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fa bene: a social innovation in local street markets

Luogo : Torino, italy, Europe
Food consumption patterns: diet, environment, society, economy and health Food consumption patterns: diet, environment, society, economy and health
Budget totale: € 0,00 | Periodo: Da maggio 2013 A

Sintesi

Il progetto fa bene. è un azione di sistema che nasce con l’obiettivo di recuperare le eccedenze alimentari invendute e le donazioni spontanee degli acquirenti all’interno dei mercati rionali e di gestirne la redistribuzione a famiglie in difficoltà economica, in cambio di azioni di “restituzione” nella comunità locale.
L’impegno delle parti è regolato da un patto di reciprocità: le famiglie sostenute dal progetto sono chiamate a “restituire” nella comunità tempo, lavoro e capacità, superando le logiche tradizionali di assistenzialismo e favorendo il reinserimento sociale e professionale.
I punti chiave del progetto sono l’approccio sistemico in cui le interazioni dei vari soggetti generano un beneficio collettivo per la comunità, l’accesso ad alimenti sicuri e freschi, anche per le famiglie che, per motivi economici, sarebbero costrette a compiere scelte alimentari meno equilibrate, e la ricerca della sostenibilità, massimizzando l’impatto sociale e le ricadute positive sull’ambiente.

Partnership

Plug cultural non profit organization - Italia

Candidato guida

Obiettivo dell’Associazione PLUG (fondata nel 2010) è sviluppare una riflessione attiva sui temi della sostenibilità sociale ed ambientale nel campo delle arti visive e della comunicazione. Per sua mission istituzionale PLUG svolge attività quali: - divulgazione mediante manifestazioni (conferenze, concorsi, dibattiti e mostre); - pubblicazione di riviste, libri, cataloghi in forma tradizionale ed elettronica; - sviluppo di progetti in cui il graphic design sia finalizzato ad un impatto sociale concreto e misurabile; - collaborare con altre associazioni culturali, università, scuole, ed aziende.

Società Cooperativa Sociale Liberitutti - Italia

Partner dell'iniziativa

La Società Cooperativa Sociale Liberitutti nasce nel 1999 dall’esperienza dei suoi soci nell’ambito della promozione sociale, culturale ed economica. Il suo campo d’azione è il rilancio di territori in forte crisi; il suo strumento è la costruzione, con i soggetti interessati, di un modello di agio sociale dal basso. Promuovere una cittadinanza attiva e responsabile, creare partecipazione consapevole alle decisioni di interesse pubblico, sviluppare senso di appartenenza verso i territori: questi gli obiettivi di Liberitutti.

COMITATO PROMOTORE S-NODI GABRIELE NIGRO - Italia

Partner dell'iniziativa

Il Comitato S-NODI è l’evoluzione del lavoro avviato a Torino nel 2005 grazie alla collaborazione tra Caritas Torino - Osservatorio delle povertà e delle risorse e Caritas Italiana. S-NODI è una comunità di ricerca ed azione in cui convergono gruppi di soggetti diversi per formazione ed estrazione, che mettono al servizio del progetto collettivo il proprio capitale umano, conoscitivo e sociale. L’obiettivo è realizzare processi culturali che partano dal concetto di promozione umana come leva per lo sviluppo delle persone e dei loro contesti.

fa bene. mangiare, donare, recuperare, restituire Il progetto ha l’obiettivo di recuperare le eccedenze alimentari invendute e le donazioni spontanee degli acquirenti all’interno dei mercati rionali e di gestirne la redistribuzione a famiglie in difficoltà economica. In cambio le famiglie che partecipano all'iniziativa sottoscrivono un "patto di reciprocità" che sancisce il loro ruolo attivo nel processo, per il quale sono chiamate a compiere azioni di restituzione sul territorio all’insegna del loro reinserimento sociale e professionale. Il contesto di partenza è il mercato, ma l'iniziativa coinvolge tutto il quartiere circostante, dove alcune famiglie combattono con problemi economici che ne determinano una progressiva esclusione sociale ed una crescente difficoltà di accesso al cibo fresco. La filiera corta di prossimità, basata su raccolta dell’invenduto e sulle donazioni quotidiane, consente l’accesso ad alimenti sicuri e nutrienti.

