratore Paese, responsabile della gestione dei flussi finanziarie ed un Coordinatore Programmi per la  supervisione tecnica. Sono state incluse 3 figure di staff di ActionAid Italia: Coordinatore Progetto responsabile della gestione complessiva del progetto e del rapporto con il donatore e la controparte locale, il Responsabile del Monitoraggio e della Reportistica ed un Responsabile amministrativo.

I fattori critici primari sono riconducibili a conflitti clanici che hanno portato alcuni beneficiari a non prendere parte ai corsi di formazione e a tentare di spingere tutta la comunità a non prendervi parte con l’obiettivo di aumentare il numero di beneficiari. Grazie alla mediazione degli anziani a cui lo staff di progetto ha spigato con chiarezza obiettivi, contenuto e utilità dei corsi sottolineando l’impossibilità di agire al di là delle politiche e delle procedure sia interne che del donatore, i conflitti sono stati risolti e i corsi si sono svolti. Altro fattore particolarmente sfidante ha riguardato il mancato coordinamento delle attività tra i diversi attori dell’area (ONG locali e Internazionali):ActionAid è stata quindi promotrice di un incontro a cui hanno partecipato i diversi attori che operano nell’area e che ha avuto come risultato diretto l’aumento della cooperazione e della sinergia tra i diversi attori anche per l’elaborazione di una comune strategia.

Il progetto è stato realizzato in un’area a rischio di desertificazione, nonché esposta a siccità cicliche, e ha quindi previsto il trasferimento di nozioni specifiche per regolare l’impatto ambientale delle attività agricole proposte.Uno dei cicli di formazione ha riguardato la gestione delle risorse naturali e in particolare la conservazione dei suoli. Attraverso l’introduzione di tecniche di irrigazione sostenibili, di sistemi di terrazzamento e di piantumazione, è stato spiegato agli agricoltori come limitare gli effetti dell’erosione dei suoli. Grazie anche alla costruzione di pozzi e dighe, è stato quindi possibile migliorare l’autosufficienza alimentare dei beneficiari in maniera sostenibile, senza alterare l’equilibrio ambientale e la gestione delle risorse naturali in una regione messa già a dura prova dalla minaccia della desertificazione. Un altro ciclo di formazione ha toccato la tematica dell’uso responsabile dei fertilizzanti e dei pesticidi, nel rispetto dell’ambiente.

Foto 3 è grazie ai corsi di formazione sulla gestione delle risorse naturali, all’introduzione di tecniche di irrigazione innovative che gli agricoltori sono riusciti a limitare gli effetti dell’erosione dei suoli. Ne è derivato un raccolto più abbondante, come mostrato nella foto.

ActionAid è partita dall’analisi degli xeer (convenzioni tradizionali della cultura pastorale somala) per assicurare la sostenibilità del progetto, costruendo nuove istituzioni comunitarie in grado di rispondere ai bisogni primari della popolazioni in termini di beni e servizi. In questo senso, un obiettivo trasversale del progetto è stato la creazione di sinergie tra le istituzioni tradizionali e quelle ufficiali, con particolare attenzione per il ruolo delle donne, in modo da costruire relazioni virtuose per quanto riguarda la promozione dei diritti e la risoluzione delle controversie intorno all’uso delle risorse agro-pastorali.Il cambiamento di mentalità e di atteggiamento da parte dei beneficiari costituisce il lascito più importante del progetto, e ActionAid si sta occupando di costruire una nuova progettualità per estendere questa metodologia ad altre comunità. Un nuovo progetto triennale finanziato dalla DGCS è attualmente in corso in aree limitrofe della Somalia

Le attività di disseminazione sono state legate alla promozione della campagna di sensibilizzazione Hunger Free per la quale, oltre ad alcuni eventi fieristici, è stato organizzato un evento conclusivo che ha visto il coinvolgimento di molti degli attori che operano nell’area e una forte copertura mediatica. Queste attività, oltre a dare risalto al progetto, hanno incentivato la collaborazione tra le ONG locali e internazionali, i rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura e le autorità locali.Inoltre, vari workshop alla presenza di esperti del Ministero dell’Agricoltura, dell’ Università di Hargeisa, di varie ONG (FAO, WFP, IFAD) sono stati organizzati per la validazione e disseminazione dei risultati dello studio sull’impatto delle importazioni di cibo sui prezzi del mercato locale. L’azione di lobbying esercitata sul governo, che ne è seguita, ha positivamente risentito di questa disseminazione  ed ha avuto un impatto in termini di impegni assunti dal Governo.