fa bene. è un progetto di innovazione sociale in cui la circolarità del processo intende superare le tradizionali forme di assistenza.
fa bene. non rappresenta un semplice scambio fra "donatore" (il cliente abituale del mercato) e "beneficiario" (la persona che riceve la donazione), ma un'interazione tra tutti gli attori coinvolti.
Il progetto fa leva sull'associazionismo spontaneo del territorio e sull'appartenenza alla comunità.
Le azioni di restituzione sono svolte dalle famiglie indigenti coinvolte nel progetto, tradizionalmente considerate semplici beneficiari, che offrono alla comunità di appartenenza un monte ore di volontariato al mese in base alle proprie competenze e professionalità.
In questo modo la circolarità coinvolge ugualmente i mercatali, i clienti, i promotori, gli operatori del progetto e le famiglie, favorendo un clima di coesione sociale, e si offre alle fasce più fragili della società l'opportunità di riacquisire un ruolo attivo all'interno del proprio contesto.

Step 2 - Principale innovazione sviluppata fa bene. promuove attività ed eventi che coinvolgono le famiglie e la comunità
Step 2 - Principale innovazione sviluppata Le famiglie, coinvolte nelle azioni di restituzione, confezionano i vasetti di marmellate contribuendo alla promozione del progetto.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Step 2 - Principale innovazione sviluppata_01 Circolarità del processo
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Step 2 - Principale innovazione sviluppata_02 Restituzione

Scegliere il mercato come luogo di partenza per l'attuazione di un progetto di innovazione sociale ha significato da un lato tenere in considerazione il rapporto fra alimentazione e salute e dall'altro inserirsi in un ambito storicamente connotato. Le forme di sostegno alimentare attuate nei contesti di difficoltà economica riguardano spesso donazioni di alimenti a lunga conservazione. fa bene. invece concentra la sua attenzione prevalentemente sul cibo fresco, rispettando i principi di un'alimentazione equilibrata. Il mercato ha da sempre assunto un ruolo sociale forte nel contesto urbano: è per eccellenza il luogo delle relazioni e dello scambio. Il mercato di Piazza Foroni, dove nasce il progetto, si trova al centro di una zona “difficile” quale il quartiere Barriera di Milano -Torino- che ha accolto flussi di immigrazione. La struttura sociale ha promosso la nascita di associazioni mosse dall'esigenza di creare nuclei di aggregazione, ed è quindi tra i fattori abilitanti. 

Step 3 - contesto Il cibo raccolto dal progetto segue i precetti di un’alimentazione sana ed equilibrata, attenta al tema del KM 0
Step 3 - contesto fa bene. agisce all'interno delle aree mercatali, luogo per eccellenza delle relazioni e dello scambio.
fa bene - contesto Scegliere il mercato come luogo di partenza per l'attuazione di un progetto di innovazione sociale ha significato da un lato tenere in considerazione il rapporto fra alimentazione e salute e dall'altro inserirsi in un ambito storicamente connotato.

fa bene. è attivo su 2 mercati rionali di Torino (un terzo in fase di avviamento), coinvolge oltre 20 famiglie, più di 60 commercianti e conta 6 operatori che quotidianamente preparano i pacchi cibo per le famiglie.
In media vengono raccolti 50 kg di cibo/giorno tra frutta, verdura e pane, a cui si aggiungono donazioni di latticini, carne e pasta, garantendo per ogni famiglia almeno i 2/3 delle porzioni raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Dopo un anno di attività e oltre 2.000 ore trascorse sul mercato si registra un crescente clima di fiducia: i clienti abituali effettuano regolarmente donazioni, i commercianti dimostrano interesse ed impegno per promuovere il progetto.
Le famiglie, con l'attività di restituzione, hanno contribuito a: feste di quartiere, cura di aree verdi e progetti in ambito educativo e sociale per un totale di 405 ore di volontariato. La comunità online (Facebook) conta oltre 1.200 sostenitori attivi.

Step 4 - Risultati fa bene. è presente sul mercato dal lunedì al sabato e consegna in media 50 kg di cibo giornalmente.
Step 4 - Risultati fa bene. promuove attività sul quartiere che coinvolgono tutta la popolazione, dopo più di 2.000 ore trascorse sul mercato si registra un crescente clima di fiducia.
Step 4 - Risultati In media vengono raccolti 50 kg di cibo/giorno tra frutta, verdura e pane, a cui si aggiungono donazioni di latticini, carne e pasta
Step 4 - Risultati Per ogni famiglia sono garantiti almeno i 2/3 delle porzioni giornaliere di cibo raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Step 4 - Risultati Aderiscono al progetto fa bene più di 60 commercianti.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Step 4 - Risultati_01 Quantità di cibo in media raccolta ogni giorno sul mercato
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Step 4 - Risultati_02 Porzioni che una famiglia riceve ogni giorno

Il target a cui si rivolge il progetto fa bene. non è costituito unicamente dalle famiglie in difficoltà che attraverso l’implementazione del progetto possono accedere a cibo fresco in cambio di attività di restituzione.
Per i commercianti la spesa solidale genera aumento delle vendite, rafforza la fidelizzazione del cliente e permette di beneficiare di un ritorno di immagine positivo.
Gli operatori e gli addetti alla logistica hanno un tornaconto diretto in quanto il progetto permette di attivare contratti di lavoro o forme di sostegno al reddito e offre nuove opportunità professionali al di fuori dell'iniziativa.
Le azioni di restituzione delle famiglie sono in parte dedicate alle attività delle associazioni locali, che quindi traggono beneficio dal progetto e lo sostengono, adempiendo così alla loro funzione sociale.
La comunità tutta beneficia infine delle azioni di restituzione, potendo disporre di risorse in termini di tempo e capacità unito al rafforzamento dei legami umani.

Step 5 - I beneficiari e i bisogni di partenza fa bene. contribuisce a rafforzare i legami e le relazioni umane, coinvolgendo tutta la comunità in modo attivo.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Step 5 - I beneficiari e i bisogni di partenza Azioni e attori coinvolti

Collaboratori con voucher di lavoro accessorio addetti alla raccolta e consegna. (2 x mercato)
Figure professionali junior addette alla comunicazione e misurazione dei risultati. Sono coinvolti studenti universitari, inizialmente come volontariato e successivamente compensati con ritenuta d’acconto o partita iva. (1 x mercato)
Figure professionali qualificate in ambito sociale addette all’organizzazione delle azioni di restituzione. (1 x mercato)
Responsabili di progetto e della logistica sui vari mercati. (2)
Board di coordinamento.
Network delle associazioni a supporto: Associazione di animazione interculturale ASAI, Associazione G.c.a.r IL NODO, Associazione GPL Uniti per il quartiere, Associazione Muovi Equilibri, Associazione Sermig, Associazione il Campanile, L'associazione dei commercianti La Piazza Foroni.
Stakeholder finanziari: Caritas italiana, Compagnia di San Paolo. Istituzioni: Circoscrizione VI, VII della Città di Torino, Urban Barriera, Fondazione Torino Smart City.

Step 6 - Risorse umane coinvolte In ogni mercato sono presenti 2 operatori con vaucher di lavoro accessorio addetti al processo di raccolta, smistamento e consegna.
Step 6 - Risorse umane coinvolte Il progetto è strutturato con le seguenti figure: volontari, operatori, figure professionali junior addette alla comunicazione, promozione e misurazione dei risultati raggiunti, figure qualificate addette all’organizzazione delle azioni di restituzioni e al contatto con le famiglie, responsabili di progetto e un board di coordinamento e sviluppo. A cui si aggiungono il network delle associazioni territoriali, le istituzioni locali e gli stakeholder finanziari.

Le criticità con cui è necessario confrontarsi quotidianamente sono:
- complessità socio-culturali: la fragilità delle famiglie destinatarie impongono una forte attenzione nei rapporti ed un continuo controllo degli equilibri tra donazioni e attività di restituzione, mentre lo scetticismo delle persone che si approcciano al progetto richiede la costante presenza in loco degli operatori e, nella fase iniziale, delle figure addette alla comunicazione, che svolgendo il ruolo di mediatori, alimentano un clima di fiducia.
- complessità istituzionali: evidenziare l'impatto del progetto sulla comunità agli stakeholder richiede un costante lavoro di analisi e di storytelling.
- sostenibilità del progetto: dopo l’investimento di enti e soggetti coinvolti nella fase di avviamento, si prevede una riduzione progressiva dell’impegno finanziario grazie a contributi una-tantum erogati dalle associazioni dei mercatali, sponsorizzazioni di privati, crowdfunding, contributi della città ed enti comunali.

Le ricadute positive di fa bene. in termini di sostenibilità ambientale riguardano sia la scelta del contesto in cui opera, sia le modalità con cui vengono attuate le consegne nelle fasi di stoccaggio e trasporto.

Filiera corta-Le donazioni di cui beneficiano le famiglie che hanno aderito al “patto di reciprocità” sono costituite per lo più da cibo fresco proveniente da produttori locali.

Scarti e sprechi-Trasformare il cibo invenduto in donazioni per le persone in difficoltà consente di ridurre l’impatto che le eccedenze alimentari avrebbero sul mercato. La donazione abbatte gli sprechi e per diminuisce la presenza di rifiuti nella zona.

Riuso-Il trasporto degli alimenti giornaliero avviene tramite contenitori riutilizzabili limitando al minimo gli agenti inquinanti.

Mobilità sostenibile-La consegna dei prodotti raccolti viene effettuata seguendo i principi della mobilità sostenibile utilizzando bici cargo; in collaborazione con il servizio Pony Zero Emissioni.

Step 8 - Impatto ambientale Il trasporto degli alimenti giornaliero avviene con contenitori riutilizzabili limitando al minimo gli agenti inquinanti.
Step 8 - Impatto ambientale La consegna dei prodotti raccolti viene effettuata seguendo i principi della mobilità sostenibile utilizzando bici cargo; in collaborazione con il servizio Pony Zero Emissioni.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Step 8 - Impatto ambientale Obiettivi

Cardine del progetto fa bene. è la progettazione di interventi sociali replicabili nei mercati. L’obiettivo è sviluppare un modello formativo per educare le comunità e facilitare l'attuazione della raccolta-restituzione in vista di una progressiva indipendenza operativa. La registrazione di un marchio collettivo (in corso di studio) consentirà la replicabilità dell’iniziativa, mentre i soggetti ideatori del progetto garantiranno un'attuazione del processo conforme agli obiettivi definiti. Si stanno analizzando i fattori abilitanti per permettere l’avvio del progetto in contesti differenti. fa bene. è attivo sul Mercato di Piazza Foroni -Torino da maggio 2013; è stato attivato sul Mercato di corso Chieti -Torino da giugno 2014 attualmente in corso. Si sta studiando l’attivazione del progetto su un terzo mercato della città di Torino così come lo studio di fattibilità in paesi della prima cintura. Sono già stati avviati contatti anche nell’area del Triveneto.

Un format efficace non prescinde dall'immediatezza del messaggio e da una coerenza a livello visivo sui supporti di comunicazione. Il marchio fa bene. facilmente riconoscibile è indispensabile per innescare una logica di fiducia negli attori del progetto.
Sebbene i temi trattati siano fortemente legati a situazioni di povertà, si è scelto di attribuire un'immagine colorata e fresca per creare un clima positivo.
La restituzione delle famiglie contribuisce a diffondere il messaggio del progetto, partecipando a eventi rionali e cittadini.
L'attività sul campo prevede: distribuzione di volantini, pieghevoli esplicativi, magliette, spillette, adesivi e  brandizzazione  delle bancarelle aderenti.
L'assidua attività sui social network (Facebook) permette di aggiornare in tempo reale e raccogliere feedback.
Sono stati realizzati alcuni video di presentazione del progetto.In corso di realizzazione e aggiornamento il sito web dell’iniziativa che veicola l'immagine istituzionale del progetto.

fa bene - disseminazione Un format efficace non prescinde dall'immediatezza del messaggio e da una coerenza a livello visivo sui supporti di comunicazione. Il marchio fa bene. facilmente riconoscibile è indispensabile per innescare una logica di fiducia negli attori del progetto.
../file-system/small/pdf ../file-system/small/pdf Step 10 - Disseminazione Il pieghevole di informazione e promozione del progetto e del suo funzionamento distribuito sul mercato di Piazza Foroni - Torino.